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Gli alibi di un governo “maledetto”
Silenzio, parla Draghi!
Obama canta le lodi all'Amico italiano. Gloria effimera quella di “super Mario”?
Fisco, panacea di tutti i mali. Una pratica venduta come fosse l'evento del secolo
Liberalizzazioni, tra confusione e mancanza di regole. L'alternativa a Monti non decolla e si adegua.
Dov'è lo “Stato garante” che tutela i percorsi anche in seno alla stessa "riforma" degli strumenti economici? A quale modello di sviluppo si intende guardare? C'è stata o esiste una discussione tra Governo e Forze politiche che hanno il dovere e l'obbligo di rappresentare la volontà dei Cittadini elettori? Non sembra proprio! Diciamo che risultano comunque maggiori gli aspetti negativi rispetto a quelli positivi, e che i negativi sono rappresentati dal fatto che è stata operata una scelta che salvaguarda solo una parte rispetto ad un'altra più consistente. Vogliamo quindi far passare come “eroe” il Professore, ex Rettore della Bocconi, solo per il fatto di non chiamarsi Silvio Berlusconi? Riprendiamo in mano la situazione e non facciamo paragoni né similitudini. Stiamo parlando di due personaggi che, ciascuno a suo modo, hanno portato e portano forti elementi di contraddizione e di negatività al paese stesso! Credo sia importante non cadere nell'assurdo paragone sopra citato. "B." era solo un pedina in confronto a questo politico camuffato da tecnico, e per di più alto rappresentante (anche se Lui stesso si difende contrattaccando e gridando di non esserlo) della grossa finanza mondiale. Inutile raccontare balle, ed altrettanto non credibile la sua assurda difesa. Conosciamo pure il ruolo di Monti a livello europeo che lo colloca come Responsabile Continentale di uno dei tre gruppi finanziari più forti del mondo; ed in carica per tutto l'anno 2012!. Ma ritorniamo a noi... La "lenzuolata" di liberalizzazioni avviene in una Italia senza regole. Il Premier ha presente questo? Regole che la stessa politica organizzata ha lasciato in balia di se stesse per non rischiare l'insuccesso alle prossime elezioni. Sarà meglio quindi che venga data un'occhiata a quello che sta accadendo tra i "fuggiaschi" che una volta rappresentavano la volontà dei Cittadini italiani. L'unico che sembra avere ancora barlumi di lucidità pare essere tal Nichi Vendola, governatore della Puglia e Presidente di SEL. Il buon Nichi ha rialzato la testa in occasione dell'Assemblea Nazionale del suo partito, tenutasi a Roma nei giorni scorsi. Le direttrici chiamate in causa dal presidente Vendola sono indubbiamente un elemento condivisibile e alternativo a quello che sta esprimendo il governo Monti; tuttavia restano molte perplessità. Vendola parla di "giustizia sociale", di beni comuni, e della costruzione di una sinistra di governo. I titoli dei giornali echeggiano delle sue strali verso un governo che non condivide. “Scarica il Premier” dice rivolto a Bersani; “acceleriamo la costruzione dell'alternativa a Monti”, ed altro ancora. Si può essere o non essere d'accordo sugli strumenti che in pratica rimarrebbero pur sempre gli stessi adoperati in questi ultimi anni dalle forze socialdemocratiche, e che a quanto si è visto, non hanno portato un contributo vincente contro il liberismo selvaggio delle destre al servizio del capitale; ma resta il fatto che la differenza (in positivo) è ancora molta, ed è certamente più attenta all'equilibrio sociale e ai bisogni del Cittadino. Lunga vita ai propositi Vendoliani quindi, ma non possiamo tacere su punti critici rappresentati dal solito tentennamento e dalla solita "benevolenza" verso un PD che dimostra giorno dopo giorno il suo appiattimento sull'operato del Professore dalla tripla targa (Goldman Sachs, Trilateral e Gruppo Bildemberg). Anzi, forse lo stesso PD è stato tra i maggiori sponsor dell'attuale Premier! La domanda è d'obbligo: che cosa si aspetta dunque il buon Vendola da Bersani e soci? Chiede di "scardinare il potere del capitalismo finanziario" ad un partito che plaude alle liberalizzazioni; a quello stesso Bersani che è stato tra i primi fautori, nonché propositore delle liberalizzazioni. Lo chiede a chi sta dando sponda al governo affinché sia messo in discussione lo stesso Art. 18! Ossessivamente la domanda si ripete: che cosa si aspetta da questo PD?? E' incredibile assistere ad una dinamica rappresentata da ottime intenzioni che svaniscono di fatto quando lo stesso Vendola afferma che "Non intendiamo rompere il filo rosso dell'alleanza (con il PD) per riaprire una prospettiva di governo al centrosinistra. Lo stesso Governatore della Puglia continua chiedendosi come ha fatto un esponente del PD (D’Alema?) ad affermare che "la nostra primavera è il governo Monti”. Per giunta rispondendosi che è inaccettabile, e che “significa avere un’idea approssimativa delle stagioni". L'eterna contraddizione verso l'ibrido oggetto rappresentato dall'acronimo PD, pure. I buoni propositi si fermano andando a cozzare contro un'incontrovertibile realtà. Vendola chiede e indica una ferma presa di posizione di un partito che ha le idee ormai chiare sul tipo di percorso che vuole intraprendere, o forse sarebbe meglio dire, "che ha già intrapreso"! Si riapre una convergenza con l'altra forza attualmente in "regime di separazione" con il partito di Bersani, l'IDV. Un po' poco di questi tempi! La corsa verso il rafforzamento di quel Centro che tanto ricorda la vecchia "balena bianca" è ormai diventata più di una fantasia. Continua la miope visione di un “vuoto a sinistra” del PD, che non si intende coprire. Il mito costituito dal fatto che vince solo chi guadagna il centro (in tutti i sensi) perdura. E diciamocela tutta, in questa nostra Italia, la presenza e l'influenza dello Stato nello Stato è ancora il sogno più ambito per chi vuole solo vincere e conquistare il potere.
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Monti al Parlamento indica la cura per il miracolo italiano. Gli effetti collaterali saranno ancora più devastanti!
In realtà questa è una visione politica, sociale che Monti, passando per "tecnico" distribuisce al paese. Errori, illegalità, comportamenti amorali, fallimento di modelli economico-sociali, non hanno avuto senso né significato per questo governo. I meno abbienti si impoveriranno ancora di più permettendo ai ricchi di mantenersi su livelli decorosi di... agiatezza! Si parla solo di capitale e ruolo dei privati, e pochissimo di funzione pubblica. In momenti come questi, in altre epoche, il "ricco" veniva messo in discussione. Oggi è un tabù! Non siamo venuti dai monti con la piena, e questo il presidente del Consiglio dovrà capirlo. Si sta suonando una musica letta da uno spartito ben preciso; note che provengono da potentati economici dei gruppi finanziari più forti del mondo. Non è demagogia ma pura e semplice verità. Se così non è, sia lo stesso Monti a chiamarsi fuori dalla Goldman Sachs, dal Gruppo Bilderberg e dalla Trilaterale!! Smentisca che è fuori da questi "organismi" che controllano la vita di milioni di persone quasi fossero marionette! Il lettore ci perdonerà lo sfogo; del resto se può piangere un Ministro come la Sig.ra Fornero possiamo mostrarci avviliti (e INDIGNATI) pure noi.
Alle 16 di questo pomeriggio il governo si presenterà in Parlamento di fronte alle forze politiche. Che cosa accadrà? Ci saranno mozioni alternative, correttive o propositrici? Avveniristico pensarlo. Impossibile supporre qualcosa di diverso dall'olio di ricino che Monti somministrerà al Cittadino italiano, colpendolo al cuore, intervenendo sulle PENSIONI senza prima aver almeno tentato di colpire bersagli più "idonei"! Le guerre devono sopravvivere e con esse le spese militari. Il Cittadino capirà, passando probabilmente un Natale apparentemente non diverso dagli ultimi; ma la vita di ognuno di Noi cambierà, e non poco, dall'inizio del prossimo anno. Ancora una volta ripetiamo quello che può sembrare un ritornello: l'equità di Monti si evidenzia nel mantenere i privilegi a chi gli ha sempre avuti e aumentando le difficoltà a chi ha vissuto finora nella speranza di un capovolgimento della situazione. La commedia va avanti, ma sempre di "dramma" si tratta.
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Alle 16 di questo pomeriggio il governo si presenterà in Parlamento di fronte alle forze politiche. Che cosa accadrà? Ci saranno mozioni alternative, correttive o propositrici? Avveniristico pensarlo. Impossibile supporre qualcosa di diverso dall'olio di ricino che Monti somministrerà al Cittadino italiano, colpendolo al cuore, intervenendo sulle PENSIONI senza prima aver almeno tentato di colpire bersagli più "idonei"! Le guerre devono sopravvivere e con esse le spese militari. Il Cittadino capirà, passando probabilmente un Natale apparentemente non diverso dagli ultimi; ma la vita di ognuno di Noi cambierà, e non poco, dall'inizio del prossimo anno. Ancora una volta ripetiamo quello che può sembrare un ritornello: l'equità di Monti si evidenzia nel mantenere i privilegi a chi gli ha sempre avuti e aumentando le difficoltà a chi ha vissuto finora nella speranza di un capovolgimento della situazione. La commedia va avanti, ma sempre di "dramma" si tratta.
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La punta dell’iceberg è emersa. Affiora la grande paura di un vuoto da riempire con “larghe” intese!
Non si può non essere d'accordo (Angeletti, ndr) con chi ha detto durante la trasmissione Porta a Porta, che la parola deve ora passare al Popolo. Un governo di garanzie?? Ma di quali garanzie si parla? Forse di qualcosa che favorisca ancora inciuci e accordicchi che permettano da una parte l'applicazione del diktat europeo e dall'altra l'autoconservazione della casta?? No Signori! Il Popolo italiano è stanco sia dell'una che dell'altra. Sono tre le domande che continuano ad angosciare: 1) Chi ha generato quello che chiamano debito pubblico?? (non certo il Cittadino e neppure i lavoratori!) 2) Quale ruolo ha la Bce per imporre metodi di risoluzione e percorsi interni ai paesi dell'Unione Europea?? 3) Perché non lasciamo che sia il Cittadino-Elettore a decidere quali potrebbero essere gli strumenti da mettere in campo per una corretta gestione del futuro?? L'ennesimo suicidio si sta per compiere. Si pretenderebbe che Pdl e Pd governassero assieme, con la partecipazione di Terzo Polo e Forze sociali. Si vorrebbe forse trasformare la Repubblica Italiana in un agglomerato anarchico dove la coperta verrebbe tirata da più parti finendo per cercare la quadratura del cerchio sulla sopravvivenza di una classe dirigente che ha dimostrato una netta e insindacabile insufficienza?? Staccare la spina a questo governo è sicuramente la priorità doverosa quanto irrinunciabile, ma pensare che le forze politiche che l'hanno sostenuto e foraggiato possano ancora partecipare al "massacro", ci sembrerebbe davvero l'ennesima beffa per il Popolo italiano.
In God We trust.
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In God We trust.
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Prova di forza sulle pensioni. La Lega nel mirino, ma in realtà sono in molti a fare il gioco di Berlusconi!
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Berlusconi bocciato dall’Europa va all’attacco delle pensioni. Ancora una volta si mette le mani nelle tasche degli italiani!
Emblematica, assurda quanto ridicola l'uscita di Giorgia Meloni che parla del futuro dei giovani credendo addirittura di essere De Amicis: "Credo che non sia affatto assurdo chiedere un piccolo sforzo in più ai padri per il bene dei propri figli. Rimandare di qualche anno l'abbandono del posto di lavoro non è chiedere troppo, se si tratta di garantire l'accesso a un futuro dignitoso per tanti giovani". E fu' così che il tema previdenziale tornò di estrema attualità. E' chiaro il sintomo dell'incapacità di proporre qualcosa di alternativo, e se si tratta di metter le mani in tasca a qualcuno, bè, allora la strada è quella di metterle in quelle più accessibili: le tasche dei lavoratori!
Alle 18 di questo pomeriggio si riunirà il CdM straordinario dove già si preannunciano momenti di estrema tensione. La Lega sembra non recedere dalla volontà di difendere l'attuale sistema previdenziale; ma sarà solo per giustizia sociale o per ottenere qualcosa in cambio? Il prezzo si farebbe sempre più alto e lo spettro di elezioni anticipate sempre più vicino. La voce più autorevole della Lega, rappresentata in questo momento dal ministro Maroni, gela comunque il decisionismo (o l'irritazione per la misera figura subìta pubblicamente per opera di Merkel e Sarkozy...) del Premier italiano. Pur lasciando lo spiraglio aperto per ascoltare il dettaglio delle proposte di questa sera, il ministro dell'Interno afferma con decisione che "La nostra posizione è molto chiara sulla riforma delle pensioni: abbiamo già dato, i pensionati hanno già dato". La reazione delle Organizzazioni sindacali non si fa attendere. La Fiom, attraverso il suo Responsabile auto Enzo Masini, non ha dubbi e accoglie con estremo interesse la partecipata posizione della Lega, tanto da lasciare dichiarazioni ben precise ad un'apertura significativa: "Se qualcun altro si sveglia ben venga", commentando le dichiarazioni della leader del sindacato padano, Rosy Mauro, che senza mezzi termini ha minacciato di scendere in piazza contro la manovra. La Fiom, continua Masini, non si tirerà assolutamente indietro e con "l'intera Cgil darà continuità all’iniziativa", sottolineando come la proposta lanciata da Rosy Mauro "dimostra le difficoltà della Lega a stare in questo governo, che gli crea problemi anche con l’elettorato del nord". A volte ci chiediamo come può essere accaduto che tra tante contraddizioni, il governo Berlusconi abbia potuto durare così a lungo; bè, la risposta non è poi così difficile quando in un paese come il Nostro latita la stessa opposizione, tanto che, in momenti come questo, la stessa Lega assume le vesti della "parte critica" di turno. Ed ecco la dolente nota e ci viene niente meno che dal vice segretario del Pd Enrico Letta, il quale, pur ricorrendo ad alchimie aggiuntive, esprime tuttavia il suo parere favorevole: "Va fatto, come in tutta Europa. E con le risorse ottenute da investire nel welfare, bisogna risolvere il problema dei giovani, sia in termini di incentivi occupazionali che di pensioni per il loro futuro".
La situazione politica odierna è veramente da neurodeliri, tanto che ben si comprende quali siano le ragioni per le quali Berlusconi sia ancora in sella ad un governo "zoppo". Terzo polo possibilista, con una parte (Fli) che accetterebbe a patto che subito dopo il Premier salga al Colle dando le dimissioni; l'opposizione di centro-sinistra che balbettando continua a contarsi e scopre (ma non può davvero essere questa la novità, semmai la coerenza!) che Sel rigetta "la proposta pensioni" gridando il proprio ultimatum attraverso Massimiliano Smeriglio, responsabile economia e lavoro, ed invitando energicamente ad "adottare misure serie come la patrimoniale, la tassazione delle grandi rendite finanziarie e a ripensare radicalmente alla distribuzione del carico fiscale verso l’alto". Insomma, la sinistra è ancora lontana dalla costruzione di un'alternativa, così come nessuno degli altri partiti non allineati con Berlusconi, vuole fare il passo più lungo della gamba. Intanto il duo Merkel-Sarkozy marcia come un Caterpillar; ma il problema che più dovrebbe starci a cuore non è tanto quello della posizione dei due eminenti "vicini di casa" europei, quanto gli interessi del popolo Italiano e principalmente degli stessi lavoratori. Qualunque sia, comunque, il tipo di risposta che uscirà fuori dal CdM straordinario di questa sera, la politica italiana dimostra ancora una volta tutta la sua incorreggibile inconsistenza; o forse un distacco sorprendente da quelle che sono veramente le grosse problematiche della Gente. Berlusconi a parte, of course.
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“Indignati”: colpevoli o colpiti? Il brutto risveglio di chi ha dimenticato la realtà nella quale viviamo.
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La politica latita, Confindustria all’attacco del governo Berlusconi ormai in crisi conclamata
Spunta la lettera della Bce, ma la sostanza di una politica fallimentare non cambia.
Prodi “parla” all’Europa con proposte credibili e dignitose. Il gioco si riapre inaspettatamente
L’Italia in fase di liquidazione. Il timone misteriosamente trasferito nelle mani della Bce. (sottotitolo: Berlusconi vai a casa!)
Obama fa i conti e prepara il ritiro dall’Afghanistan.
Ormai è certo, l'America si sta preparando al ritiro sia pur graduale dall'impegno bellico in Afghanistan. Si attendono solo i numeri attraverso i quali Obama indicherà, questa sera in una conferenza prevista per le ore 20 (ore 2 di notte circa in Italia, ndr ) le modalità del ritiro delle truppe Statunitensi.
Possiamo ipotizzare mille congetture e scomodare chiunque ma ciò che riporta il New York Times è indiscutibile, le guerre costano, specialmente se non portano guadagno.
Obama si sta preparando per il secondo mandato e le cifre non giocano a suo favore. Il tasso di disoccupazione degli States rimane elevato, oltre il 9 per cento, e gli altri dati sulla sua gestione "dell'economia domestica" non sono confortanti.
Possiamo ipotizzare mille congetture e scomodare chiunque ma ciò che riporta il New York Times è indiscutibile, le guerre costano, specialmente se non portano guadagno.
Obama si sta preparando per il secondo mandato e le cifre non giocano a suo favore. Il tasso di disoccupazione degli States rimane elevato, oltre il 9 per cento, e gli altri dati sulla sua gestione "dell'economia domestica" non sono confortanti.
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