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La voce di Bossi tuona contro il governo. Al teatrino della politica va in scena la stessa rappresentazione!
Il cambio della “targa” non cambia la sostanza. Il pericolo di un macelleria sociale è sempre in agguato!
Monti in pole position tra incertezze e difficoltà. Lo spettro di Berlusconi frena la via di nuove elezioni.
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Berlusconi si dimette? Questione spinosa, futuro dubbioso. E la nave Italia intanto affonda!
L’agonia è lunga, la morte è certa. All’orizzonte un governo tecnico guidato da Monti?
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Licenziamenti facili: sindacati e opposizione rispediscono al mittente la proposta del governo. Siamo al bivio!
Avanti così, dunque!
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La Politica da i numeri e Berlusconi incassa la fiducia. Ma è ancora quella degli Italiani?
Non è questo che doveva esser fatto. Gli italiani sono stati presi in giro per ben due volte, una dal governo che nega i suoi misfatti e va avanti, e l'altra da un'opposizione che tenta vie impercorribili. Ridicolo! Giocare sui numeri, aspettare il numero legale, sperare nella defezione di qualcuno. Berlusconi viene ancora una volta sottovalutato. Era impensabile che il Premier non avesse "pensato" per tempo a costruire o verificare il numero delle sue forze in campo. E così è stato. La sola via, lo avevamo già scritto ieri, era (e sarebbe ancora) quella Istituzionale, attraverso l'intervento del presidente della Repubblica. Abbiamo anche motivato le nostre perplessità su quello che sarebbe stato (e sarebbe) un passo "non gradito" da parte del maggior partito dell'opposizione.
Rimaniamo così avvolti da pensieri onirici; altri sacrifici, altra incertezza, ancora contraddizioni e sofferenze per il Cittadino italiano. Con 316 voti la nave corsara tiene la barra a dritta. C'è aria preoccupante in giro per il Paese; domani gli Indignati italiani manifesteranno a Roma. Non è fuori luogo sperare che non avvengano disordini, e lo sottolineiamo ancora una volta per esorcizzare questa possibilità. La violenza non dovrà prevalere, sia usata per protestare che in risposta a qualcosa di provocato. Non possiamo però nascondere le ragioni che questa folla umana in viaggio per la Capitale porta con sé. Le loro sono grida disperate, arrabbiate, e chiedono l'applicazione di una giustizia sociale. Credono e invocano un mondo possibile, non facendo neppure mistero sul percorso alternativo che non si riscontra certamente nei provvedimenti presi dal governo sulla crisi. E' l'Italia di chi non vuole pagare un debito, definito pubblico, ma in realtà generato dal fallimento di un sistema socio-economico aggravato da una gestione Amministrativa sulla quale viene doverosamente sospeso il giudizio. Sono Cittadini stanchi di pagare sempre e per qualsiasi cosa. Anche domani si conteranno i numeri; ed anche se non ci troveremo nell'emiciclo Parlamentare, saranno numeri che potrebbero pesare.
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
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Tutti contro tutti. La maggioranza salva Milanese e se stessa, ma l’opposizione non è ancora decisiva.
La politica della speranza non paga. L’opposizione parla troppo senza concretizzare nulla.
La solita favola del perseguitato: Berlusconi a Bruxelles per difendere l’Italia dalla sinistra
Mentre il gioco ristagna a centrocampo, Berlusconi se la ride e va avanti.
La maggioranza scricchiola ad ogni passo e Berlusconi si affida al patto con Bossi. L’arresto di Papa è solo un granello in un mare di problemi!
Il sintomo più evidente della presenza di grossi "mal di pancia" si è avuto con la polemica avvelenata che dai banchi di Montecitorio accusava di irregolarità quei parlamentari che hanno votato in maniera ovviamente segreta ma non curandosi di far poi conoscere il loro gesto.
Napolitano, "iper-presidente" a garanzia del Paese
Il costo della libertà
La coalizione del gran capo Berlusconi è ormai a pezzi. Non è un grido di vittoria, non può esserlo se guardiamo alla situazione più in generale ed a come si è evoluta... Siamo arrivati ad un progressivo sgretolamento con il centrodestra che ogni volta cercava di chiudere prepotentemente una falla con provvedimenti sempre al limite della Costituzionalità; ne è prova il decreto sul quale Napolitano ha posto il veto.
Il Cavaliere è logoro; in molti lo stanno abbandonando e, fatto più pericoloso, sta saltando l'obbiettivo principale della Lega, il Federalismo.
Proprio per questo il Presidente della Repubblica ha ritenuto di salvaguardare la nazione da una potenziale reazione del Popolo italiano stanco di subire imposizioni a colpi di decreti. Il pericolo di una spaccatura sociale che avrebbe potuto portare a gravissime conseguenze per la sicurezza stessa dell'intero paese lo ha motivato ad opporsi al provvedimento emanato dal Consiglio dei Ministri all'indomani del pareggio in commissione riforme dove il Federalismo proposto da questa destra si è arenato. Dire cosa accadrà ora, è impresa assai difficile; la sola cosa che rimane certa è il livello di preoccupazione e di incertezza su quella che potrebbe essere la reazione di una Lega che per il "suo" Federalismo sarebbe disposta a tutto. Mi auguro che questo non porti all'ennesimo "inciucio" con qualche partito “moderato”, che potrebbe questa volta sentirsi giustificato dalla volontà di mandare a casa Berlusconi. Ripeto ancora una volta che il Premier non è più indispensabile; il “mostro” da lui stesso creato ora non ha più bisogno di Lui, può marciare da solo. Ecco che l'attenzione può solo convergere sulle modalità di una sua "resa"… Fini starebbe in un ampio fronte democratico al fine di cacciarlo? Sicuramente sì, e lo dimostrano le recenti affermazioni sull'impossibilità di fare riforme con il suo ex “amico”...
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