Rigore, equità e crescita: tre parametri relativi. Nella cura Monti non si parla ancora di riequilibrio!

bilderberg-goldman sachs Basta dare un'occhiata alle notizie di stampa e ci accorgiamo subito che c'è qualcosa di diverso nell'aria. Ahimè non è l'aria Natalizia che si avvicina ma ben altro! Si respira un'atmosfera di preoccupazione, di paura, di incertezza e di sfiducia nel futuro. I titoli della stampa sono implacabili, fino ad essere quasi ossessivi. Nella maggior parte di questi capeggiano solo dati, cifre e proiezioni finanziarie.

La voce di Bossi tuona contro il governo. Al teatrino della politica va in scena la stessa rappresentazione!

bossi Il timore più avvertito è quello di un colpo di coda del Berlusconismo, con o senza il suo Fondatore. Ancora non si è capito che Berlusconi è stato ed è solo un "propagandista", l'esecutore materiale che furbescamente interpretava le direttive di una politica neoliberista indicata e progettata in ambiti ben più pericolosi, importanti e lontani. Tuttavia i timori non sono infondati, e lo possiamo vedere dall'attuale posizione politica assunta dalla Lega stessa.

Fornero incassa il plauso sulle pensioni. Intanto a Termini Imerese la Fiat manda a casa 1600 lavoratori.

fornero-cna Tutto bene e tutti contenti. Con la sola eccezione dei lavoratori della Fiat di Termini Imerese che da oggi chiuderà i battenti spedendo in cassa integrazione circa 1600 lavoratori dell'indotto. Intervenuta in videoconference all'assemblea Nazionale della CNA, il ministro del Lavoro Elsa Fornero ribadisce i criteri già a suo tempo esposti dal Premier Monti: rigore, equità e crescita. Ormai con questo slogan si cerca di risolvere ogni cosa. L'economista Torinese parla soprattutto di "Riforma pensionistica largamente già fatta, con alcuni elementi che potranno essere accelerati". Di fatto conferma che il governo si muoverà nel solco delle indicazioni date a suo tempo dalla Bce e dal governo Berlusconi. Forse non molti, specialmente tra i politici, hanno ben chiara cosa sta accadendo. Bersani plaude il "bel" discorso del ministro Fornero, probabilmente dimenticandosi di quello che sta accadendo in Sicilia. E' ancora il ministro del Lavoro a riprendere però la spinosa questione, tranquillizzando tutti sul fatto che il governo farà la sua parte. Come? In che modo? I lavoratori saranno da oggi fino al 31 dicembre in cassa integrazione! Quali risposte verranno date a queste persone? L'offerta del governo in questo caso rappresentato dalla Fornero è vaga e lo si evince dalle sue stesse parole: "Nel pieno rispetto dell'autonomia delle parti, il governo è disponibile a offrire il suo contributo costruttivo, se richiesto, alla soluzione della vicenda". Ci chiediamo se sia possibile e accettabile che si parli in questi termini. Il governo non è una "cosa" avulsa dalla "questione Fiat"! "Se richiesto??" Ma siamo "fuori" noi o dovrebbe rappresentare l'Elemento super partes che semmai stabilisce, o aiuta fattivamente a stabilire, le "regole" entro le quali si muovono le dinamiche in seno al mondo del Lavoro? Lo stesso Ministro ha affermato che "in questa vicenda la parte più debole è costituita dai lavoratori". Questa riflessione (scontata!) non può che raccogliere il nostro consenso, ma da questo a rendere fattiva una proposta sembra ci sia molta strada ancora da fare. Perché il Sig.Marchionne non è stato "sensibilizzato" proprio in virtù di quanto la stessa Fornero ha dichiarato? Se i lavoratori sono l'anello più debole ci deve pur essere un motivo! Si chiudono fabbriche e aziende senza proporre alternative praticabili? Quali sono gli "ammortizzatori sociali" ai quali si intende ricorrere per far sì che migliaia di lavoratori non vengano abbandonati al loro destino? Sarà bene ricordare che i posti di lavoro da "salvare" in questo periodo (si parla addirittura di una settimana) sono oltre 13.600. A quelli di Termini Imerese dobbiamo infatti aggiungere i 600 della Whirlpool, i 700 della Adelchi, i 2100 della Merloni, i 1500 della Agile, i 7127 della Ansaldo Ferroviaria e di altri indotti frammentati e sparsi in tutto il paese. E con questo "clima" si parla solo di disponibilità e non di piani concreti atti a stabilire EQUITA' reale e non solo verbale?? Ci auguriamo che l'applauso di Bersani sia solo indirizzato ad una parte di ciò che il ministro Fornero ha detto, ma che siano le stesse forze politiche ad incalzare lo stesso governo per far sì che anche per queste migliaia di lavoratori (e conseguentemente di Famiglie) possa esserci un Natale meno buio di quello che si va dipingendo.




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Figli di un Dio minore o cittadini italiani? Il Colle suggerisce, i “falchi” volteggiano sulla maggioranza

lavoratore-immigrato2 Tocca al Capo dello Stato far sentire la voce della politica. Napolitano volge la propria attenzione sul tema dell'immigrazione. Parla dell'esigenza di riconoscere la cittadinanza ai nati in Italia, e dall'opposizione, vera e mascherata, partono tuoni e fulmini. E' un dato di fatto che i falchi volteggino sulla maggioranza che sostiene il governo Monti, e altrettanta chiara è l'ambiguità con la quale una parte di questa aspetta un passo falso di questo stesso governo.

La scure di Marchionne si abbatte sui lavoratori della Fiat. Schiaffi a “tutti” in barba a regole e dialogo!

fiat-marchionne1 Marchionne "corre solo". Con un breve quanto arrogante comunicato la Fiat ha annunciato che dal 1° gennaio 2012 verranno applicati i contratti aziendali e non saranno più validi quelli nazionali. Uno schiaffo in piena regola, e questa volta è stato dato a tutti, governo, lavoratori, sindacati, forze politiche e chi più ne ha più ne metta. Al super AD della Fiat non interessa un tubo sapere chi governa o no, quanto portare avanti una strategia aziendale che porti frutti tangibili

Brindisi per l’approvazione del secondo decreto su Roma Capitale. Priorità giustificata?

GIANNI ALEMANNO Ci aspettavamo una partenza in linea con i propositi di intervento "urgente", eravamo concentrati sui problemi vertenti la crisi economica, invece il primo Consiglio dei Ministri si è occupato del decreto legislativo su Roma Capitale. Questo provvedimento non è "roba da poco", anzi, meritava sicuramente approfondimenti ulteriori, ed è proprio questo che ci porta a mostrare prudenza. Con questo si vorrebbe ridisegnare i nuovi poteri dell'Amministrazione romana, ovvero, il futuro status della Capitale. Sarà permesso al sindaco di Roma di trattare direttamente col governo per tutto ciò che riguarda la Capitale. Vengono così stabiliti quali sono i poteri che saranno trasferiti dallo Stato al nuovo ente e quali dalla Regione a questo. E’ doveroso però ricordare come già nel 2010 erano stati sollevati non pochi dubbi e critiche sul primo provvedimento; tra le principali espressioni negative sull'argomento in questione ricordiamo quella di Vezio De Lucia, Architetto e urbanista di chiara fama internazionale, Docente Universitario legato soprattutto alla trasformazione urbanistica di Napoli. In occasione dell'allora ventilato progetto che partiva dal primo decreto, non mancò di sottolineare le proprie perplessità: "...i poteri da trasferire alla capitale con successivi decreti legislativi dovrebbero riguardare i beni culturali, lo sviluppo economico e il turismo, l’assetto del territorio, le aree protette, l’edilizia pubblica e privata, la mobilità, i rifiuti, l’energia, la protezione civile e altre eventuali materie, tutte sottratte in particolare alla regione e alla provincia. Che sarebbero snaturate. Alla regione resterebbe integralmente la sanità e poco di più. Che senso avrà, come si potranno formare il piano territoriale di coordinamento o governare i trasporti di una provincia di Roma ridotta a spazio residuale, con un buco in mezzo? La popolazione provinciale – quella virtualmente riferita alle materie elencate sopra – si ridurrebbe da oltre 4 milioni di abitanti a meno di un milione e mezzo". La risposta alle perplessità di De Lucia non potevano non essere date dopo un’accurata riflessione politica. Ma il governo Monti ha comunque pensato di ripercorre in questo modo il solco dei "lavori incompiuti" e lasciati tali dal precedente governo, non considerando la ripercussione che tale provvedimento potrebbe avere nella geopolitica italiana. Brinda dunque alla decisione il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che però non conterà sui 60 consiglieri sperati, ma sugli attuali 48. Il progetto "Roma Capitale" non può essere avulso da un quadro di massima, ben più ampio e non limitato alla sola Capitale, pur importante che sia. Si dovrebbe agire per priorità e sicuramente non prima di un’approfondita consultazione politica. Dobbiamo quindi implicitamente intendere questa come una priorità?? Riprendendo le parole dell'Arch... De Lucia (di cui citiamo il pensiero) ci chiediamo perché non siano state prese in considerazione proposte come quella di attribuire a Roma capitale il rango di regione, com’è stato fatto per altre capitali europee che comprendono sempre vasti territori (la comunidad autonoma di Madrid comprende 179 comuni). Di conseguenza si dovrebbe decidere se la regione Lazio sopravvive (con una diversa articolazione delle province) o viene spartita fra Toscana, Abruzzo e Campania. Alemanno parla invece di equiparazione alle altre capitali europee, ma lo fa dimenticando in quale situazione economica ci troviamo; e la cosa che più fa riflettere è data dal fatto che ciò sia "accaduto" per lo stesso governo Monti. Un governo che dovrebbe puntare molto sulla ricostruzione di una coesione sociale ormai sgretolata e su livelli da brivido. Sarebbe stato meglio non inasprire il rapporto con l'opposizione dove oggi troviamo una Lega che ha subito scatenato polemiche rilanciando il federalismo fiscale su scala nazionale invece di partire dalla sola Roma. (e dal suo punto di vista come dargli torto?). Comunque, a dirla con sincerità, non è la preoccupazione di una Lega che polemizza, il dato che non ci permette di dormire tranquilli, quanto il timore che anche questo governo si perda in provvedimenti populisti che potrebbero essere invece valutati con più calma, e magari dopo quelli più urgenti nonché "socialmente rilevanti". Vedremo...



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Monti incassa la fiducia al Senato, ma le perplessità e i dubbi sul governo tecnico rimangono!

Monti International Advisor GoldmanSachs L'ipocrisia regna sovrana. Sembra che tutti i mali del mondo siano ormai alle spalle dopo la costituzione del governo tecnico guidato da Monti. E' chiaro come la dipartita di Berlusconi sia stata sentita e vista da molti come una "liberazione", ma da qui a far passare "l'evento Monti" come il nuovo "sogno italiano" ce ne corre, e non possiamo neppure tacere che tutto questo non permette davvero di stare allegri.

Quando la politica abdica, non resta che aspettare Godot.

la Casta Possiamo essere sicuri soltanto di una cosa: questo governo Monti serve solo alle Forze politiche italiane per prendere tempo in un momento in cui nessuno potrebbe riuscire a salvarci da sacrifici e rinunce. E' come se avessimo affidato ad altri (Bce e Fmi) il compito di mettere il naso nei conti di Casa nostra al fine di non far sprofondare prima del tempo un sistema socioeconomico ormai in retta d'arrivo. Il Pdl non avrebbe mai dato l'assenso (come probabilmente accadrà) se non avesse riflettuto sul fatto che nessun governo dimissionario ha finora vinto le elezioni successive; oltre al fatto che le divisioni si stanno ampliando e allargando a macchia d'olio. Il Pd ha capito da tempo (è uno dei principali testimonial di Monti) di non avere i numeri per governare, finendo per impazzire nel correre dietro ad un Terzo Polo (o per meglio dire, alla nuova "balena bianca" di Casini) che è in costante ascesa. La Lega si rifugia all'opposizione sperando di dare a bere agli italiani ed al suo elettorato in particolare, il fatto di non avere responsabilità (e quante ne ha invece!!) nel disastroso governo Berlusconi; ricomincia il teatrino con la riapertura del parlamento del Nord sotto la Presidenza di Maroni. Di Pietro e la sua Idv accordano invece a Monti la fiducia condizionata alla composizione della squadra di governo ed al programma che verrà presentato. Chi si aspetta grosse sorprese rimarrà deluso. I giochi (ahimè) sono fatti. Inizieranno i tatticismi di colori i quali sperano e puntano alla conservazione dei privilegi acquisiti come casta in barba ai Cittadini italiani. Ben difficilmente chi non si troverà d'accordo sulle "proposte" di volta in volta fatte, potrà sortire un effetto in favore di ciò che pensa. Democraticamente Monti avrà mano libera per fare ciò che vorrà. Non parliamo di opposizione, sarebbe un'eresia. La vera opposizione potrebbe essere solo quella portata avanti dalle parti sociali, dai Cittadini e dalle Forze politiche che stanno fuori del Parlamento. In sostanza la differenza sta nel fatto che non guadagneranno i soliti noti (o per meglio dire il "solito noto") ma rischiamo lo stesso di perdere tutti. Questo perché la vera politica, quella responsabile delle proprie azioni, quella che si dovrebbe mettere in gioco, in realtà ha scelto l'ignavia, ovvero di stare "in panchina" ad osservare il gioco che ristagnerà a centrocampo. Daremo il tapiro d'oro a chi riuscirà a distinguere tra destra e sinistra, tra conservatori e progressisti, tra vecchi e... vecchi. Ci sarebbe sempre quella "cosetta", com'è che si chiama? Ah sì, patrimoniale! Potrebbe risultare utile per tassare le rendite di quel famoso 10% di famiglie italiane che detengono la ricchezza del paese... Potremo smettere di giocare a fare la guerra risparmiando qualche miliardo... Potremo ancora far funzionare quell'ingegnoso sistema chiamato fisco facendolo funzionare come dovrebbe! Magari qualcuno potrebbe avere l'accortezza di non avventurarsi in spese per opere pubbliche inutili e dispendiose. Ma questo forse significherebbe avere una collocazione politica ben precisa, e magari pure tacciabile di faziosità. Meglio sorvolare e non stuzzicare il can che dorme. Dopo anni di individualismo, di liberismo selvaggio, andare a proporre "cose di sinistra" sarebbe troppo. E se poi qualcuno pensasse che il Popolo ne potrebbe beneficiare prendendoci gusto, prendendo coscienza che attraverso una convinta partecipazione si potrebbero risolvere molte cose? No, no, meglio che il gioco ristagni a centrocampo… Aspettando Godot.



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Monti al lavoro, mentre Berlusconi non si da per vinto e pensa al futuro. Nuovo partito all’orizzonte?

berlusconi - nuovo partito La situazione socio-economica dell'Italia resta e resterà grave, almeno per il Cittadino italiano. La fiducia che il governo Monti sembra riscuotere altro non è che il frutto dell'allineamento alla politica finanziaria voluta dalla Bce (braccio armato di Francia e Germania). L'ingerenza di questi ultimi si è rivelata assolutamente inaccettabile e lo abbiamo visto in più occasioni, ultima delle quali la sfrontata “sortita” di Sarkozy

Il cambio della “targa” non cambia la sostanza. Il pericolo di un macelleria sociale è sempre in agguato!

mac.sociale Siamo bombardati dalle stesse notizie, con gli stessi nomi che si rincorrono da giorni. E' pure difficile scrivere in queste condizioni, e talvolta si finisce per fare una cronaca sterile senza spiegare al Cittadino cosa sta accadendo. Probabilmente il governo tecnico (prima o poi) vedrà la luce. Il mondo della politica si sta mostrando sempre più distante dalle persone, salvo proporre e riproporre sterili kermesse per dimostrare una certa qual vitalità di una classe dirigente in realtà incapace, inefficiente e motivata solo dal principio dell'autoconservazione. Negli ultimi anni siamo stati abituati, grazie ad un disegno mirato a contenere e circoscrivere la pluralità dell'informazione a determinate aree politiche, ad ascoltare forzatamente solo la posizione di coloro i quali siedono in Parlamento. Ma la voce della casta non è l'unica e l'impasse di questi ultimi tempi mostra i limiti anche numerici delle Forze in campo ed indirettamente chiama in causa la partecipazione di quelle forze politiche che recitano un ruolo determinante in molte Amministrazioni Locali e Regionali. Per avere il termometro della situazione su una scala più ampia non possiamo quindi escludere il fermento che c'è tra queste Forze attualmente marginalizzate fuori dei confini di Montecitorio. Fa notizia per esempio che l'Idv e Di Pietro siano contrari al governo tecnico e meno la stessa posizione sia condivisa in parte da Sel e maggiormente dalla Federazione della Sinistra. Se la partita che stiamo politicamente giocando in questo momento è importante, non potrà non essere tenuto di conto quella che potrebbe essere la futura composizione delle forze in campo in prospettiva di nuove elezioni. Il primo a rompere gli indugi sembra essere proprio il governatore della Puglia e presidente di Sel, Nichi Vendola. "Il governo Monti ha un senso solo se è un governo di scopo: alcuni provvedimenti di equità sociale come una patrimoniale pesante, la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie e il taglio delle spese militari. Dopo di che fine della storia e si va al voto tra pochi mesi". L'abilità comunicatoria di Vendola viene ripresa attraverso le interviste sulla Stampa prima e su Repubblica poi, ed esprime una posizione favorevole ma allo stesso tempo contraddittoria rispetto ad un governo tecnico: "Io non accetto di farmi militarizzare dalle grandi banche internazionali che hanno provocato apposta la speculazione sull'Italia proprio per riuscire a dirigere il nostro Paese da fuori". E' chiaro che il "Vendola pensiero" è rivolto più che altro al Pd verso il quale da tempo guarda come elemento determinante per un quadro di future alleanze. Sa bene che Monti è l'uomo scelto dallo stesso Partito Democratico ed esplicita il suo timore di una subalternità all'Europa finanziaria: "Io non intendo farmi eterodirigere da organismi economico-finanziari non eletti da nessuno: la Bce, il Fondo monetario, la stessa Commissione Ue non sono eletti dal popolo". La paura che la macelleria sociale vada avanti sotto un governo Monti è palese. Le dichiarazioni di Vendola non sono sfuggite a Claudio Grassi, esponente di primo piano del Partito della Rifondazione Comunista, che invita il presidente della Puglia a riflettere sul dato di fatto che proviene dalla stessa composizione di questo ipotetico governo formato (probabilmente) da Pd, Pdl e Udc che sono, soprattutto gli ultimi due, tra i principali sostenitori e interpreti di una politica economica che segue i dettami di Confindustria e su più ampia scala di quel mondo finanziario al quale faceva riferimento lo stesso Vendola. Siamo quindi a discutere su nomi e assetti quando la sostanza potrebbe non discostarsi dalla pericolosa politica portata avanti dal governo Berlusconi fino ad oggi. Nel maxiemendamento illustrato da Tremonti ci sono interventi da crisi di panico e tacere sarebbe un suicidio di massa. Si parla persino di "aree di interesse strategico nazionale" in cui è vietato entrare (i Territori della Val Susa, la No TAV!); si fa chiaro riferimento a interventi diretti e finalizzati a imporre una gestione centralizzata su meccanismi e materie di competenza degli Enti Locali! Insomma, in un modo o nell'altro sarebbe il Cittadino a farne direttamente le spese, circondato da ogni parte. Chi discuterà sulle nuove normative che di fatto vorrebbero esautorare definitivamente l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori?? Un tecnico, economista come Monti?? Dov'è si andrà a collocare la capacità di analisi e proposizione della politica organizzata?? Un governo non è mai tecnico, e se non facciamo chiarezza rischiamo solo di cambiare la  targa ad un veicolo che già troppi incidenti ha provocato nel corso di questi anni.