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Gli alibi di un governo “maledetto”

120323governo1Lo chiama "governo maledetto", ed ha ragione. Ma più che un autocritica quella di Monti appare come una palese difesa dell'operato di un esecutivo che ha reso ancora più incerta la situazione politica del Nostro paese. Si rifugia dietro il paravento della tecnocrazia attaccando i partiti, quasi ne fosse escluso. Non è così e lo sappiamo benissimo! Se si fosse trattato di un vero tecnico avrebbe compreso e messo in pratica provvedimenti equi, distanti da ogni logica di appartenenza,

Silenzio, parla Draghi!

Mario-DraghiMentre cresce l'attesa per l'esito delle consultazioni elettorali in Sicilia, evento che potrebbe fornire dati estremamente interessanti, la Finanza europea lancia il suo attacco.  Udite udite, a farlo è niente meno che Mario Draghi. Forse qualcuno ha sottovalutato l'importanza ed il ruolo (o il compito?) del presidente della Banca centrale europea. Sono i numeri a fare i fatti, e forse anche a decidere, specialmente in un momento storico come questo, lo stesso destino delle popolazioni.

Obama canta le lodi all'Amico italiano. Gloria effimera quella di “super Mario”?

Monti e ObamaLa musica non è cambiata. La propaganda è ancora lo strumento attraverso il quale si cerca di fare il lavaggio del cervello alle Persone. La dimostrazione ci viene dalle "stupefacenti" esternazioni di Barack Obama sul Nostro Premier. C'è da dire che si tratta di parole pronunciate da un Presidente debole, qual è appunto Obama.

Fisco, panacea di tutti i mali. Una pratica venduta come fosse l'evento del secolo

contro evasione fiscaleLa grande favole continua a venir venduta agli italiani. E' difficile scrivere di politica quando questa è assente. Il palcoscenico resta nelle salde mani degli affabulatori. Qualcuno, nella Compagine governativa, crede forse di essere ancora ai tempi del governo Prodi, quando il lavoro sull'evasione fiscale portò indubbiamente frutti rilevanti che potevano arginare la situazione debitoria (erano i tempi di Ciampi, Visco e Pennacchi, ndr.).

Liberalizzazioni, tra confusione e mancanza di regole. L'alternativa a Monti non decolla e si adegua.

Vendola e BersaniLa battaglia sulle liberalizzazioni continua imperterrita. Esiste un punto di domanda ed è questo: è vero che alcuni di questi provvedimenti servono a mettere un freno alle corporazioni che tanto danno hanno fatto nel tempo al paese, ma non possiamo andare da un estremo all'altro! Così come credo sia inutile dividersi tra paladini pro o contro questo piano "liberalizzatore"; specialmente quando c'è la possibilità di trovare un percorso che abbia un obiettivo comune che passi ovviamente da un modello di sviluppo assai diverso da quello che ha in mente il presidente del Consiglio Monti. 
Dov'è lo “Stato garante” che tutela i percorsi anche in seno alla stessa "riforma" degli strumenti economici? A quale modello di sviluppo si intende guardare? C'è stata o esiste una discussione tra Governo e Forze politiche che hanno il dovere e l'obbligo di rappresentare la volontà dei Cittadini elettori? Non sembra proprio! Diciamo che risultano comunque maggiori gli aspetti negativi rispetto a quelli positivi, e che i negativi sono rappresentati dal fatto che è stata operata una scelta che salvaguarda solo una parte rispetto ad un'altra più consistente. Vogliamo quindi far passare come “eroe” il Professore, ex Rettore della Bocconi, solo per il fatto di non chiamarsi Silvio Berlusconi? Riprendiamo in mano la situazione e non facciamo paragoni né similitudini. Stiamo parlando di due personaggi che, ciascuno a suo modo, hanno portato e portano forti elementi di contraddizione e di negatività al paese stesso! Credo sia importante non cadere nell'assurdo paragone sopra citato. "B." era solo un pedina in confronto a questo politico camuffato da tecnico, e per di più alto rappresentante (anche se Lui stesso si difende contrattaccando e gridando di non esserlo) della grossa finanza mondiale.  Inutile raccontare balle, ed altrettanto non credibile la sua assurda difesa. Conosciamo pure il ruolo di Monti a livello europeo che lo colloca come Responsabile Continentale di uno dei tre gruppi finanziari più forti del mondo; ed in carica per tutto l'anno 2012!. Ma ritorniamo a noi... La "lenzuolata" di liberalizzazioni avviene in una Italia senza regole. Il Premier ha presente questo? Regole che la stessa politica organizzata ha lasciato in balia di se stesse per non rischiare l'insuccesso alle prossime elezioni. Sarà meglio quindi che venga data un'occhiata a quello che sta accadendo tra i "fuggiaschi" che una volta rappresentavano la volontà dei Cittadini italiani. L'unico che sembra avere ancora barlumi di lucidità pare essere tal Nichi Vendola, governatore della Puglia e Presidente di SEL. Il buon Nichi ha rialzato la testa in occasione dell'Assemblea Nazionale del suo partito, tenutasi a Roma nei giorni scorsi. Le direttrici chiamate in causa dal presidente Vendola sono indubbiamente un elemento condivisibile e alternativo a quello che sta esprimendo il governo Monti; tuttavia restano molte perplessità. Vendola parla di "giustizia sociale", di beni comuni, e della costruzione di una sinistra di governo. I titoli dei giornali echeggiano delle sue strali verso un governo che non condivide. “Scarica il Premier” dice rivolto a Bersani; “acceleriamo la costruzione dell'alternativa a Monti”, ed altro ancora. Si può essere o non essere d'accordo sugli strumenti che in pratica rimarrebbero pur sempre gli stessi adoperati in questi ultimi anni dalle forze socialdemocratiche, e che a quanto si è visto, non hanno portato un contributo vincente contro il liberismo selvaggio delle destre al servizio del capitale; ma resta il fatto che la differenza (in positivo) è ancora molta, ed è certamente più attenta all'equilibrio sociale e ai bisogni del Cittadino. Lunga vita ai propositi Vendoliani quindi, ma non possiamo tacere su punti critici rappresentati dal solito tentennamento e dalla solita "benevolenza" verso un PD che dimostra giorno dopo giorno il suo appiattimento sull'operato del Professore dalla tripla targa (Goldman Sachs, Trilateral e Gruppo Bildemberg). Anzi, forse lo stesso PD è stato tra i maggiori sponsor dell'attuale Premier! La domanda è d'obbligo: che cosa si aspetta dunque il buon Vendola da Bersani e soci? Chiede di "scardinare il potere del capitalismo finanziario" ad un partito che plaude alle liberalizzazioni; a quello stesso Bersani che è stato tra i primi fautori, nonché propositore delle liberalizzazioni. Lo chiede a chi sta dando sponda al governo affinché sia messo in discussione lo stesso Art. 18! Ossessivamente la domanda si ripete: che cosa si aspetta da questo PD?? E' incredibile assistere ad una dinamica rappresentata da ottime intenzioni che svaniscono di fatto quando lo stesso Vendola afferma che "Non intendiamo rompere il filo rosso dell'alleanza (con il PD) per riaprire una prospettiva di governo al centrosinistra. Lo stesso Governatore della Puglia continua chiedendosi come ha fatto un esponente del PD (D’Alema?) ad affermare che "la nostra primavera è il governo Monti”. Per giunta rispondendosi che è inaccettabile, e che “significa avere un’idea approssimativa delle stagioni". L'eterna contraddizione verso l'ibrido oggetto rappresentato dall'acronimo PD, pure. I buoni propositi si fermano andando a cozzare contro un'incontrovertibile realtà. Vendola chiede e indica una ferma presa di posizione di un partito che ha le idee ormai chiare sul tipo di percorso che vuole intraprendere, o forse sarebbe meglio dire, "che ha già intrapreso"!   Si riapre una convergenza con l'altra forza attualmente in "regime di separazione" con il partito di Bersani, l'IDV. Un po' poco di questi tempi! La corsa verso il rafforzamento di quel Centro che tanto ricorda la vecchia "balena bianca" è ormai diventata più di una fantasia.  Continua la miope visione di un “vuoto a sinistra” del PD, che non si intende coprire. Il mito costituito dal fatto che vince solo chi guadagna il centro (in tutti i sensi) perdura. E diciamocela tutta, in questa nostra Italia, la presenza e l'influenza dello Stato nello Stato è ancora il sogno più ambito per chi vuole solo vincere e conquistare il potere.





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Monti al Parlamento indica la cura per il miracolo italiano. Gli effetti collaterali saranno ancora più devastanti!

Il Presidente del Consiglio Monti illustra la manovra economica Il giorno tanto temuto è arrivato. Come da copione il governo Monti applicherà quelle "lacrime e sangue" che ha sempre detto di non volere. Sapevamo benissimo che invece sarebbe accaduto. Non occorre entrare nei singoli provvedimenti per capirlo. Manca l'interpretazione sociologica e politica della fase storica, e mancano di conseguenza le opportune azioni. L'Ici sulla prima casa in realtà andrà a colpire milioni di italiani che in realtà non possono dirsi proprietari dell'immobile ma bensì del mutuo in corso di pagamento. Si considera l'auto un bene "non primario" quando (ovviamente distinguendolo puntigliosamente dal "bene di lusso") questo rappresenta in moltissime realtà, il mezzo per recarsi al lavoro, per spostarsi con bambini, anziani ed altro. Viene invece applicato un cospicuo aumento dell'Iva rendendo ancora più difficile il suo acquisto. Ripeto, si parla di auto che una volta venivano etichettate come utilitarie e non di auto lussuose e super-accessoriate! Abbiamo preso questi due esempi per far risaltare un dato saliente: la visione della società secondo Monti e il suo governo. Non ci stancheremo mai di ricordare quegli ormai famosi criteri tanto sbandierati dallo stesso Premier, che altro non sono se non il paravento che mantiene, anzi, amplifica la forbice della disuguaglianza e della povertà in Italia. Se prima poteva apparire come una pregiudiziale, sfidiamo adesso a smentire il fatto che il "sacrificio" imposto per risanare (semmai sia possibile?!) questo famigerato "debito pubblico" (creato da chi non viene mai detto!) non ricada sui soggetti più deboli, che in realtà sono gli UNICI a non aver mai eluso al proprio dovere. L'equità in questo caso non è stata applicata. Durante questi ultimi anni, forse potremo dire anche decenni, il prelievo fiscale ha (giustamente, per carità...) colpito il lavoratore dipendente, lasciando ampi spazi di "agibilità" ad altri soggetti, tra il quale imprenditori, aziende, quadri, manager ecc..... Applicare oggi un prelievo fiscale "a tutti in proporzione al reddito che hanno" non è più indice di equità quanto di miopia (voluta) e di parzialità, visto che non si punta ad un RIEQUILIBRIO e ad una redistribuzione sociale in termini economici. Avremo parlato diversamente se il prelievo fiscale fosse stato indirizzato verso coloro i quali negli anni hanno accumulato ingenti patrimoni, e quindi verso quei redditi alti che in un modo o nell'altro hanno sempre "contribuito in minor misura" al buon funzionamento della "macchina" Italia. Occorreva un sacrificio? Perché dunque non chiederlo a chi può sostenere il contraccolpo negativo?
In realtà questa è una visione politica, sociale che Monti, passando per "tecnico" distribuisce al paese. Errori, illegalità, comportamenti amorali, fallimento di modelli economico-sociali, non hanno avuto senso né significato per questo governo. I meno abbienti si impoveriranno ancora di più permettendo ai ricchi di mantenersi su livelli decorosi di... agiatezza! Si parla solo di capitale e ruolo dei privati, e pochissimo di funzione pubblica. In momenti come questi, in altre epoche, il "ricco" veniva messo in discussione. Oggi è un tabù! Non siamo venuti dai monti con la piena, e questo il presidente del Consiglio dovrà capirlo. Si sta suonando una musica letta da uno spartito ben preciso; note che provengono da potentati economici dei gruppi finanziari più forti del mondo. Non è demagogia ma pura e semplice verità. Se così non è, sia lo stesso Monti a chiamarsi fuori dalla Goldman Sachs, dal Gruppo Bilderberg e dalla Trilaterale!! Smentisca che è fuori da questi "organismi" che controllano la vita di milioni di persone quasi fossero marionette! Il lettore ci perdonerà lo sfogo; del resto se può piangere un Ministro come la Sig.ra Fornero possiamo mostrarci avviliti (e INDIGNATI) pure noi. 
Alle 16 di questo pomeriggio il governo si presenterà in Parlamento di fronte alle forze politiche. Che cosa accadrà? Ci saranno mozioni alternative, correttive o propositrici? Avveniristico pensarlo. Impossibile supporre qualcosa di diverso dall'olio di ricino che Monti somministrerà al Cittadino italiano, colpendolo al cuore, intervenendo sulle PENSIONI senza prima aver almeno tentato di colpire bersagli più "idonei"! Le guerre devono sopravvivere e con esse le spese militari. Il Cittadino capirà, passando probabilmente un Natale apparentemente non diverso dagli ultimi; ma la vita di ognuno di Noi cambierà, e non poco, dall'inizio del prossimo anno. Ancora una volta ripetiamo quello che può sembrare un ritornello: l'equità di Monti si evidenzia nel mantenere i privilegi a chi gli ha sempre avuti e aumentando le difficoltà a chi ha vissuto finora nella speranza di un capovolgimento della situazione. La commedia va avanti, ma sempre di "dramma" si tratta.




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La punta dell’iceberg è emersa. Affiora la grande paura di un vuoto da riempire con “larghe” intese!

Napolitano, ultima parola Il tappo è saltato. La nave Italia è alla deriva, anche se questo lo avevano capito anche i più sprovveduti. Stavolta la Finanza è servita a dare il "là" per una presa di posizione (ovviamente "suggerita") del Colle. Il presidente Napolitano si è spinto a dire che "verificherà larga condivisione". Berlusconi e il suo governo non sono più credibili e il mondo economico internazionale ne sta prendendo atto impietosamente. Possiamo paragonare il tutto ad una squadra di calcio che naviga nei bassifondi della classifica. Spesso l'allenatore viene allontanato ed al suo posto assunto uno nuovo. Altrettanto spesso, quest'ultimo non sortisce gli effetti desiderati, e la barca affonda egualmente. I buoi sono scappati, il danno viene da lontano ed oltretutto non è stato contenuto ma amplificato. Il nuovo "allenatore" (probabilmente) suggerito da Napolitano potrebbe essere rappresentato da un governo dove troverebbero posto elementi dell'attuale maggioranza ed altri dell'opposizione. Un pastrocchio. Una cosa che non è stata fatta prima per il solo fatto che nessuno di questi voleva cedere di un passo! In gioco c'è il futuro, i governi degli anni a venire, se non addirittura il destino di intere classi dirigenti. Prima riflessione: nessuna di queste componenti politiche ha i numeri per governare. Ipotetica risposta: lasciare una legge elettorale ingessata e rappresentata da un sistema Bipolare maggioritario (o forse sarebbe più giusto definirlo BIPARTITICO?) a favore del ritorno del Proporzionale o quanto meno di un sistema dove il contrappeso proporzionale abbia la sua giusta incidenza, non sarebbe una possibilità sulla quale pensar bene? Abbiamo criticato per anni la Prima Repubblica per poi fare peggio! Non è un modo per rimpiangerla ma che almeno si facciano quei passi indietro necessari per non far sprofondare del tutto la Nostra attuale Repubblica. Pd e Pdl cercano di fare di tutto per garantirsi un posto al sole anche per il futuro, e questo aumenta la rabbia dei Cittadini.
Non si può non essere d'accordo (Angeletti, ndr) con chi ha detto durante la trasmissione Porta a Porta, che la parola deve ora passare al Popolo. Un governo di garanzie?? Ma di quali garanzie si parla? Forse di qualcosa che favorisca ancora inciuci e accordicchi che permettano da una parte l'applicazione del diktat europeo e dall'altra l'autoconservazione della casta?? No Signori! Il Popolo italiano è stanco sia dell'una che dell'altra. Sono tre le domande che continuano ad angosciare: 1) Chi ha generato quello che chiamano debito pubblico?? (non certo il Cittadino e neppure i lavoratori!) 2) Quale ruolo ha la Bce per imporre metodi di risoluzione e percorsi interni ai paesi dell'Unione Europea?? 3) Perché non lasciamo che sia il Cittadino-Elettore a decidere quali potrebbero essere gli strumenti da mettere in campo per una corretta gestione del futuro?? L'ennesimo suicidio si sta per compiere. Si pretenderebbe che Pdl e Pd governassero assieme, con la partecipazione di Terzo Polo e Forze sociali. Si vorrebbe forse trasformare la Repubblica Italiana in un agglomerato anarchico dove la coperta verrebbe tirata da più parti finendo per cercare la quadratura del cerchio sulla sopravvivenza di una classe dirigente che ha dimostrato una netta e insindacabile insufficienza?? Staccare la spina a questo governo è sicuramente la priorità doverosa quanto irrinunciabile, ma pensare che le forze politiche che l'hanno sostenuto e foraggiato possano ancora partecipare al "massacro", ci sembrerebbe davvero l'ennesima beffa per il Popolo italiano.
In God We trust.



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Prova di forza sulle pensioni. La Lega nel mirino, ma in realtà sono in molti a fare il gioco di Berlusconi!

Bossi e B. Stupirsi oggi non ha senso. La Lega sta dimostrando scaltrezza politica. La coerenza è ben altra cosa. Bossi da tempo ha capito di quale sorte perirà, e vuole uscire dal pantano governativo con una nota che lo differenzi dal resto degli alleati. Il fenomeno populista del Carroccio sta logorandosi. I vertici hanno fatto e disfatto, si sono tenuti alla larga dalla base mancando di portare quei risultati sperati e promessi. Il governo Berlusconi è alla frutta; circondato da ogni lato,tanto da vedersi incalzato sul versante interno (Confindustria che preme a favore di un cambio al vertice e nuove e più incisive riforme!) che ovviamente su quello esterno, dove i maggiori interpreti della tecnocrazia neoliberista, spinti da Francia e Germania, pressano per farci percorrere la strada della Grecia. Siamo veramente in un bel guaio! Viene spontaneo affermare questo in virtù della scomposizione di un quadro politico che poche volte ha trovato riscontri del genere. In realtà non si tratta solo di una questione interna alla maggioranza ma bensì di qualcosa di più articolato. Il Pd, maggior partito dell'opposizione, non sarebbe in disaccordo sul provvedimento di innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni. Lo afferma Enrico Letta il quale aggiunge tutta una serie di interventi economici in grado di "ridare" forza ad un nuovo sviluppo. Sinceramente non si capisce più quale possa essere l'interlocutore del lavoratore italiano! Altrettanto come possa essere accettata una risoluzione del genere quando esistono alternative che veramente avrebbero la precedenza su queste. Pensiamo ad una vera e incisiva tassa patrimoniale, così come ad una drastica riduzione della spesa sugli armamenti bellici con conseguente cambio di indirizzo sulla politica estera. Lo ha fatto Obama (non certo Che Guevara!) e non possiamo farlo Noi?? Ha senso penalizzare chi ha lavorato una vita facendogli pagare il frutto di una crisi non certo voluta dai Cittadini e dai lavoratori?? Il Terzo Polo si dimostra possibilista, con varie sfumature. I Finiani spingono per un assenso alla riforma legata alle dimissioni del Premier, mentre Casini (uomo di Confindustria e Chiesa) opta per la difesa dell'imprenditoria con soluzioni "buoniste" ma dai tratti incerti. C'è più di una possibilità che finalmente la spunti l’ormai celebre "baffetto" del Pd (D’Alema), l’eminenza grigia che da tempo immemorabile insegue l'Udc, anche a costo di svendere quel poco di sinistra che rimane nel suo partito. Il resto del panorama è chiaro: la sinistra fuori dal Parlamento (ma non per questo trascurabile!) alza il muro e dice ovviamente No. Sia Sinistra Ecologia Libertà che la Federazione della Sinistra si oppongono a fianco delle organizzazioni sindacali. La Fiom si è già duramente espressa con Rinaudo trovando nell'intera Cgil (strana la distanza con il Pd?) al proprio fianco. Il cerino acceso è rimasto nelle mani di Bossi; fosse altro che per il fatto di non accettare governi di transizione, tecnici (voluti da tutti). In effetti, è questo il punto dirimente della questione: chi vuole un governo tecnico è perché sa bene di non avere numeri né progetti attualmente validi per affrontare un'intera Legislatura! Bossi sa bene con chi ha a che fare, e da politico navigato e astuto, cerca di giocarsi le carte migliori (che attualmente sembrano essere in suo possesso..). Le Istituzioni navigano a vista; lo stesso Napolitano spinge verso un accordo forse più sulla base di convinzioni a Lui esterne che altro! L'agonia dell'Italia si sta allungando oltre il lecito. Governi tecnici poterebbero ancora a vecchie logiche di spartizione; la Gente è stufa di questa casta che si auto riproduce mostrando ogni volta il peggio di sé. L'augurio è veramente quello che Bossi stacchi la spina a questo governo e si lasci la parola agli Elettori. Il Popolo questa volta dovrà decidere senza alchimie.




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Berlusconi bocciato dall’Europa va all’attacco delle pensioni. Ancora una volta si mette le mani nelle tasche degli italiani!

Pensioni. crisi La questione principale sulla quale discutere sarebbe altra, e cioè la subalternità ad una Comunità Europea (o meglio a quello sparuto gruppo di burocrati che portano avanti soprattutto gli interessi di Francia e Germania!). I diktat non si fermano; l'Italia viene "aggredita" nuovamente e spinta verso destini di greca memoria. La ridicola figura incassata da Silvio Berlusconi dopo l'incontro europeo con Merkel e Sarkozy non è servita neppure ad accennare un timido gesto di riflessione da parte del Nostro premier.
Emblematica, assurda quanto ridicola l'uscita di Giorgia Meloni che parla del futuro dei giovani credendo addirittura di essere De Amicis: "Credo che non sia affatto assurdo chiedere un piccolo sforzo in più ai padri per il bene dei propri figli. Rimandare di qualche anno l'abbandono del posto di lavoro non è chiedere troppo, se si tratta di garantire l'accesso a un futuro dignitoso per tanti giovani". E fu' così che il tema previdenziale tornò di estrema attualità. E' chiaro il sintomo dell'incapacità di proporre qualcosa di alternativo, e se si tratta di metter le mani in tasca a qualcuno, bè, allora la strada è quella di metterle in quelle più accessibili: le tasche dei lavoratori!
Alle 18 di questo pomeriggio si riunirà il CdM straordinario dove già si preannunciano momenti di estrema tensione. La Lega sembra non recedere dalla volontà di difendere l'attuale sistema previdenziale; ma sarà solo per giustizia sociale o per ottenere qualcosa in cambio? Il prezzo si farebbe sempre più alto e lo spettro di elezioni anticipate sempre più vicino. La voce più autorevole della Lega, rappresentata in questo momento dal ministro Maroni, gela comunque il decisionismo (o l'irritazione per la misera figura subìta pubblicamente per opera di Merkel e Sarkozy...) del Premier italiano. Pur lasciando lo spiraglio aperto per ascoltare il dettaglio delle proposte di questa sera, il ministro dell'Interno afferma con decisione che "La nostra posizione è molto chiara sulla riforma delle pensioni: abbiamo già dato, i pensionati hanno già dato". La reazione delle Organizzazioni sindacali non si fa attendere. La Fiom, attraverso il suo Responsabile auto Enzo Masini, non ha dubbi e accoglie con estremo interesse la partecipata posizione della Lega, tanto da lasciare dichiarazioni ben precise ad un'apertura significativa: "Se qualcun altro si sveglia ben venga", commentando le dichiarazioni della leader del sindacato padano, Rosy Mauro, che senza mezzi termini ha minacciato di scendere in piazza contro la manovra. La Fiom, continua Masini, non si tirerà assolutamente indietro e con "l'intera Cgil darà continuità all’iniziativa", sottolineando come la proposta lanciata da Rosy Mauro "dimostra le difficoltà della Lega a stare in questo governo, che gli crea problemi anche con l’elettorato del nord". A volte ci chiediamo come può essere accaduto che tra tante contraddizioni, il governo Berlusconi abbia potuto durare così a lungo; bè, la risposta non è poi così difficile quando in un paese come il Nostro latita la stessa opposizione, tanto che, in momenti come questo, la stessa Lega assume le vesti della "parte critica" di turno. Ed ecco la dolente nota e ci viene niente meno che dal vice segretario del Pd Enrico Letta, il quale, pur ricorrendo ad alchimie aggiuntive, esprime tuttavia il suo parere favorevole: "Va fatto, come in tutta Europa. E con le risorse ottenute da investire nel welfare, bisogna risolvere il problema dei giovani, sia in termini di incentivi occupazionali che di pensioni per il loro futuro".
La situazione politica odierna è veramente da neurodeliri, tanto che ben si comprende quali siano le ragioni per le quali Berlusconi sia ancora in sella ad un governo "zoppo". Terzo polo possibilista, con una parte (Fli) che accetterebbe a patto che subito dopo il Premier salga al Colle dando le dimissioni; l'opposizione di centro-sinistra che balbettando continua a contarsi e scopre (ma non può davvero essere questa la novità, semmai la coerenza!) che Sel rigetta "la proposta pensioni" gridando il proprio ultimatum attraverso Massimiliano Smeriglio, responsabile economia e lavoro, ed invitando energicamente ad "adottare misure serie come la patrimoniale, la tassazione delle grandi rendite finanziarie e a ripensare radicalmente alla distribuzione del carico fiscale verso l’alto". Insomma, la sinistra è ancora lontana dalla costruzione di un'alternativa, così come nessuno degli altri partiti non allineati con Berlusconi, vuole fare il passo più lungo della gamba. Intanto il duo Merkel-Sarkozy marcia come un Caterpillar; ma il problema che più dovrebbe starci a cuore non è tanto quello della posizione dei due eminenti "vicini di casa" europei, quanto gli interessi del popolo Italiano e principalmente degli stessi lavoratori. Qualunque sia, comunque, il tipo di risposta che uscirà fuori dal CdM straordinario di questa sera, la politica italiana dimostra ancora una volta tutta la sua incorreggibile inconsistenza; o forse un distacco sorprendente da quelle che sono veramente le grosse problematiche della Gente. Berlusconi a parte, of course.



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“Indignati”: colpevoli o colpiti? Il brutto risveglio di chi ha dimenticato la realtà nella quale viviamo.

le ragioni degli indignati Come spesso è avvenuto in passato, così anche questa volta si è creata una piazza virtuale dove le "fazioni" in campo sono due: i “ghigliottinai”, coloro che hanno concentrato l'attenzione (cadendo nella trappola!) sugli episodi di ordine pubblico avvenuti a Roma, e chi invece vuole riflettere, pensare, capire e non essere oltretutto additato come fomentatore di quello che è avvenuto sabato 15 ottobre nella Capitale. Sono dovuti passare anni, molti, prima di venire a conoscenza delle reali condizioni in cui si svolse il G8 di Genova, quello dove ha perso la vita Carlo Giuliani. Passerà cosi tanto tempo anche questa volta, per capire, indagare a fondo e smascherare gli autori della violenza di Roma 2011? Le premesse non sono incoraggiati. Il dibattito è fermo al tema dell'ordine pubblico; ai rimedi contro i violenti. La corsa del presidente dell'Idv Antonio Di Pietro per inasprire le pene e rilanciare un piano punitivo ad hoc, lascia sinceramente un ampio margine di perplessità. C'è poca lucidità nella proposta, che mira soprattutto a punire il reato dopo che questo è stato commesso. (sarebbe già un grosso successo avere la certezza che la pena fosse scontata!). Si parla poco di prevenzione, di funzionamento dell'apparato preventivo gestito dall'Intelligence, di tutela per chi ha il diritto di dimostrare in maniera pacifica. Già, ma qualcuno ha mai pensato al fatto che anche il Cittadino che manifesta pacificamente deve essere protetto?? E' impossibile sorvolare su quello che si sta trasformando in un risultato politico alterato, mistificato! Lo spirito della manifestazione di Roma era quello di parlare di una situazione che riguarda il debito pubblico, la sua incidenza schiacciante sul Cittadino, della precarietà, della crisi che attanaglia milioni di persone e della mancanza di futuro che si prospetta davanti a noi e soprattutto davanti alle giovani generazioni. Queste "tematiche" rischiano, o meglio, sono state cancellate in toto! Si parla di gogne mediatiche, di responsabilità, di pene da infliggere, e non mi stupirei se tra poco anche il giornalista presente alla manifestazione venisse inglobato nel limbo oscuro di quelli che non dovevano esserci! Le riflessioni sono tante e occorre farle. Molti politici hanno prima elogiato lo spirito e la partecipazione alla stessa manifestazione, e poi si sono addirittura defilati, lungi dall’esser presente! Siamo in contatto con "Chi l'ha visto" per avere notizie di defezioni importanti, soprattutto in ambito dell'attuale opposizione. I più noti segretari e dirigenti politici hanno disertato la manifestazione. Tra questi persino noti personaggi, attualmente molto "gettonati" (specialmente a livello mediatico) della stessa Sinistra! Il corteo dei manifestanti è stato lasciato privo anche di una rappresentanza politica che probabilmente ha fatto risaltare maggiormente una sorta di carattere”rivoltosa" e "anarchico". Eppure molti di questi Soggetti si erano trovati d'accordo sullo spirito della manifestazione! Perché queste defezioni? Volontà di fare una pre-selezione tra buoni e cattivi in una fase politica che dovrà poi portare ad un risultato tangibile? Molto sinceramente crediamo di aver dato ampio risalto alle brutture viste a Roma ed ora è il momento di non deviare il percorso del buonsenso e dell'analisi critica, sia politica che sociale. Prima che si cerchi il "capro espiatorio" in ambito politico, sarà meglio riportare la bussola verso la giusta direzione. Viviamo una fase storico-sociale davvero difficile; una crisi che è solo la punta di un iceberg che riflette lo sgretolamento di un sistema socio-economico giunto al capolinea. Ripartiamo da quello che 500mila persone, tra cui ricordiamo moltissimi giovani, donne e ragazzi, volevano esprimere gridando indignazione verso una classe politica che ad oggi si è dimostrata inadeguata e dannosa. Non c’è assolutamente alcun tipo di volontà di glissare sugli episodi di violenza, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare. Manifestare la volontà di cambiare, di creare un futuro diverso, immaginando un mondo possibile, migliore ed in grado di offrire possibilità e opportunità, non può essere omologato con quanto un gruppo di facinorosi delinquenti ha fatto! In questo momento la comunicazione viene ampiamente distorta per non affrontare queste tematiche. Resta l'intelligenza e il buonsenso del Cittadino che è in grado di capire e comprendere.  Almeno, così speriamo.



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La politica latita, Confindustria all’attacco del governo Berlusconi ormai in crisi conclamata

Emma Marcegaglia Chi aveva dubbi è stato accontentato. Berlusconi è nel mirino di tutti (giustamente) ma chi spera che ogni cosa torni al suo posto con la dipartita di Berlusconi, forse dovrebbe riflettere bene. Un filo sottile lega il manifesto "per salvare l'Italia", reso pubblico da Confindustria oggi, e la critica che già si intuiva sulle colonne del Corriere di ieri riguardo alla non completa se non addirittura "non efficiente" applicazione dei "suggerimenti" della Bce, da parte del Premier italiano.

Spunta la lettera della Bce, ma la sostanza di una politica fallimentare non cambia.

Vertici Bce La "lettera" esiste veramente. Parliamo della fantomatica missiva che il vertice della Bce avrebbe inviato al Nostro governo nei primi giorni di agosto. Dopo la pubblicazione del suo contenuto da parte del Corriere della Sera che ne è venuto in possesso, non possono che nascere spontanee domande e riflessioni serie e maggiormente articolate. In Questa, si parla di quello che poi sarebbe stato proposto e applicato dal governo Berlusconi.

Prodi “parla” all’Europa con proposte credibili e dignitose. Il gioco si riapre inaspettatamente

Prodi-Merkel Un vento di speranza viene sollevato dalla lettera che Romano Prodi e Quadrio Curzio hanno inviato ieri (martedì 23 agosto, NDR) al Sole24Ore con una proposta che trova ampi consensi in campo politico ed economico. "Bisogna innovare di più con il varo di un Fondo finanziario europeo (Ffe) che emetta gli EuroUnionBond" e che sia garantito con le “riserve auree del Sistema europeo di banche centrali". Una proposta come dicevamo, che piace a molti, e in Italia trova addirittura una sintonia emergente tra maggioranza e opposizione. Il primo vantaggio dell'emissione di EuroUnionBond consiste nel fatto che "il Ffe non sarebbe opportunistico ma stabilizzante nella gestione dei titoli di Stato nazionali

L’Italia in fase di liquidazione. Il timone misteriosamente trasferito nelle mani della Bce. (sottotitolo: Berlusconi vai a casa!)

crisi-default-1 Siamo in una fase storico-politica senza precedenti. Qualcuno ha già iniziato il "count-down" in vista di un possibile default italiano. C'è un puzzle da definire e soprattutto da capir meglio. Stiamo assistendo ad un evento incredibile: la sovranità Nazionale, la politica o meglio il Governo italiano, esegue il compitino assegnatogli dalla Comunità Europea. Berlusconi è stato criticato da alcuni dei "suoi" per aver messo la testa nel cappio, ma a questo punto è difficile pensare che così sia stato. Le dichiarazioni del presidente dell'Idv Di Pietro sono chiare e fanno capire bene ciò che probabilmente sta accadendo. "Da qualche giorno siamo un Paese commissariato e sotto tutela.

Obama fa i conti e prepara il ritiro dall’Afghanistan.

Ormai è certo, l'America si sta preparando al ritiro sia pur graduale dall'impegno bellico in Afghanistan. Si attendono solo i numeri attraverso i quali Obama indicherà, questa sera in una conferenza prevista per le ore 20 (ore 2 di notte circa in Italia, ndr ) le modalità del ritiro delle truppe Statunitensi.
Possiamo ipotizzare mille congetture e scomodare chiunque ma ciò che riporta il New York Times è indiscutibile, le guerre costano, specialmente se non portano guadagno.
Obama si sta preparando per il secondo mandato e le cifre non giocano a suo favore. Il tasso di disoccupazione degli States rimane elevato, oltre il 9 per cento, e gli altri dati sulla sua gestione "dell'economia domestica" non sono confortanti.