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Quando la realtà conta più degli “annunci”

berlusconi_riflessioneBerlusconi conquista ancora una volta la pole position nelle prime pagine dei quotidiani. La cronaca, almeno per quanto ci riguarda, potrebbe (e dovrebbe) finire qui. E' vero che si parla volente o nolente, dell'uomo che per diciotto anni ha monopolizzato la scena politica italiana, così come altrettanto innegabile è il fatto che non si può dimenticare quello ha significato e comportato. Tuttavia, le considerazioni che soprattutto a livello politico dovrebbero essere fatte, sono ben altre.

“Effetto Renzi”: dopo Berlusconi è sconsigliabile sottovalutare qualcuno. Meglio però riflettere sul contenuto!

Il l sindaco di Firenze Matteo Renzi  prima dell'inizio della  convention dei rottamatori 'Big Bang' che si e'  aperta  stasera alla stazione  Leopolda di Firenze.   oggi 28  Ottobre 2011    ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI Dispiace dirlo, ma Berlusconi ha ormai fatto scuola a tutti. L'allievo più in voga del momento è tal Matteo Renzi, sindaco di Firenze, collocazione politica Pd. Bastano queste scarne parole per definire l'anchorman del momento? Assolutamente no. Bisognerebbe ripercorrere anni di storia politica italiana per capire l'origine del "personaggio Renzi". Sono d'accordo con chi afferma che "non si può liquidare come un pallone gonfiato", ma bensì come il prodotto finale dello sfaldamento di un partito storico come il PCI, dei suoi cambiamenti attraverso le varie sigle fino all'attuale PD, delle sue contraddizioni, di tutto ciò che sta accompagnando una sorta di "liberismo democratico" che vuole fare piazza pulita della vecchia classe dirigente per prenderne il posto e appropriarsi degli stessi benefici, oltretutto attraverso le stesse furbizie! Figlio "adottivo", seppur proveniente da sponda diversa, di quel Veltroni che già da tempo ha messo in soffitta il termine sinistra consegnando l'Italia a Berlusconi senza colpo ferire. Il sindaco di Firenze è ovviamente la classica "faccia tosta" che sa cogliere il momento propizio per trovare il pertugio; uno spazio temporale in cui sta avvenendo l'implosione di un PD che è ormai presente a livello amministrativo ma altrettanto assente e privo di idee (nonché svuotato di persone e contenuti) in quello politico. L'analisi che andrebbe fatta non dovrebbe riguardare la persona Renzi, quanto ripetiamo, la storia di questo partito. Si sta strumentalizzando come sempre termini e parole in modo che possano poi tornare utili, magari ad uso e consumo di qualcuno. Fin dalla notte dei tempi si agita la bandiera dell'avanti "giovani" al fine di usarli come "utili idioti". Questa volta il buon Matteo da Firenze ha pensato bene di usare a suo vantaggio una medicina che può consentirgli di ripagare i "soliti marpioni" che finora gli sono stati vicino e gli hanno addirittura consentito di aprirsi un percorso che altrimenti sarebbe stato ben difficile da individuare da solo. In realtà siamo fermi alle solite metodiche. Si spera nel Messia tralasciando quella che dovrebbe invece essere l'aspetto prioritario che non può non essere rappresentato dalla proposta politica. Bene, se quindi riusciamo a fermarci su questa affermare che ci cadono le braccia e qualcos'altro non è assolutamente fuori luogo! Non ci sembra di aver sentito Renzi parlare di quel "lavoro che non c'è, ma di flessibilità" per quel poco che esiste; non abbiamo ascoltato il sindaco fiorentino opporsi alla libertà di licenziamento che vorrebbe mandare in esilio l'Art.18, così come invece abbiamo notato la sua inclinazione (o vocazione?) a sviluppare la politica delle "liberalizzazioni" che finora non sembrano aver sortito efficaci risultati! Questo dovrebbe dunque rappresentare il "nuovo"?? Non è importante né ci deve interessare schierarci a favore di questo o quello, quanto semmai puntualizzare il fatto che la parola giovane ci piace quando è accompagnata da competenza, volontà e onestà d'intenti. Cosa vuol dire "riformare la politica e le istituzioni"? Così genericamente poco o nulla. "Far quadrare i conti per rilanciare la crescita"? Ci chiediamo in che modo, visto che anche Draghi e Trichet vogliono la stessa cosa! Non abbiamo riscontrato tracce di un'analisi attenta sulla dissoluzione in atto di un sistema socio-economico ormai al capolinea, che necessita di un'alternativa che ponga fine ad un sistema capitalistico che un micidiale liberismo selvaggio sta portando verso una fine ancora più veloce. Parlare genericamente di argomenti che bene o male in molti trattano, non basta a qualificare un politico o un'aspirante leader! Sono le proposte attuative che se portate in dote potrebbero fare la differenza. Sinceramente non ci interessa valutare se Bersani possa esser meglio di Renzi o magari di Zingarelli o altri... La trappola in cui non dobbiamo cadere è quella di restare abbagliati dall'abilità comunicativa di chi gioca molto su quelle caratteristiche che fanno "audience". Rendiamo atto a Renzi di aver scelto bene il tempo, anche perché favorito dalla consapevolezza di trovarsi in un partito che già dai tempi di Fassiniana memoria gridava ai quattro venti il celebre slogan "cambiare per non morire"! Ma è sufficiente tutto questo? Per chi crede fermamente che il "nuovo" sia rappresentato dalle idee e dai metodi attraverso i quali si riesce a metterle in campo in modo da disegnare il profilo globale della Società che vogliamo, la risposta a questa domanda non può che essere negativa. Con altrettanto dispiacere siamo dell'opinione che sotto i riflettori si rifletta poco e male. Nella spettacolare "convention" del sindaco di Firenze non ci sembra sinceramente di aver notato né sorprese degne di nota né grosse novità. Ad aggravare la questione c'è il fatto che non abbiamo notato neppure molte differenze tra chi ormai ci tedia da anni attraverso inciuci e mezzucci. Il "nuovo"? Proviamo a cercarlo attraverso la partecipazione attiva delle Persone; il resto ha solo il sapore di una minestra riscaldata.

Mentre il gioco ristagna a centrocampo, Berlusconi se la ride e va avanti.

Terzo polo Hanno provato a fermarli con i numeri, supportati dalla "ragione" ma senza esito. I motivi per i quali questa manovra è ritenuta dall'opposizione come inutile e dannosa sono stati più volte dibattuti ed elencati. Ed ecco che l'opposizione parlamentare ci riprova. Desta solo preoccupazione l'indecisione, il tatticismo che mira soltanto a valutare se e come la "torta politica" possa essere spartita in caso (improbabile) di nuove elezioni.

Il costo della libertà

La coalizione del gran capo Berlusconi è ormai a pezzi. Non è un grido di vittoria, non può esserlo se guardiamo alla situazione più in generale ed a come si è evoluta... Siamo arrivati ad un progressivo sgretolamento con il centrodestra che ogni volta cercava di chiudere prepotentemente una falla con provvedimenti sempre al limite della Costituzionalità; ne è prova il decreto sul quale Napolitano ha posto il veto.
Il Cavaliere è logoro; in molti lo stanno abbandonando e, fatto più pericoloso, sta saltando l'obbiettivo principale della Lega, il Federalismo.
Proprio per questo il Presidente della Repubblica ha ritenuto di salvaguardare la nazione da una potenziale reazione del Popolo italiano stanco di subire imposizioni a colpi di decreti. Il pericolo di una spaccatura sociale che avrebbe potuto portare a gravissime conseguenze per la sicurezza stessa dell'intero paese lo ha motivato ad opporsi al provvedimento emanato dal Consiglio dei Ministri all'indomani del pareggio in commissione riforme dove il Federalismo proposto da questa destra si è arenato. Dire cosa accadrà ora, è impresa assai difficile; la sola cosa che rimane certa è il livello di preoccupazione e di incertezza su quella che potrebbe essere la reazione di una Lega che per il "suo" Federalismo sarebbe disposta a tutto.  Mi auguro che questo non porti all'ennesimo "inciucio" con qualche partito “moderato”, che potrebbe questa volta sentirsi giustificato dalla volontà di mandare a casa Berlusconi. Ripeto ancora una volta che il Premier non è più indispensabile; il “mostro” da lui stesso creato  ora non ha più bisogno di Lui, può marciare da solo.  Ecco che l'attenzione può solo convergere sulle modalità di una sua "resa"…  Fini starebbe in un ampio fronte democratico al fine di cacciarlo? Sicuramente sì, e lo dimostrano le recenti affermazioni sull'impossibilità di fare riforme con il suo ex “amico”...