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Hollande, investitura ufficiale all' Eliseo. Un vento nuovo soffia sull’ Europa?
Monti, dopo Sarkozy nuovo “socio” della Merkell. Quale futuro per l’Italia?
Francia al voto: la sinistra sogna, l'Europa spera…
Sciopero Fiom: cadono le ultime resistenze nel PD. L'unità del centrosinistra sembra allontanarsi ancora di più!
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
Vendola non fa sconti a Veltroni. Ma il PD cosa pensa?
La sinistra replica a Veltroni. PD di fronte al bivio?
Liberalizzazioni, tra confusione e mancanza di regole. L'alternativa a Monti non decolla e si adegua.
Dov'è lo “Stato garante” che tutela i percorsi anche in seno alla stessa "riforma" degli strumenti economici? A quale modello di sviluppo si intende guardare? C'è stata o esiste una discussione tra Governo e Forze politiche che hanno il dovere e l'obbligo di rappresentare la volontà dei Cittadini elettori? Non sembra proprio! Diciamo che risultano comunque maggiori gli aspetti negativi rispetto a quelli positivi, e che i negativi sono rappresentati dal fatto che è stata operata una scelta che salvaguarda solo una parte rispetto ad un'altra più consistente. Vogliamo quindi far passare come “eroe” il Professore, ex Rettore della Bocconi, solo per il fatto di non chiamarsi Silvio Berlusconi? Riprendiamo in mano la situazione e non facciamo paragoni né similitudini. Stiamo parlando di due personaggi che, ciascuno a suo modo, hanno portato e portano forti elementi di contraddizione e di negatività al paese stesso! Credo sia importante non cadere nell'assurdo paragone sopra citato. "B." era solo un pedina in confronto a questo politico camuffato da tecnico, e per di più alto rappresentante (anche se Lui stesso si difende contrattaccando e gridando di non esserlo) della grossa finanza mondiale. Inutile raccontare balle, ed altrettanto non credibile la sua assurda difesa. Conosciamo pure il ruolo di Monti a livello europeo che lo colloca come Responsabile Continentale di uno dei tre gruppi finanziari più forti del mondo; ed in carica per tutto l'anno 2012!. Ma ritorniamo a noi... La "lenzuolata" di liberalizzazioni avviene in una Italia senza regole. Il Premier ha presente questo? Regole che la stessa politica organizzata ha lasciato in balia di se stesse per non rischiare l'insuccesso alle prossime elezioni. Sarà meglio quindi che venga data un'occhiata a quello che sta accadendo tra i "fuggiaschi" che una volta rappresentavano la volontà dei Cittadini italiani. L'unico che sembra avere ancora barlumi di lucidità pare essere tal Nichi Vendola, governatore della Puglia e Presidente di SEL. Il buon Nichi ha rialzato la testa in occasione dell'Assemblea Nazionale del suo partito, tenutasi a Roma nei giorni scorsi. Le direttrici chiamate in causa dal presidente Vendola sono indubbiamente un elemento condivisibile e alternativo a quello che sta esprimendo il governo Monti; tuttavia restano molte perplessità. Vendola parla di "giustizia sociale", di beni comuni, e della costruzione di una sinistra di governo. I titoli dei giornali echeggiano delle sue strali verso un governo che non condivide. “Scarica il Premier” dice rivolto a Bersani; “acceleriamo la costruzione dell'alternativa a Monti”, ed altro ancora. Si può essere o non essere d'accordo sugli strumenti che in pratica rimarrebbero pur sempre gli stessi adoperati in questi ultimi anni dalle forze socialdemocratiche, e che a quanto si è visto, non hanno portato un contributo vincente contro il liberismo selvaggio delle destre al servizio del capitale; ma resta il fatto che la differenza (in positivo) è ancora molta, ed è certamente più attenta all'equilibrio sociale e ai bisogni del Cittadino. Lunga vita ai propositi Vendoliani quindi, ma non possiamo tacere su punti critici rappresentati dal solito tentennamento e dalla solita "benevolenza" verso un PD che dimostra giorno dopo giorno il suo appiattimento sull'operato del Professore dalla tripla targa (Goldman Sachs, Trilateral e Gruppo Bildemberg). Anzi, forse lo stesso PD è stato tra i maggiori sponsor dell'attuale Premier! La domanda è d'obbligo: che cosa si aspetta dunque il buon Vendola da Bersani e soci? Chiede di "scardinare il potere del capitalismo finanziario" ad un partito che plaude alle liberalizzazioni; a quello stesso Bersani che è stato tra i primi fautori, nonché propositore delle liberalizzazioni. Lo chiede a chi sta dando sponda al governo affinché sia messo in discussione lo stesso Art. 18! Ossessivamente la domanda si ripete: che cosa si aspetta da questo PD?? E' incredibile assistere ad una dinamica rappresentata da ottime intenzioni che svaniscono di fatto quando lo stesso Vendola afferma che "Non intendiamo rompere il filo rosso dell'alleanza (con il PD) per riaprire una prospettiva di governo al centrosinistra. Lo stesso Governatore della Puglia continua chiedendosi come ha fatto un esponente del PD (D’Alema?) ad affermare che "la nostra primavera è il governo Monti”. Per giunta rispondendosi che è inaccettabile, e che “significa avere un’idea approssimativa delle stagioni". L'eterna contraddizione verso l'ibrido oggetto rappresentato dall'acronimo PD, pure. I buoni propositi si fermano andando a cozzare contro un'incontrovertibile realtà. Vendola chiede e indica una ferma presa di posizione di un partito che ha le idee ormai chiare sul tipo di percorso che vuole intraprendere, o forse sarebbe meglio dire, "che ha già intrapreso"! Si riapre una convergenza con l'altra forza attualmente in "regime di separazione" con il partito di Bersani, l'IDV. Un po' poco di questi tempi! La corsa verso il rafforzamento di quel Centro che tanto ricorda la vecchia "balena bianca" è ormai diventata più di una fantasia. Continua la miope visione di un “vuoto a sinistra” del PD, che non si intende coprire. Il mito costituito dal fatto che vince solo chi guadagna il centro (in tutti i sensi) perdura. E diciamocela tutta, in questa nostra Italia, la presenza e l'influenza dello Stato nello Stato è ancora il sogno più ambito per chi vuole solo vincere e conquistare il potere.
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
Timida apertura della Fornero. Senza proposte politiche la patrimoniale resta un tabù
Ed ecco spuntare il cuore del
ministro Fornero, sicuramente la meno "robotizzata" dell'Esecutivo
Monti. Si prospetta una mini patrimoniale con l'applicazione di una misura del
25% sulle pensioni sopra i 200mila euro. Bè, in tutta sincerità, pur
valutandola come incoraggiante, questo è un provvedimento che sarebbe già
dovuto essere preso; ma verrebbe da chiedersi il motivo per il quale non si
vuol ricorrere ad una vera patrimoniale sui redditi alti, quelli da 1 milione
di euro.
Il cambio della “targa” non cambia la sostanza. Il pericolo di un macelleria sociale è sempre in agguato!
La politica della speranza non paga. L’opposizione parla troppo senza concretizzare nulla.
La solita favola del perseguitato: Berlusconi a Bruxelles per difendere l’Italia dalla sinistra
Terapia a base di bombe. Un mondo più giusto è possibile?!
Pubblicato da AgoraVox.it
La politica italiana al vaglio della questione libica
La guerra in Libia monopolizza l'informazione, non c'è dubbio che sia così; ma è solo questa la ricaduta che si avverte nel Nostro paese? Non sia scambiato per cinismo o altro del genere ma semmai è cosa diversa. Sembra quasi che l’Italia abbia perso la memoria, che i problemi economici, sociali e quant’altro, siano ormai una storia del passato. Stefano Folli, editorialista del Sole24Ore sostiene che la politica (bello questo giro di parole, quasi volesse mettere nel mucchio tutti e tutto!) ha tutto l’interesse che la guerra in Libia si concluda al più presto…
Beh, ad esser sincero credo che il buon Folli veda la cosa dal punto di vista dell’imprenditoria che bene o male lo sostenta. Ciò significa che ha ragione? Ma anche no!
Beh, ad esser sincero credo che il buon Folli veda la cosa dal punto di vista dell’imprenditoria che bene o male lo sostenta. Ciò significa che ha ragione? Ma anche no!
Alleanze placebo non guariscono la società
Un Blogger non è un giornalista, non può rincorrere la "notizia" ma discutere la notizia; è l'editorialista per eccellenza e nulla di più. Non si tratta di limiti anzi, dispone di notizie certe e le sviluppa con la propria lettura degli eventi... Oggi, lunedì 21 febbraio, c'è forse una news prioritaria? Si può affermare che ciò che accade in Libia sia prioritario rispetto a quanto accade da anni nella striscia di Gaza, oppure rispetto alla rivoluzione in corso in Egitto, ai fatti del Marocco, dell'Afghanistan o delle tragiche condizioni in cui versa questo Nostro paese?
La mia risposta è no, stiamo vivendo un momento drammatico dappertutto.
Siamo di fronte al fallimento di un modello economico che si nutre da decenni, per non dire oltre, di tutte quelle situazioni dove la supremazia dell'uomo sull'uomo aumenta la possibilità di realizzare profitto.
Pit stop immediato o fine dei sogni!
Una volta un caro Amico mi disse "...Franco devi mettere il pelo sullo stomaco; quando sarai riuscito in questo capirai la Politica...". Beh, caro G. credo di averla compresa abbastanza bene e pure bruciando i tempi in quanto a decisionismo e alla messa in pratica delle scelte.
Non è comunque della mia storia che voglio parlare anche se non è disgiunta da quello che considero l'obiettivo da raggiungere, che non è personale, ma in cui ovviamente mi trovo ad essere parte attiva e in causa. Stringendo... leggo su certa stampa la giusta e legittima sottolineatura fatta da Vendola sul modo di gettar fango ciclicamente su questo o quello in modo da accomunare tutti gli "attori" della politica nella stesso mare di "cacca". E' ciò che da secoli la stampa "collaborazionista" del Cavaliere porta avanti.
"...Ma che bravi siamo stati, forse è ora di di far bucato..." ...recitava qualche secolo fa uno spot televisivo (all'epoca chiamato reclame). I "bravi" siamo ancora una volta "quelli della ormai cosiddetta sinistra"; con le idee chiare, nobili d'animo ma assolutamente poco furbi o quanto meno poco intelligenti se non addirittura autolesionisti!
Nell'articolo-intervista sopra citata, Vendola parla anche di EMERGENZA DEMOCRATICA, facendo un chiaro riferimento alla possibilità, nonché DISPONIBILITA', di aderire ad un fronte di larga intesa dove si dice, avrebbe partecipato lo stesso FLI del "compagno" Fini..!?
Non è comunque della mia storia che voglio parlare anche se non è disgiunta da quello che considero l'obiettivo da raggiungere, che non è personale, ma in cui ovviamente mi trovo ad essere parte attiva e in causa. Stringendo... leggo su certa stampa la giusta e legittima sottolineatura fatta da Vendola sul modo di gettar fango ciclicamente su questo o quello in modo da accomunare tutti gli "attori" della politica nella stesso mare di "cacca". E' ciò che da secoli la stampa "collaborazionista" del Cavaliere porta avanti.
"...Ma che bravi siamo stati, forse è ora di di far bucato..." ...recitava qualche secolo fa uno spot televisivo (all'epoca chiamato reclame). I "bravi" siamo ancora una volta "quelli della ormai cosiddetta sinistra"; con le idee chiare, nobili d'animo ma assolutamente poco furbi o quanto meno poco intelligenti se non addirittura autolesionisti!
Nell'articolo-intervista sopra citata, Vendola parla anche di EMERGENZA DEMOCRATICA, facendo un chiaro riferimento alla possibilità, nonché DISPONIBILITA', di aderire ad un fronte di larga intesa dove si dice, avrebbe partecipato lo stesso FLI del "compagno" Fini..!?
Il costo della libertà
La coalizione del gran capo Berlusconi è ormai a pezzi. Non è un grido di vittoria, non può esserlo se guardiamo alla situazione più in generale ed a come si è evoluta... Siamo arrivati ad un progressivo sgretolamento con il centrodestra che ogni volta cercava di chiudere prepotentemente una falla con provvedimenti sempre al limite della Costituzionalità; ne è prova il decreto sul quale Napolitano ha posto il veto.
Il Cavaliere è logoro; in molti lo stanno abbandonando e, fatto più pericoloso, sta saltando l'obbiettivo principale della Lega, il Federalismo.
Proprio per questo il Presidente della Repubblica ha ritenuto di salvaguardare la nazione da una potenziale reazione del Popolo italiano stanco di subire imposizioni a colpi di decreti. Il pericolo di una spaccatura sociale che avrebbe potuto portare a gravissime conseguenze per la sicurezza stessa dell'intero paese lo ha motivato ad opporsi al provvedimento emanato dal Consiglio dei Ministri all'indomani del pareggio in commissione riforme dove il Federalismo proposto da questa destra si è arenato. Dire cosa accadrà ora, è impresa assai difficile; la sola cosa che rimane certa è il livello di preoccupazione e di incertezza su quella che potrebbe essere la reazione di una Lega che per il "suo" Federalismo sarebbe disposta a tutto. Mi auguro che questo non porti all'ennesimo "inciucio" con qualche partito “moderato”, che potrebbe questa volta sentirsi giustificato dalla volontà di mandare a casa Berlusconi. Ripeto ancora una volta che il Premier non è più indispensabile; il “mostro” da lui stesso creato ora non ha più bisogno di Lui, può marciare da solo. Ecco che l'attenzione può solo convergere sulle modalità di una sua "resa"… Fini starebbe in un ampio fronte democratico al fine di cacciarlo? Sicuramente sì, e lo dimostrano le recenti affermazioni sull'impossibilità di fare riforme con il suo ex “amico”...
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