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Val Susa: rispetto dei diritti dei Cittadini al posto di eroi e violenza!

No Tav2 Sapevamo tutti che oggi, (domenica 3 luglio,ndr) in Val Susa si sarebbe consumata l'ennesima prova di forza sulla Tav, e cos' è stato. Mentre scrivo le Agenzie di stampa parlano di decine di feriti, di violenza e scontri tra No Tav e forze dell'ordine. La questione Val Susa è tornata alla ribalta. Si sprecano e si strumentalizzano le parole. Alla violenza non possiamo replicare con la violenza, caro Grillo, ed è inutile spingere in questa direzione! Tuttavia chi scrive è convintamente dalla parte dei valligiani No Tav, ne comprende e appoggia le ragioni sottolineando i metodi violenti e repressivi che già la scorsa settimana sono stati usati dalle Forze dell'ordine. Occorre però capire che non ci sono etichette da distribuire o eroi da esaltare.

Attacco all’alba in Val Susa. La forza prevale sul dialogo

Val Susa4 La cronaca è ormai più che conosciuta. Le forze dell'ordine sono intervenute all'alba di questa mattina per sgombrare le resistenze e aprire il cantiere per la Tav in Val Susa. Altrettanto conosciute le conseguenze che parlano di numerosi feriti tra poliziotti e manifestanti. Il blitz è stato ordinato sulla base della convinta priorità della costruzione dell'opera. La domanda che da più parti è stata sollevata riguarda l'uso della forza, dei manganelli e di quant'altro possa affermare una presunta ragione. A dimostrarsi preoccupato e contrariato dell'accaduto soprattutto per quanto riguarda i metodi usati, non è certo uno dei soliti detrattori dell'operato delle forze dell'ordine né dello stato di diritto, ma bensì Antonio Di Pietro, ex magistrato e presidente dell'Idv.