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Mentre Renzi latita, il "suo" partito cambia le regole dello Statuto
Sciopero Fiom: cadono le ultime resistenze nel PD. L'unità del centrosinistra sembra allontanarsi ancora di più!
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
Vendola non fa sconti a Veltroni. Ma il PD cosa pensa?
La sinistra replica a Veltroni. PD di fronte al bivio?
Berlusconi cerca l'intesa con gli odiati comunisti. “Inciucio” parte seconda, prossimamente su questi schermi?
Timida apertura della Fornero. Senza proposte politiche la patrimoniale resta un tabù
Ed ecco spuntare il cuore del
ministro Fornero, sicuramente la meno "robotizzata" dell'Esecutivo
Monti. Si prospetta una mini patrimoniale con l'applicazione di una misura del
25% sulle pensioni sopra i 200mila euro. Bè, in tutta sincerità, pur
valutandola come incoraggiante, questo è un provvedimento che sarebbe già
dovuto essere preso; ma verrebbe da chiedersi il motivo per il quale non si
vuol ricorrere ad una vera patrimoniale sui redditi alti, quelli da 1 milione
di euro.
Sindacati e lavoratori: manovra non equa! Le ambiguità dei partiti che sostengono Monti permangono...
La pioggia non ha fermato lo
sciopero indetto per questa mattina.Sapevamo bene che sarebbe numericamente
riuscito, ma siamo già al giorno dopo.C'è chi si nasconde dietro ad una
protesta di facciata, lasciando credere ai lavoratori di stare al loro fianco
quando in realtà è già stato deciso che la manovra verrà appoggiata.La nota
positiva c'è indubbiamente stata,ma non può bastare da sola a colmare quel
vuoto politico che ha delegato Monti a guidare in solitario questo percorso che
gronda sangue. Ancora più delle sole lacrime! Abbiamo una (sedicente) sinistra
che ha già deciso da che parte stare; una sinistra che non accompagna realmente
la lotta dei lavoratori. E' da vedere positivamente la riunificazione
(sull'evento) delle tre maggiori sigle sindacali, ma non possiamo fermarci a
questa sterile analisi. Dov'è il Pd? Hanno provato a cercarlo a "Chi l'ha
visto" senza esito. Bersani rilascia ancora dichiarazioni possibiliste ma
aderisce al "programma Monti". Questo è il dato di fatto. E' un dato
incontestabilmente, diverso dalla presa di posizione di IDV, SEL e Federazione
della Sinistra che hanno accompagnato con le loro bandiere il percorso di
protesta dei lavoratori. Ferrero da tempo ha dichiarato la netta opposizione a
questo governo chiamando all'appello Vendola e il suo partito. Lo stesso
Vendola, che sui temi del lavoro si esprime nello stesso modo del suo ex
compagno di partito e non si tira indietro nel riaffermare il senso di questo
sciopero. Il presidente della Puglia lo esplicita senza tentennamenti: "Lo
sciopero di oggi promosso unitariamente da Cgil, Cisl e Uil, per esigere una
manovra diversa dal governo Monti, è un atto di responsabilità nei confronti
del futuro del nostro Paese". Non ci stupiscono invece le parole della
Bonino, come sempre attenta a quei problemi da sempre cari alla politica dei
radicali, ma niente di più. Parla di sciopero che avrebbe dovuto esprimere
"qualcosa di propositivo" e non solo un coro di no. Forse la Bonino
vive in un mondo a parte; un mondo dove la sola contrapposizione è data tra
laici e cattolici, e non tra chi lotta per l'equità chiedendo, come afferma
Vendola, che "Il carico sia spostato dai ceti più deboli e medio bassi a
quelli che non hanno mai pagato. Correggere l'impianto della manovra, togliendo
tutte quelle misure che rendono iniquo il provvedimento e che devastano il
sistema di welfare".
Il vero volto del governo Monti
si vede in tutta la sua ampia gamma di assurdi propositi, giustificati e
legittimati da quella "fede" nella tecnocrazia che illusoriamente
viene fatta passare per ciò che risolverà ogni cosa. Basta leggere con attenzione tutti quei provvedimenti
(anche i meno eclatanti e conosciuti) che sono stati prospettati, per capire
quale sia la direttrice di marcia di Monti e soci. Sarebbe curioso sapere il
motivo che giustifica l'ipotesi (speriamo che sia così) del ricorso al divieto
di pagare in contanti le pensioni che superano i 500 euro. Qual è la giustificazione per l'applicazione
di questa norma? Suvvia, non certo quella della "tracciabilità" della
spesa al fine di individuare manovre illegali e organizzate!? Monti dovrà essere chiaro, e abbandonare quel
suo stile glaciale, ben descritto da Crozza a Ballarò, giustificando la vera
strategia che è quella di portare più soldi contanti nelle casse degli istituti
bancari. La Finanza sta aggredendo il
Cittadino in nome di un'emergenza venutasi a creare non per colpa Sua! La protesta dei sindacati di spostare l'asse
d'intervento su ben altro fronte sociale, è non solo legittima, ma
sacrosanta. Molte volte è stato detto
che il pericolo di una deriva incontrollabile poteva essere messa in conto. Bè,
questa volta crediamo davvero che questo possa risultare un timore più che
giustificato. Quando la politica abdica, lasciando i Cittadini soli a battersi
contro mostri dai mille tentacoli, il rischio che possano aprirsi varchi dai
connotati dubbi e altamente pericolosi è alto. Come possiamo vedere, la soluzione
a questo drammatico "momento" non può essere bipartisan. Destra e
sinistra non possono e non hanno la stessa visione del modo di uscire da questa
"situazione", e la scelta di consegnare il registro di cassa nelle
mani di un gruppo di Tecnici che non vogliono valutare la realtà dal punto di
vista sociale e politico, non può che portarci a conseguenze dall'esito
catastrofico. Ovviamente per molti. Solo quel 10% di famiglie dal reddito
altissimo che detengono la metà della ricchezza del paese, potranno continuare
a vivere come hanno sempre fatto. Per loro non c'è l'assillo e la paura del
domani come per milioni di Cittadini italiani.
Per questo migliaia di Persone sono scese in piazza. Equità, non ipocrisie!
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
Per questo migliaia di Persone sono scese in piazza. Equità, non ipocrisie!
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Sindacati contro la manovra Monti. Tra i partiti emergono contraddizioni e ambiguità
Il Pd si conta in piazza. Se questa è l’alternativa non ci resta che piangere.
La realtà è lo specchio della verità, sempre e comunque. Il Pd si è ritrovato ieri a Roma in una piazza San Giovanni scontatamente affollata. Sarebbe stato sorprendente se un partito tra i pochi a poter contare su una macchina organizzativa professionale e oltretutto supportata da mezzi economici "adeguati" non fosse riuscito nell'impresa non certo titanica. Sembrava quasi una sorta di seconda kermesse dopo quella del giovan virgulto Matteo Renzi da Firenze. Niente di eclatante né di nuovo.
“Effetto Renzi”: dopo Berlusconi è sconsigliabile sottovalutare qualcuno. Meglio però riflettere sul contenuto!
Tra i banchi vuoti di Montecitorio regna l’indignazione. La farsa continua!
DDL sulle intercettazioni: malcontento diffuso e trasversale. Salgono i “disobbedienti” nel Pdl
Niente di nuovo sul “fronte” italiano. Ma gli “indignati” si preparano!
Se questo cade la Lega scompare risucchiata nel vortice di contraddizioni e danni che hanno accompagnato e continuano ad accompagnare l'azione governativa. Questa volta sarebbero gli stessi ceti meno abbienti sui quali aveva fatto presa togliendo voti e consensi persino alla sinistra, a chiedergli spiegazioni alle quali non avrebbe risposta da dare. Il populismo gridato è ormai alla fine ed allora meglio rimanere in plancia di comando più che si può! Il referendum per l'abrogazione della legge elettorale in vigore ha già raggiunto un numero considerevole di firme e tutto lascia da pensare che sarà la prossima scadenza alla quale saranno chiamati ad esprimersi i Cittadini italiani. Ecco spiegato l'annunciato quanto lento dispiegamento di forze di un Pd che sembra quasi non aver fretta. Il maggior partito dell'opposizione pensa a ritrovarsi in un appuntamento seminariale sulla Socialdemocrazia quando ogni giorno il nostro governo, soprattutto grazie a Berlusconi ed al suo principale socio & alleato che lancia strali dalla “sua” Padania, offrono spunti e materiale per un lavoro che non lascia dubbi alla strategia politica che dovrebbe esser portata avanti. Non esistono più regole tanto che lo stesso Berlusconi si permette pure di affermare che si trova in uno Stato di polizia! Di quale stato parli non è dato sapere, Lui che ne dovrebbe invece rispondere per primo in qualità di Presidente del Consiglio. Il dito medio di Bossi, un Ministro della stessa Repubblica (Brunetta) tranquillamente etichettato come "pirla", il Premier che se ne frega della magistratura e non si presenta ai processi né tanto meno si mette a disposizione degli Organismi deputati alle indagini, colpi di decreti dai contorni sorprendenti e allucinanti (futura e probabile abolizione dei certificati antimafia) altro ormai non sono che note di cronaca. In questa cornice depressiva, somigliante ad una fase distimica tendente al netto ribasso, l'opposizione pensa a studiare?!
Malgrado questo c'è anche un'Italia che non si arrende; è l'Italia dello stato di diritto, del Cittadino che sta organizzando la propria "indignazione" che sfocerà nella più che probabile manifestazione di piazza del 15 ottobre a Roma. Gli indignati crescono, sono sempre più numerosi, scoprono di avere troppe cose in comune e altrettante da rivendicare. Sono i tanti Cittadini precari, disoccupati, sfruttati, dilaniati dai provvedimenti che alla fine colpiscono sempre loro tanto da spingerli, sulla spinta del movimento che ha preso origine in Spagna, a "indignarsi" apertamente anche nel Nostro paese. La situazione non è delle più incoraggiati; non si può essere entusiasti, neppure quando si assiste alla costruzione di una protesta ampia e diffusa: è il chiaro segno della disperazione che si respira, della delusione, scontentezza, delle nubi che avvolgono il futuro di milioni di Persone. Forse anche Berlusconi e Bossi non sono altro che la punta di un iceberg che indica quanto siano gravi le condizioni cliniche di un sistema sociale ed economico che ha mostrato tutti i suoi limiti tanto da spingerci alla diagnosi di malattia in fase terminale.
La politica della speranza non paga. L’opposizione parla troppo senza concretizzare nulla.
Mentre il gioco ristagna a centrocampo, Berlusconi se la ride e va avanti.
Penati rinuncia alla prescrizione. Resta difficile fare chiarezza su un lungo periodo di storia politica.
L'inizio di questa fase è stata segnata da vicende giudiziarie che ci hanno colti di sorpresa, sconvolti e che stanno segnando la ripresa della nostra attività politica dopo la pausa d'agosto. Vorrei dire innanzitutto che non ci sono elementi per parlare di un sistema Sesto, e che il nostro primo compito è quello di evitare di alimentare noi stessi questa rappresentazione distorta dei fatti". Nella sua convinta disamina dei fatti Cornelli prosegue affermando che " in questo ci aiuta il fatto che il gip nell'ordinanza sulla custodia cautelare abbia derubricato il reato da concussione a corruzione; il fatto che la Giunta sestese questa mattina abbia deciso di querelare tutti coloro che dicono o scrivono falsità ( e sono tante) sull'operato dell'Amministrazione, che non trovano riscontro alcuno; il fatto che la Giunta di Oldrini abbia deciso di costituirsi parte civile in qualsiasi processo potrà eventualmente seguire alle indagini preliminari in corso". "Mi preme inoltre dire - ha detto - che le indagini in corso non coinvolgono in nessun modo il Partito democratico a nessun livello, che i nostri bilanci sono assolutamente in regola e senza ombre, che non abbiamo ricevuto finanziamenti illeciti, che svolgiamo la nostra attività politica in modo trasparente, onesto e con passione - ha sottolineato Cornelli . Capisco bene che sono in tanti ad avere interesse a mettere sotto accusa il Partito Democratico, sia a Sesto, per le elezioni imminenti, sia a livello nazionale, per sostenere la tesi che non abbiamo le carte in regola per governare. E invece le carte in regola che le abbiamo, non solo per il nostro progetto per l'Italia, ma anche per l'affidabilità che diamo dal punto di vista etico, E non perché noi siamo antropologicamente superiori, ma perché riteniamo la legalità una precondizione del fare politica e ci siamo dotati di regole interne e un codice etico che costituiscono degli anticorpi rispetto a episodi di corruzione".
E' chiaro, senza rivolgere accuse o illazioni, andare con la mente ad una questione morale che non è mai stata risolta. Penati è stato per anni Presidente della Provincia di Milano, l'uomo più vicino a Bersani, segretario del PD, ed è difficile non pensare che questa decisione sia stata più che doverosa. La riprova di quanto sopra scritto ci viene dalle parole di Antonio Di Pietro, presidente dell'IDV: "Quando una nave va a sbattere sugli scogli sarà pure colpa del nostromo ma la responsabilità oggettiva se la porta a casa il comandante della nave". Intervenendo a 24 Mattino su Radio 24, Di Pietro affronta la questione morale. "La responsabilità penale è personale, ma il Pd che fa? Una cosa è la responsabilità penale e una è quella politica. Il Pd se lo tiene ancora in bilico con la sospensione o gli dice 'Penati, amico mio, quella è la porta. Vai in pace? Bisogna interrompere immediatamente questo rapporto fiduciario fino a quando quel signore non giustifica i suoi comportamenti. I fatti usciti non sono beghe politiche, c'è una questione morale che va affrontata". I Cittadini, le Persone, adesso più che mai sono stufi delle ambiguità che spesso vivono all'ombra della politica Nostrana. Questo si dovrebbe capire.
Non si tratta di giustizialismo, né tanto meno di giacobinismo, ma bensì di voglia di affermare proprio quei principi attinenti alla questione morale, unico argomento che potrebbe ridare credibilità ad un sistema politico inquinato e controverso. Bersani dalla festa del Pd a Modena, ribadisce che Filippo Penati "ha fatto tutti i passi indietro che poteva fare". Il segretario del Pd ha commentato così la lettera con la quale l'ex presidente della Provincia di Milano ha annunciato di non volersi nascondere dietro la prescrizione nella vicenda delle tangenti per l'area Falck di Sesto San Giovanni. "È una vicenda certamente dolorosa - ha detto Bersani - però a poco a poco si vedrà la differenza. La lettera di Penati dice 'non mi nascondo dietro la prescrizione, rivendico l'innocenza, lasciate fare alla magistratura. Ha fatto tutti i passi indietro che poteva fare. Spero che prima o poi qualcuno di questi commentatori attenti che, giustamente, seguono questa vicenda chiedano anche: ma Berlusconi, Verdini, Scajola, Milanese, come si stanno comportando? Stanno facendo dei passi indietro? Noi abbiamo un altro modo; presunzione di innocenza sì, però passi indietro".
Il discorso di Bersani è condivisibile ma resta il fatto che difficilmente sapremo cosa è avvenuto nel corso degli anni, in particolar modo ancora prima che i DS diventassero PD. Questo è il punto dirimente, politico e giudiziario, sul quale sarà comunque difficile stabilire la verità e la realtà dei fatti. Se ipoteticamente Penati ha intascato tangenti a partire dal 1984 ci sembra quanto mai difficile dimostrarlo. Ecco l'insistenza di vertici e Partito (PD) nel cercare di favorire la collaborazione piuttosto che l'inasprimento del dubbio. C'è un "passaggio" politico e giudiziario che rimarrebbe sospeso, malgrado Veltroni corra in soccorso al PD affermando proprio che "la vicenda Penati è gravissima e colpisce uno degli elementi fondativi del Pd che è nato per girare pagina, per cambiare modo di fare politica, per combattere corruzione e illegalità". Il compito che attende Luigi Berlinguer, europarlamentare che presiederà la Commissione di garanzia del PD che verrà riunirà il 5 settembre p.v. sarà veramente poco invidiabile.
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La barca affonda, il Governo annaspa. Dal cilindro di Calderoli esce solo l’idea di un campus.
Afghanistan, scontata riconferma della missione. Cercasi opposizione coerente ma non compiacente.
Parà ucciso in Afghanistan. Nonostante le perplessità espresse il rifinanziamento della missione diventa sempre più probabile
Manovra senza ostacoli. La macelleria sociale ha inizio!
Pagheranno i più deboli, pagheranno i soliti, continueranno a pagare gli Italiani onesti, i lavoratori dipendenti e i meno abbienti! Questo è in sintesi lo scarno risultato che il Governo italiano ha voluto per rispondere ad una crisi economica e strutturale che ha messo in ginocchio il mondo ma, (udite udite!!) trovando l'Europa per prima, assolutamente impreparata, e l'Italia pronta ad approfittarne con la sua attuale classe dirigente governativa.
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