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Hollande, investitura ufficiale all' Eliseo. Un vento nuovo soffia sull’ Europa?

sarkozy-hollande-victory-dayLa mattina dell'incoronazione. In una cornice bagnata dalla pioggia Francois Hollande si è insediato oggi quale presidente della Quinta repubblica francese. Il primo passo ufficiale è iniziato con l'omaggio al milite Ignoto all'Arco di Trionfo, al quale ha fatto seguito il giuramento all'Eliseo ed il tradizionale corteo tra la Gente a bordo di una Citroen DS decapottabile, moderna ed ecologica, da Lui stesso fortemente voluta. Ai più è apparso come un inizio all'insegna della sobrietà e della concretezza.

Monti, dopo Sarkozy nuovo “socio” della Merkell. Quale futuro per l’Italia?

Mario Monti e Angela Merkel a BerlinoFiumi di inchiostro stanno monopolizzando il mondo dell'informazione. L'incoronazione a Presidente della Repubblica di Francois Hollande, tiene ovviamente banco. E' giusto che ci sia attenzione e speranza, ma non è così semplice prevedere ciò che accadrà in Europa malgrado l'importante risultato ottenuto dalla sinistra francese. Il dato certo è che si è incrinato l'asse franco-tedesco, ma non si può certo dire che la vittoria della sinistra francese costituisca la soluzione definitiva

Francia al voto: la sinistra sogna, l'Europa spera…

Hollande1Il primo round delle Presidenziali francesi è dunque andato a Francois Hollande. L'appuntamento Francese non è un evento qualsiasi e potrebbe davvero cambiare il corso di un lungo periodo storico che attraversa l'Europa da anni, segnato da una profonda crisi sistemica oltre che finanziaria. Negli editoriali comparsi questa mattina (23 aprile, ndr.) si usano termini intrisi di stupore per la battuta d'arresto del Presidente uscente Sarkozy.

Sciopero Fiom: cadono le ultime resistenze nel PD. L'unità del centrosinistra sembra allontanarsi ancora di più!

fiom-scioperoSinceramente non è facile esprimere una valutazione sui meccanismi in atto, ma la cosa certa è che il PD sta veramente avviandosi lungo una china disastrosa, per il paese e per la sua stessa politica. In molti stavano guardando a Stefano Fassina con speranza, come a colui il quale (malgrado abbiamo a suo tempo doverosamente ricordato che è pur sempre il Direttore scientifico di NENS, il periodico di Bersani & Visco) poteva mantenere saldo l'anello di congiunzione con una vera politica di sinistra. Così non sembra più. All'indomani dell'annunciata partecipazione allo sciopero della FIOM, il Responsabile economico dei Democratici ha fatto dietrofront! La motivazione sembra essere l'annunciata partecipazione allo sciopero di esponenti del movimento NO TAV. Il quadro si sta ormai definendo in tutta la sua chiarezza: siamo in presenza di una vera svolta a destra dello stesso PD. Sgombriamo il campo dagli equivoci, non è l'ossessione della collocazione politica in quanto tale, ma bensì la presa d'atto del fatto che sul palco di Roma la FIOM ha invitato tutti quei soggetti che ad oggi si riconoscono in un progetto alternativo al governo Monti. Così è se vi pare! Illustrando il programma della manifestazione, la stessa organizzazione sindacale dei metalmeccanici italiani ha indicato la presenza di Sandro Plano, presidente della Comunità montana della Val di Susa, di un rappresentante del Movimento per l'acqua, oltre ovviamente ai numerosi lavoratori metalmeccanici soprattutto appartenenti ai grandi Gruppi industriali quali Fiat, Fincantieri, Finmeccanica e Wagon lits. Significativa la presenza di Yannis Stefanopoulos, presidente del sindacato dei metalmeccanici greco (POEM) e di molti altri esponenti del mondo della cultura italiana. Il segretario della FIOM, Landini, non si nasconde dietro a un dito affermando che "La nostra manifestazione mette al centro la democrazia, il lavoro, inteso come numero di posti di lavoro e difesa dei diritti, la riconquista di un nuovo contratto nazionale degno di questo nome e la conferma della nostra contrarietà rispetto alle scelte della Fiat". Il mondo dei lavoratori che si riscontrano nell'alternativa al liberismo di Monti e Soci si ritroverà dunque compatto a Roma il 9 marzo. Questa è una linea politica precisa, sia pur portata avanti da un'organizzazione sindacale che comunque ha riscosso ad oggi l'adesione di molte altre forze politiche che vanno dall'IDV a SEL fino ai Comunisti di Rifondazione e della Federazione della Sinistra. Il no al liberismo Montiano è netto e lampante. Questo accade nel momento in cui le tensioni interne al maggior partito dell'ex opposizione parlamentare stanno implodendo con effetti devastanti. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, noto per le sue doti di equilibrio e buonsenso, è tra i più sorpresi e preoccupati per quanto sta accadendo nel suo stesso partito e non manca di sottolinearlo con tono diretto e sofferto: "Guardando allibito l'incredibile dibattito che si è aperto nel nostro gruppo dirigente nazionale, posso sommessamente far presente a tutti che tra 60 giorni si vota per le amministrative e che nei 28 comuni capoluogo e in centinaia e centinai di altri comuni andremo con un'alleanza di centrosinistra? Potreste anche solo un pochino farvi carico del fatto che ci sono migliaia di militanti e candidati che si stanno battendo per vincere contro la destra e che non è proprio un'idea geniale quella di sbranarsi con troppa facilità, attraverso le pagine dei giornali, proprio su questi temi e in questi momenti? Grazie. Ve ne saremo grati". Le frasi di Zingaretti richiamano l'attenzione sui recenti e aperti scontri avvenuti tra Enrico Letta e Bersani, le due "anime" del PD che sembra (su questo nutriamo ancora ulteriori perplessità) vogliano contendersi lo scettro della leadership dello stesso partito, o meglio, la titolarità di poter indicare la via politica che resta comunque sempre più tendente ad un avvicinamento verso il centro moderato. Si riaprono dunque i giochi all'interno del centrosinistra, e si mettono ancora una volta in discussione le paventate alleanze tra SEL, IDV e PD. Detto così sembrerebbe la fotografia di quarant'anni di obsoleta politica, ma nei fatti si parla di qualcosa di ben più sostanzioso: una linea del Piave che potrebbe decretare una spaccatura significativa nel quadro politico italiano. Le "spiegazioni" date da Bersani non reggono. Il PD non parteciperà allo sciopero di Roma cogliendo il pretesto della presenza di esponenti della NO TAV (andrebbe ricordato che il presidente della comunità montana della Val Susa, Sandro Plano, è iscritto al PD ed è stato sindaco di Susa) ed in quanto tale evidenzia il camuffamento del vero motivo di questa "rinuncia". Inutile affermare che "la piattaforma della FIOM per il 9 marzo non è contro il governo Monti ma coglie aspetti centrali delle rivendicazioni che lo stesso PD sostiene", perché questo non è assolutamente vero. La piattaforma rivendicativa della FIOM, come abbiamo scritto sopra, abbraccia un vasto arco di rivendicazioni che sono il cardine della contrarietà alla politica portata avanti dall'ex Rettore della Bocconi da tempo ormai nel cuore del Partito Democratico. La Telenovela continua, la saga di un partito dalle mille ambiguità prosegue tra lo stupore e lo sconcerto di moltissimi militanti e sostenitori. 




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Vendola non fa sconti a Veltroni. Ma il PD cosa pensa?

Ph Marco Merlini/LaPresse - Costituente Pd - © Marco Merlini / LaPresse

27-10-2007  Milano

Politica

Assemblea Costituente del Partiro Democratico

Nella foto Walter Veltroni - Fotografo: Marco merliniSe questa volta le parole di Vendola non saranno ascoltate o verranno male interpretate, sarà l'intero centro-sinistra a dover rispondere agli italiani su questioni che lasceranno veramente il segno. Veltroni si adegua al gioco dei media e inizia una querelle personale con il presidente di SEL che lo aveva chiamato in causa politicamente sulle sue precedenti e note affermazioni riguardanti l'articolo 18.

La sinistra replica a Veltroni. PD di fronte al bivio?

berlusconi eveltroniPiù che citare “Totem e tabù” di Freud, Walter "Uolter" Veltroni avrebbe dovuto ricorrere all'altrettanto ben conosciuto "Psicopatologia della vita quotidiana", oltretutto scritto dallo stesso Autore e più attinente all'ossessiva idea di inseguire un percorso politico ormai proposto e iniziato tanti anni fa e altrettante volte sconfessato dall'insuccesso che ha regalato alle destre Nostrane lunghi periodi di agibilità politica.

Liberalizzazioni, tra confusione e mancanza di regole. L'alternativa a Monti non decolla e si adegua.

Vendola e BersaniLa battaglia sulle liberalizzazioni continua imperterrita. Esiste un punto di domanda ed è questo: è vero che alcuni di questi provvedimenti servono a mettere un freno alle corporazioni che tanto danno hanno fatto nel tempo al paese, ma non possiamo andare da un estremo all'altro! Così come credo sia inutile dividersi tra paladini pro o contro questo piano "liberalizzatore"; specialmente quando c'è la possibilità di trovare un percorso che abbia un obiettivo comune che passi ovviamente da un modello di sviluppo assai diverso da quello che ha in mente il presidente del Consiglio Monti. 
Dov'è lo “Stato garante” che tutela i percorsi anche in seno alla stessa "riforma" degli strumenti economici? A quale modello di sviluppo si intende guardare? C'è stata o esiste una discussione tra Governo e Forze politiche che hanno il dovere e l'obbligo di rappresentare la volontà dei Cittadini elettori? Non sembra proprio! Diciamo che risultano comunque maggiori gli aspetti negativi rispetto a quelli positivi, e che i negativi sono rappresentati dal fatto che è stata operata una scelta che salvaguarda solo una parte rispetto ad un'altra più consistente. Vogliamo quindi far passare come “eroe” il Professore, ex Rettore della Bocconi, solo per il fatto di non chiamarsi Silvio Berlusconi? Riprendiamo in mano la situazione e non facciamo paragoni né similitudini. Stiamo parlando di due personaggi che, ciascuno a suo modo, hanno portato e portano forti elementi di contraddizione e di negatività al paese stesso! Credo sia importante non cadere nell'assurdo paragone sopra citato. "B." era solo un pedina in confronto a questo politico camuffato da tecnico, e per di più alto rappresentante (anche se Lui stesso si difende contrattaccando e gridando di non esserlo) della grossa finanza mondiale.  Inutile raccontare balle, ed altrettanto non credibile la sua assurda difesa. Conosciamo pure il ruolo di Monti a livello europeo che lo colloca come Responsabile Continentale di uno dei tre gruppi finanziari più forti del mondo; ed in carica per tutto l'anno 2012!. Ma ritorniamo a noi... La "lenzuolata" di liberalizzazioni avviene in una Italia senza regole. Il Premier ha presente questo? Regole che la stessa politica organizzata ha lasciato in balia di se stesse per non rischiare l'insuccesso alle prossime elezioni. Sarà meglio quindi che venga data un'occhiata a quello che sta accadendo tra i "fuggiaschi" che una volta rappresentavano la volontà dei Cittadini italiani. L'unico che sembra avere ancora barlumi di lucidità pare essere tal Nichi Vendola, governatore della Puglia e Presidente di SEL. Il buon Nichi ha rialzato la testa in occasione dell'Assemblea Nazionale del suo partito, tenutasi a Roma nei giorni scorsi. Le direttrici chiamate in causa dal presidente Vendola sono indubbiamente un elemento condivisibile e alternativo a quello che sta esprimendo il governo Monti; tuttavia restano molte perplessità. Vendola parla di "giustizia sociale", di beni comuni, e della costruzione di una sinistra di governo. I titoli dei giornali echeggiano delle sue strali verso un governo che non condivide. “Scarica il Premier” dice rivolto a Bersani; “acceleriamo la costruzione dell'alternativa a Monti”, ed altro ancora. Si può essere o non essere d'accordo sugli strumenti che in pratica rimarrebbero pur sempre gli stessi adoperati in questi ultimi anni dalle forze socialdemocratiche, e che a quanto si è visto, non hanno portato un contributo vincente contro il liberismo selvaggio delle destre al servizio del capitale; ma resta il fatto che la differenza (in positivo) è ancora molta, ed è certamente più attenta all'equilibrio sociale e ai bisogni del Cittadino. Lunga vita ai propositi Vendoliani quindi, ma non possiamo tacere su punti critici rappresentati dal solito tentennamento e dalla solita "benevolenza" verso un PD che dimostra giorno dopo giorno il suo appiattimento sull'operato del Professore dalla tripla targa (Goldman Sachs, Trilateral e Gruppo Bildemberg). Anzi, forse lo stesso PD è stato tra i maggiori sponsor dell'attuale Premier! La domanda è d'obbligo: che cosa si aspetta dunque il buon Vendola da Bersani e soci? Chiede di "scardinare il potere del capitalismo finanziario" ad un partito che plaude alle liberalizzazioni; a quello stesso Bersani che è stato tra i primi fautori, nonché propositore delle liberalizzazioni. Lo chiede a chi sta dando sponda al governo affinché sia messo in discussione lo stesso Art. 18! Ossessivamente la domanda si ripete: che cosa si aspetta da questo PD?? E' incredibile assistere ad una dinamica rappresentata da ottime intenzioni che svaniscono di fatto quando lo stesso Vendola afferma che "Non intendiamo rompere il filo rosso dell'alleanza (con il PD) per riaprire una prospettiva di governo al centrosinistra. Lo stesso Governatore della Puglia continua chiedendosi come ha fatto un esponente del PD (D’Alema?) ad affermare che "la nostra primavera è il governo Monti”. Per giunta rispondendosi che è inaccettabile, e che “significa avere un’idea approssimativa delle stagioni". L'eterna contraddizione verso l'ibrido oggetto rappresentato dall'acronimo PD, pure. I buoni propositi si fermano andando a cozzare contro un'incontrovertibile realtà. Vendola chiede e indica una ferma presa di posizione di un partito che ha le idee ormai chiare sul tipo di percorso che vuole intraprendere, o forse sarebbe meglio dire, "che ha già intrapreso"!   Si riapre una convergenza con l'altra forza attualmente in "regime di separazione" con il partito di Bersani, l'IDV. Un po' poco di questi tempi! La corsa verso il rafforzamento di quel Centro che tanto ricorda la vecchia "balena bianca" è ormai diventata più di una fantasia.  Continua la miope visione di un “vuoto a sinistra” del PD, che non si intende coprire. Il mito costituito dal fatto che vince solo chi guadagna il centro (in tutti i sensi) perdura. E diciamocela tutta, in questa nostra Italia, la presenza e l'influenza dello Stato nello Stato è ancora il sogno più ambito per chi vuole solo vincere e conquistare il potere.





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Timida apertura della Fornero. Senza proposte politiche la patrimoniale resta un tabù


Ed ecco spuntare il cuore del ministro Fornero, sicuramente la meno "robotizzata" dell'Esecutivo Monti. Si prospetta una mini patrimoniale con l'applicazione di una misura del 25% sulle pensioni sopra i 200mila euro. Bè, in tutta sincerità, pur valutandola come incoraggiante, questo è un provvedimento che sarebbe già dovuto essere preso; ma verrebbe da chiedersi il motivo per il quale non si vuol ricorrere ad una vera patrimoniale sui redditi alti, quelli da 1 milione di euro.

Il cambio della “targa” non cambia la sostanza. Il pericolo di un macelleria sociale è sempre in agguato!

mac.sociale Siamo bombardati dalle stesse notizie, con gli stessi nomi che si rincorrono da giorni. E' pure difficile scrivere in queste condizioni, e talvolta si finisce per fare una cronaca sterile senza spiegare al Cittadino cosa sta accadendo. Probabilmente il governo tecnico (prima o poi) vedrà la luce. Il mondo della politica si sta mostrando sempre più distante dalle persone, salvo proporre e riproporre sterili kermesse per dimostrare una certa qual vitalità di una classe dirigente in realtà incapace, inefficiente e motivata solo dal principio dell'autoconservazione. Negli ultimi anni siamo stati abituati, grazie ad un disegno mirato a contenere e circoscrivere la pluralità dell'informazione a determinate aree politiche, ad ascoltare forzatamente solo la posizione di coloro i quali siedono in Parlamento. Ma la voce della casta non è l'unica e l'impasse di questi ultimi tempi mostra i limiti anche numerici delle Forze in campo ed indirettamente chiama in causa la partecipazione di quelle forze politiche che recitano un ruolo determinante in molte Amministrazioni Locali e Regionali. Per avere il termometro della situazione su una scala più ampia non possiamo quindi escludere il fermento che c'è tra queste Forze attualmente marginalizzate fuori dei confini di Montecitorio. Fa notizia per esempio che l'Idv e Di Pietro siano contrari al governo tecnico e meno la stessa posizione sia condivisa in parte da Sel e maggiormente dalla Federazione della Sinistra. Se la partita che stiamo politicamente giocando in questo momento è importante, non potrà non essere tenuto di conto quella che potrebbe essere la futura composizione delle forze in campo in prospettiva di nuove elezioni. Il primo a rompere gli indugi sembra essere proprio il governatore della Puglia e presidente di Sel, Nichi Vendola. "Il governo Monti ha un senso solo se è un governo di scopo: alcuni provvedimenti di equità sociale come una patrimoniale pesante, la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie e il taglio delle spese militari. Dopo di che fine della storia e si va al voto tra pochi mesi". L'abilità comunicatoria di Vendola viene ripresa attraverso le interviste sulla Stampa prima e su Repubblica poi, ed esprime una posizione favorevole ma allo stesso tempo contraddittoria rispetto ad un governo tecnico: "Io non accetto di farmi militarizzare dalle grandi banche internazionali che hanno provocato apposta la speculazione sull'Italia proprio per riuscire a dirigere il nostro Paese da fuori". E' chiaro che il "Vendola pensiero" è rivolto più che altro al Pd verso il quale da tempo guarda come elemento determinante per un quadro di future alleanze. Sa bene che Monti è l'uomo scelto dallo stesso Partito Democratico ed esplicita il suo timore di una subalternità all'Europa finanziaria: "Io non intendo farmi eterodirigere da organismi economico-finanziari non eletti da nessuno: la Bce, il Fondo monetario, la stessa Commissione Ue non sono eletti dal popolo". La paura che la macelleria sociale vada avanti sotto un governo Monti è palese. Le dichiarazioni di Vendola non sono sfuggite a Claudio Grassi, esponente di primo piano del Partito della Rifondazione Comunista, che invita il presidente della Puglia a riflettere sul dato di fatto che proviene dalla stessa composizione di questo ipotetico governo formato (probabilmente) da Pd, Pdl e Udc che sono, soprattutto gli ultimi due, tra i principali sostenitori e interpreti di una politica economica che segue i dettami di Confindustria e su più ampia scala di quel mondo finanziario al quale faceva riferimento lo stesso Vendola. Siamo quindi a discutere su nomi e assetti quando la sostanza potrebbe non discostarsi dalla pericolosa politica portata avanti dal governo Berlusconi fino ad oggi. Nel maxiemendamento illustrato da Tremonti ci sono interventi da crisi di panico e tacere sarebbe un suicidio di massa. Si parla persino di "aree di interesse strategico nazionale" in cui è vietato entrare (i Territori della Val Susa, la No TAV!); si fa chiaro riferimento a interventi diretti e finalizzati a imporre una gestione centralizzata su meccanismi e materie di competenza degli Enti Locali! Insomma, in un modo o nell'altro sarebbe il Cittadino a farne direttamente le spese, circondato da ogni parte. Chi discuterà sulle nuove normative che di fatto vorrebbero esautorare definitivamente l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori?? Un tecnico, economista come Monti?? Dov'è si andrà a collocare la capacità di analisi e proposizione della politica organizzata?? Un governo non è mai tecnico, e se non facciamo chiarezza rischiamo solo di cambiare la  targa ad un veicolo che già troppi incidenti ha provocato nel corso di questi anni.



La politica della speranza non paga. L’opposizione parla troppo senza concretizzare nulla.

Bersani- Di Pietro Se continuiamo di questo passo solo a Berlusconi rimarrà la licenza di "uccidere" se stesso. Gli orticelli vengono prima dell'interesse pubblico e di questo ci viene data prova ogni giorno. Casini, che si esprime sovente in tandem con le esternazioni di Marcegaglia-Confindustria, tenta di attribuirsi più importanza e "numeri" di quanti possa avere. Afferma di "non voler fare la crocerossina di questo governo". Bene, allora agisca!

La solita favola del perseguitato: Berlusconi a Bruxelles per difendere l’Italia dalla sinistra

Berlusconi e VanRompuy Anche volendo, risulta impossibile non occuparsi di Berlusconi. Il Nostro eroe si è recato in trasferta europea per salvaguardare l'Italia dall'ambiguità delle opposizioni che, come Lui stesso afferma, "criticano la manovra per rovinare l'immagine del presidente del Consiglio". Nessun legame con i suoi "affari giudiziari" quindi, ma solo per "convincere l'Europa" della genuinità della politica governativa italiana che non fa altro che difendersi da questa "solita" sinistra.

Terapia a base di bombe. Un mondo più giusto è possibile?!

Aerei italiani Difficile spostare l’attenzione dall’ignobile gogna mediatica che sta andando in onda in tutto il Mondo con la “presunta” uccisione di Bin Laden… Vedo un grosso collegamento tra il “fatto del giorno” e l’ormai quotidiano tam tam di notizie e di eventi che rimbalzano sulla “questione” della guerra in Libia. Chiedersi dove stia andando l’umanità ed il rispetto per la Persona, credo sia doveroso... Nessuno di noi può sentirsi estraneo a ciò che sta accadendo, anzi, restare in silenzio di fronte ad atteggiamenti ed eventi che portano euforia ed esaltazione per una giustizia che si fa largo attraverso la soppressione di una o più Vite umane, credo davvero sia una deriva che non migliora affatto la società intesa nel senso più largo del termine.  Non mi sorprendono le parole di Obama dopo l’uccisione del capo di Al Qaeda, né tanto meno quelle di B, che definisce l’evento come la vittoria sul male”. Del resto non si può pretendere molto di più da chi continua a ritenere la pena capitale come lo strumento massimo della giustizia dell’Uomo!  Altrettanto resta difficile accettare lezioni su cosa possa essere il bene ed il male da uno come B, che vanta al suo attivo uno score in campo giudiziario, di tutto rispetto. E la questione Libica? Già, bisogna pur spiegare bene, con i tempi che corrono, la differenza tra bombe e non bombe… Bisognerebbe spiegarlo soprattutto a chi rappresenta il Popolo italiano in Parlamento, dove tutto questo sembra non fare differenza, come se sganciare un ordigno dall’alto fosse l’equivalente di una multa per divieto di sosta! Siamo circondati da una classe politica sull’orlo di una crisi di nervi, incapace, arrogante fino a diventare quasi ridicola. La sola nota positiva viene dall’IDV che si mostra coerente attraverso il NO all’inasprimento delle famose “regole d’ingaggio”, ovvero, no al bombardamento almeno da parte degli aerei italiani. Non riesco a vedere differenza tra le posizioni del PD e del PDL, al punto che mi sono chiesto se il Partito di Bersani non sia davvero diventato il soccorso invisibile di un Premier che non si sa ancora bene come possa essere ancora al suo posto!  Le ultime notizie, scontate peraltro, riportano l’accordo sul testo presentato dalla Lega; un pastrocchio che vuole in sostanza far credere di distinguersi da chi vuole la guerra totale chiedendo di fissarne un limite temporale..?! Come dire…. “dopo mille morti fermiamoci..”  Se la situazione umana non fosse veramente grave ci sarebbe da ridere! L’ammalato Italia continua a rimanere in prognosi riservata; non esiste opposizione, limitata dalla sola compagine Dipietrista… Tutto fa credere, e per certi versi sperare, che la negatività di questa assurda politica renda giustizia nell’ormai vicino futuro, attraverso il riconoscimento della posizione ferma e chiara di una sinistra alternativa che oggi non ha voce in Parlamento. Una magra consolazione, visto che al momento la guerra in Libia si avvia a replicare scene già viste in questi ultimi anni con le tragedie dell’Iraq, dell’Afghanistan e non ultima per importanza, quella della Palestina. Nessun riferimento ad una situazione economica drammatica, dove i tagli investono settori chiave come quelli sulla Sanità (Polverini se ci sei batti un colpo!) sul sociale, sull’istruzione, sui trasporti e potremo continuare all’infinito… Cinismo? Assolutamente no… Semmai il contrario… E’ il grido che si dovrebbe levare dai banchi dell’opposizione verso uno scippo fatto alla Vita …in favore della morte! Miliardi spesi in materiale bellico che porta lutti e drammi, invece di costruire qualcosa per un paese che davvero è alla frutta! Non mi stancherò mai di denunciare come ho già fatto in precedenza chi sono gli attori e quali le decisioni che sono state  votate a larga maggioranza (con esclusione della sola IDV) nel gennaio di questo anno… A questo, come se non bastasse, aggiungiamo altri miliardi per l’ultima “chicca” Libica..!  Ricordo ancora le critiche ricevute quando scrissi che l’intervento in Libia non aveva uno scopo umanitario ma bensì legato solo ad interessi; bè forse sarebbe bene informarsi presso la Libyan Oil Company, e valutare se le sottolineature di quel tempo erano poi cosi fuori luogo..!  



Pubblicato da AgoraVox.it

La politica italiana al vaglio della questione libica

La guerra in Libia monopolizza l'informazione, non c'è dubbio che sia così; ma è solo questa la ricaduta che si avverte nel Nostro paese?  Non sia scambiato per cinismo o altro del genere ma semmai è cosa diversa. Sembra quasi che l’Italia abbia perso la memoria, che i problemi economici, sociali e quant’altro, siano ormai una storia del passato. Stefano Folli, editorialista del Sole24Ore sostiene che la politica (bello questo giro di parole, quasi volesse mettere nel mucchio tutti e tutto!) ha tutto l’interesse che la guerra in Libia si concluda al più presto…
Beh, ad esser sincero credo che il buon Folli veda la cosa dal punto di vista dell’imprenditoria che bene o male lo sostenta. Ciò significa che ha ragione? Ma anche no!

Alleanze placebo non guariscono la società

Un Blogger non è un giornalista, non può rincorrere la "notizia" ma discutere la notizia; è l'editorialista per eccellenza e nulla di più. Non si tratta di limiti anzi, dispone di notizie certe e le sviluppa con la propria lettura degli eventi... Oggi, lunedì 21 febbraio, c'è forse una news prioritaria? Si può affermare che ciò che accade in Libia sia prioritario rispetto a quanto accade da anni nella striscia di Gaza, oppure rispetto alla rivoluzione in corso in Egitto, ai fatti del Marocco, dell'Afghanistan o delle tragiche condizioni in cui versa questo Nostro paese?
La mia risposta è no, stiamo vivendo un momento drammatico dappertutto. 
Siamo di fronte al fallimento di un modello economico che si nutre da decenni, per non dire oltre, di tutte quelle situazioni dove la supremazia dell'uomo sull'uomo aumenta la possibilità di realizzare profitto.

Pit stop immediato o fine dei sogni!

Una volta un caro Amico mi disse  "...Franco devi mettere il pelo sullo stomaco; quando sarai riuscito in questo capirai la Politica...".  Beh, caro G. credo di averla compresa abbastanza bene e pure bruciando i tempi in quanto a decisionismo e alla messa in pratica delle scelte.
Non è comunque della mia storia che voglio parlare anche se non è disgiunta da quello che considero l'obiettivo da raggiungere, che non è personale, ma in cui ovviamente mi trovo ad essere parte attiva e in causa. Stringendo...  leggo su certa stampa la giusta e legittima sottolineatura fatta da Vendola sul modo di gettar fango ciclicamente su questo o quello in modo da accomunare tutti gli "attori" della politica nella stesso mare di "cacca". E' ciò che da secoli la stampa "collaborazionista" del Cavaliere porta avanti. 

"...Ma che bravi siamo stati, forse è ora di di far bucato..."   ...recitava qualche secolo fa uno spot televisivo (all'epoca chiamato reclame). I "bravi" siamo ancora una volta "quelli della ormai cosiddetta sinistra"; con le idee chiare, nobili d'animo ma assolutamente poco furbi o quanto meno poco intelligenti se non addirittura autolesionisti!
Nell'articolo-intervista sopra citata, Vendola parla anche di EMERGENZA DEMOCRATICA,  facendo un chiaro riferimento alla possibilità, nonché DISPONIBILITA', di aderire ad un fronte di larga intesa dove si dice, avrebbe partecipato lo stesso FLI del "compagno" Fini..!?

Il costo della libertà

La coalizione del gran capo Berlusconi è ormai a pezzi. Non è un grido di vittoria, non può esserlo se guardiamo alla situazione più in generale ed a come si è evoluta... Siamo arrivati ad un progressivo sgretolamento con il centrodestra che ogni volta cercava di chiudere prepotentemente una falla con provvedimenti sempre al limite della Costituzionalità; ne è prova il decreto sul quale Napolitano ha posto il veto.
Il Cavaliere è logoro; in molti lo stanno abbandonando e, fatto più pericoloso, sta saltando l'obbiettivo principale della Lega, il Federalismo.
Proprio per questo il Presidente della Repubblica ha ritenuto di salvaguardare la nazione da una potenziale reazione del Popolo italiano stanco di subire imposizioni a colpi di decreti. Il pericolo di una spaccatura sociale che avrebbe potuto portare a gravissime conseguenze per la sicurezza stessa dell'intero paese lo ha motivato ad opporsi al provvedimento emanato dal Consiglio dei Ministri all'indomani del pareggio in commissione riforme dove il Federalismo proposto da questa destra si è arenato. Dire cosa accadrà ora, è impresa assai difficile; la sola cosa che rimane certa è il livello di preoccupazione e di incertezza su quella che potrebbe essere la reazione di una Lega che per il "suo" Federalismo sarebbe disposta a tutto.  Mi auguro che questo non porti all'ennesimo "inciucio" con qualche partito “moderato”, che potrebbe questa volta sentirsi giustificato dalla volontà di mandare a casa Berlusconi. Ripeto ancora una volta che il Premier non è più indispensabile; il “mostro” da lui stesso creato  ora non ha più bisogno di Lui, può marciare da solo.  Ecco che l'attenzione può solo convergere sulle modalità di una sua "resa"…  Fini starebbe in un ampio fronte democratico al fine di cacciarlo? Sicuramente sì, e lo dimostrano le recenti affermazioni sull'impossibilità di fare riforme con il suo ex “amico”...