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Quando la realtà conta più degli “annunci”
Lacrime padane. Roma, accogliente per anni, ritorna ad essere “ladrona”!
Fa sorridere il pianto di un uomo che ha le stesse colpe di quel Berlusconi che ha tenuto politicamente in vita fino all'ultimo secondo, e per anni! Oggi piangere è diventata una moda. Ma gli italiani, saccheggiati, impoveriti, offesi e privati di molte opportunità, cosa dovrebbero fare? Le agenzie ci raccontano dell'emozione di una "platea" che non ha retto alle lacrime del "capo". Il capo?? Non ci deve interessare oggi quelli che sono fatti da provare. Lo abbiamo scritto più volte che la colpa deve essere accertata e provata. Ma non passiamo sopra ad un atteggiamento che ha dell'incredibile. Non ci interessa se lo stesso "capo" ha probabilmente preso in giro i suoi stessi "soldati", quanto ciò che quest'uomo ha fatto politicamente contraddicendo quei principi che demagogicamente andava sbandierando. Ed oggi abbiamo la riprova che si trattava di pura e semplice demagogia, rozza e pericolosa! Proviamo poca comprensione verso chi è stato complice di un malgoverno durato per anni. Tra le sue fila sono state partorite idee tramutate in leggi barbare, assurde, tanto da venir definite dai suoi stessi collaboratori (Calderoli se ci sei batti un colpo!) addirittura con termini quali "porcate".
Bene, è giunta quindi l'ora in cui anche il "capo" debba pensare a diventare adulto. Le lacrime siano messe da parte e sia fatta chiarezza su qualcosa che forse potrebbe portarci a capire meglio i meccanismi attraverso i quali, il Popolo italiano, (e non uno sedicente spicchio di Territorio neo ribattezzato), ha potuto subire di tutto e di più.
Monti sponsor di se stesso, lancia un monito ai partiti ma “santifica” Berlusconi!
Su quali basi poggiano queste riflessioni non è dato saperlo. Evidentemente Monti non vede, non sente e se c'era dormiva! Da mesi non passa giorno in cui non ci sia una protesta, uno sciopero, una dimostrazione; le trattative con le parti sociali e le Forze politiche sono sempre altalenanti e trovano ampio sconcerto tra i Cittadini che sono stanchi di essere trattati come le ultime ruote del carro. L'Italia di Monti sta diventando sempre di più un paese a due velocità con un divario tra ricchezza e povertà che ha ampliato la sua forbice. Si parla solo di tasse e tagli, che oltretutto colpiscono prevalentemente i lavoratori dipendenti. Si è voluto, inspiegabilmente, rinunciare all'applicazione di una patrimoniale sui "mega redditi"; si parla solo ed esclusivamente della fase in uscita dal mondo del lavoro come se questa fosse la soluzione che crea nuove prospettive!? Ma di quale consenso sta parlando quest'Uomo?? Addirittura ripesca e rivaluta l'uomo politico che negli ultimi anni ha devastato l'Italia facendola diventare lo zimbello d'Europa. Il riferimento di Monti alla "saggezza" di un leader come Silvio Berlusconi, definito come l'uomo al quale si dovrebbe riconoscenza per essersi dimesso "senza essere stato battuto in Parlamento" ha veramente qualcosa di incredibile.
Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla collocazione politica di questo "Tecnico" intriso di valori candidi e circoscritti solo ai numeri, è servito! Le conclusioni di queste incredibili dichiarazioni fanno riferimento alla speranza che "Questo sia un anno di trasformazione per Italia, non solo per rimediare alle cause della crisi, ma per consolidare la situazione finanziaria e per porre le basi di una crescita più forte".
Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla collocazione politica di questo "Tecnico" intriso di valori candidi e circoscritti solo ai numeri, è servito! Le conclusioni di queste incredibili dichiarazioni fanno riferimento alla speranza che "Questo sia un anno di trasformazione per Italia, non solo per rimediare alle cause della crisi, ma per consolidare la situazione finanziaria e per porre le basi di una crescita più forte".
Ricapitolando: monito ai partiti, accusa alle precedenti gestioni politiche, santificazione del passato governo Berlusconi! La contraddizione è oltretutto evidente: Monti critica i partiti che hanno "lavorato" in questi ultimi anni e poi elogia il Cavaliere. Ci chiediamo se queste note rilasciate dal Premier alla stampa verranno lette anche in casa PD. Ci chiediamo ancora, se il marchio politico indelebile che queste dichiarazioni portano con sé, verrà preso in considerazione dal maggior partito della sinistra presente in Parlamento! Ci chiediamo infine (e tremiamo al solo pensiero!) che cosa avverrà quando gli Eletti dovranno alzare la mano per votare questa scellerata riforma del lavoro proposta dallo stesso governo Monti. Se la politica onesta vuole recuperare credibilità non può votare a favore di una proposta che ripercorre palesemente il solco in cui sguazzava il precedente governo Berlusconi. Non è solo un semplice augurio, quanto una vera e propria speranza! Se non ci sarà una vera presa di coscienza su quella che si presenta come una situazione drammatica, l'Italia dei lavoratori e di chi crede nel lavoro come valore e fonte di vita, svanirà come neve al sole. La perdita dei diritti acquisiti in decenni di lotte infliggerebbe un colpo letale alla società italiana e non produrrebbe alcun tipo di prospettiva futura. In silenzio Berlusconi se la ride. Spavaldamente Monti e la Fornero sguainano la spada pronta a brandirla contro chi si opporrà ai loro voleri.
La voce di Bossi tuona contro il governo. Al teatrino della politica va in scena la stessa rappresentazione!
Monti al lavoro, mentre Berlusconi non si da per vinto e pensa al futuro. Nuovo partito all’orizzonte?
Il solito Berlusconi. La maggioranza è senza numeri, perché non lascia il passo?
Berlusconi si dimette? Questione spinosa, futuro dubbioso. E la nave Italia intanto affonda!
Il Pd si conta in piazza. Se questa è l’alternativa non ci resta che piangere.
La realtà è lo specchio della verità, sempre e comunque. Il Pd si è ritrovato ieri a Roma in una piazza San Giovanni scontatamente affollata. Sarebbe stato sorprendente se un partito tra i pochi a poter contare su una macchina organizzativa professionale e oltretutto supportata da mezzi economici "adeguati" non fosse riuscito nell'impresa non certo titanica. Sembrava quasi una sorta di seconda kermesse dopo quella del giovan virgulto Matteo Renzi da Firenze. Niente di eclatante né di nuovo.
Tragicommedia all’italiana. Le pensioni non si toccano, o forse qualcosa sì. Per la giornata di oggi è tutto!
Prova di forza sulle pensioni. La Lega nel mirino, ma in realtà sono in molti a fare il gioco di Berlusconi!
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
Berlusconi bocciato dall’Europa va all’attacco delle pensioni. Ancora una volta si mette le mani nelle tasche degli italiani!
Emblematica, assurda quanto ridicola l'uscita di Giorgia Meloni che parla del futuro dei giovani credendo addirittura di essere De Amicis: "Credo che non sia affatto assurdo chiedere un piccolo sforzo in più ai padri per il bene dei propri figli. Rimandare di qualche anno l'abbandono del posto di lavoro non è chiedere troppo, se si tratta di garantire l'accesso a un futuro dignitoso per tanti giovani". E fu' così che il tema previdenziale tornò di estrema attualità. E' chiaro il sintomo dell'incapacità di proporre qualcosa di alternativo, e se si tratta di metter le mani in tasca a qualcuno, bè, allora la strada è quella di metterle in quelle più accessibili: le tasche dei lavoratori!
Alle 18 di questo pomeriggio si riunirà il CdM straordinario dove già si preannunciano momenti di estrema tensione. La Lega sembra non recedere dalla volontà di difendere l'attuale sistema previdenziale; ma sarà solo per giustizia sociale o per ottenere qualcosa in cambio? Il prezzo si farebbe sempre più alto e lo spettro di elezioni anticipate sempre più vicino. La voce più autorevole della Lega, rappresentata in questo momento dal ministro Maroni, gela comunque il decisionismo (o l'irritazione per la misera figura subìta pubblicamente per opera di Merkel e Sarkozy...) del Premier italiano. Pur lasciando lo spiraglio aperto per ascoltare il dettaglio delle proposte di questa sera, il ministro dell'Interno afferma con decisione che "La nostra posizione è molto chiara sulla riforma delle pensioni: abbiamo già dato, i pensionati hanno già dato". La reazione delle Organizzazioni sindacali non si fa attendere. La Fiom, attraverso il suo Responsabile auto Enzo Masini, non ha dubbi e accoglie con estremo interesse la partecipata posizione della Lega, tanto da lasciare dichiarazioni ben precise ad un'apertura significativa: "Se qualcun altro si sveglia ben venga", commentando le dichiarazioni della leader del sindacato padano, Rosy Mauro, che senza mezzi termini ha minacciato di scendere in piazza contro la manovra. La Fiom, continua Masini, non si tirerà assolutamente indietro e con "l'intera Cgil darà continuità all’iniziativa", sottolineando come la proposta lanciata da Rosy Mauro "dimostra le difficoltà della Lega a stare in questo governo, che gli crea problemi anche con l’elettorato del nord". A volte ci chiediamo come può essere accaduto che tra tante contraddizioni, il governo Berlusconi abbia potuto durare così a lungo; bè, la risposta non è poi così difficile quando in un paese come il Nostro latita la stessa opposizione, tanto che, in momenti come questo, la stessa Lega assume le vesti della "parte critica" di turno. Ed ecco la dolente nota e ci viene niente meno che dal vice segretario del Pd Enrico Letta, il quale, pur ricorrendo ad alchimie aggiuntive, esprime tuttavia il suo parere favorevole: "Va fatto, come in tutta Europa. E con le risorse ottenute da investire nel welfare, bisogna risolvere il problema dei giovani, sia in termini di incentivi occupazionali che di pensioni per il loro futuro".
La situazione politica odierna è veramente da neurodeliri, tanto che ben si comprende quali siano le ragioni per le quali Berlusconi sia ancora in sella ad un governo "zoppo". Terzo polo possibilista, con una parte (Fli) che accetterebbe a patto che subito dopo il Premier salga al Colle dando le dimissioni; l'opposizione di centro-sinistra che balbettando continua a contarsi e scopre (ma non può davvero essere questa la novità, semmai la coerenza!) che Sel rigetta "la proposta pensioni" gridando il proprio ultimatum attraverso Massimiliano Smeriglio, responsabile economia e lavoro, ed invitando energicamente ad "adottare misure serie come la patrimoniale, la tassazione delle grandi rendite finanziarie e a ripensare radicalmente alla distribuzione del carico fiscale verso l’alto". Insomma, la sinistra è ancora lontana dalla costruzione di un'alternativa, così come nessuno degli altri partiti non allineati con Berlusconi, vuole fare il passo più lungo della gamba. Intanto il duo Merkel-Sarkozy marcia come un Caterpillar; ma il problema che più dovrebbe starci a cuore non è tanto quello della posizione dei due eminenti "vicini di casa" europei, quanto gli interessi del popolo Italiano e principalmente degli stessi lavoratori. Qualunque sia, comunque, il tipo di risposta che uscirà fuori dal CdM straordinario di questa sera, la politica italiana dimostra ancora una volta tutta la sua incorreggibile inconsistenza; o forse un distacco sorprendente da quelle che sono veramente le grosse problematiche della Gente. Berlusconi a parte, of course.
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
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La Politica da i numeri e Berlusconi incassa la fiducia. Ma è ancora quella degli Italiani?
Non è questo che doveva esser fatto. Gli italiani sono stati presi in giro per ben due volte, una dal governo che nega i suoi misfatti e va avanti, e l'altra da un'opposizione che tenta vie impercorribili. Ridicolo! Giocare sui numeri, aspettare il numero legale, sperare nella defezione di qualcuno. Berlusconi viene ancora una volta sottovalutato. Era impensabile che il Premier non avesse "pensato" per tempo a costruire o verificare il numero delle sue forze in campo. E così è stato. La sola via, lo avevamo già scritto ieri, era (e sarebbe ancora) quella Istituzionale, attraverso l'intervento del presidente della Repubblica. Abbiamo anche motivato le nostre perplessità su quello che sarebbe stato (e sarebbe) un passo "non gradito" da parte del maggior partito dell'opposizione.
Rimaniamo così avvolti da pensieri onirici; altri sacrifici, altra incertezza, ancora contraddizioni e sofferenze per il Cittadino italiano. Con 316 voti la nave corsara tiene la barra a dritta. C'è aria preoccupante in giro per il Paese; domani gli Indignati italiani manifesteranno a Roma. Non è fuori luogo sperare che non avvengano disordini, e lo sottolineiamo ancora una volta per esorcizzare questa possibilità. La violenza non dovrà prevalere, sia usata per protestare che in risposta a qualcosa di provocato. Non possiamo però nascondere le ragioni che questa folla umana in viaggio per la Capitale porta con sé. Le loro sono grida disperate, arrabbiate, e chiedono l'applicazione di una giustizia sociale. Credono e invocano un mondo possibile, non facendo neppure mistero sul percorso alternativo che non si riscontra certamente nei provvedimenti presi dal governo sulla crisi. E' l'Italia di chi non vuole pagare un debito, definito pubblico, ma in realtà generato dal fallimento di un sistema socio-economico aggravato da una gestione Amministrativa sulla quale viene doverosamente sospeso il giudizio. Sono Cittadini stanchi di pagare sempre e per qualsiasi cosa. Anche domani si conteranno i numeri; ed anche se non ci troveremo nell'emiciclo Parlamentare, saranno numeri che potrebbero pesare.
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
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Tra i banchi vuoti di Montecitorio regna l’indignazione. La farsa continua!
Governo battuto sul bilancio dello Stato. L’Italia ancora più “indignata” si rivolge a Napolitano
Acque agitate nella Lega. Se Berlusconi piange, neppure Bossi ride!
Niente di nuovo sul “fronte” italiano. Ma gli “indignati” si preparano!
Se questo cade la Lega scompare risucchiata nel vortice di contraddizioni e danni che hanno accompagnato e continuano ad accompagnare l'azione governativa. Questa volta sarebbero gli stessi ceti meno abbienti sui quali aveva fatto presa togliendo voti e consensi persino alla sinistra, a chiedergli spiegazioni alle quali non avrebbe risposta da dare. Il populismo gridato è ormai alla fine ed allora meglio rimanere in plancia di comando più che si può! Il referendum per l'abrogazione della legge elettorale in vigore ha già raggiunto un numero considerevole di firme e tutto lascia da pensare che sarà la prossima scadenza alla quale saranno chiamati ad esprimersi i Cittadini italiani. Ecco spiegato l'annunciato quanto lento dispiegamento di forze di un Pd che sembra quasi non aver fretta. Il maggior partito dell'opposizione pensa a ritrovarsi in un appuntamento seminariale sulla Socialdemocrazia quando ogni giorno il nostro governo, soprattutto grazie a Berlusconi ed al suo principale socio & alleato che lancia strali dalla “sua” Padania, offrono spunti e materiale per un lavoro che non lascia dubbi alla strategia politica che dovrebbe esser portata avanti. Non esistono più regole tanto che lo stesso Berlusconi si permette pure di affermare che si trova in uno Stato di polizia! Di quale stato parli non è dato sapere, Lui che ne dovrebbe invece rispondere per primo in qualità di Presidente del Consiglio. Il dito medio di Bossi, un Ministro della stessa Repubblica (Brunetta) tranquillamente etichettato come "pirla", il Premier che se ne frega della magistratura e non si presenta ai processi né tanto meno si mette a disposizione degli Organismi deputati alle indagini, colpi di decreti dai contorni sorprendenti e allucinanti (futura e probabile abolizione dei certificati antimafia) altro ormai non sono che note di cronaca. In questa cornice depressiva, somigliante ad una fase distimica tendente al netto ribasso, l'opposizione pensa a studiare?!
Malgrado questo c'è anche un'Italia che non si arrende; è l'Italia dello stato di diritto, del Cittadino che sta organizzando la propria "indignazione" che sfocerà nella più che probabile manifestazione di piazza del 15 ottobre a Roma. Gli indignati crescono, sono sempre più numerosi, scoprono di avere troppe cose in comune e altrettante da rivendicare. Sono i tanti Cittadini precari, disoccupati, sfruttati, dilaniati dai provvedimenti che alla fine colpiscono sempre loro tanto da spingerli, sulla spinta del movimento che ha preso origine in Spagna, a "indignarsi" apertamente anche nel Nostro paese. La situazione non è delle più incoraggiati; non si può essere entusiasti, neppure quando si assiste alla costruzione di una protesta ampia e diffusa: è il chiaro segno della disperazione che si respira, della delusione, scontentezza, delle nubi che avvolgono il futuro di milioni di Persone. Forse anche Berlusconi e Bossi non sono altro che la punta di un iceberg che indica quanto siano gravi le condizioni cliniche di un sistema sociale ed economico che ha mostrato tutti i suoi limiti tanto da spingerci alla diagnosi di malattia in fase terminale.
Il garantismo resti sovrano ma qualcuno fermi il declino impietoso di un uomo che vuole persino sfidare la storia.
Intercettazioni: è di nuovo bufera su Berlusconi. Ancora una volta rinviato a giudizio!
La solita favola del perseguitato: Berlusconi a Bruxelles per difendere l’Italia dalla sinistra
Tagli allo stato sociale: è scontro bipartisan. Parti sociali e opposizione pronta a dare battaglia (fuori e dentro il Parlamento)
Non siamo quindi in presenza di stati allucinatori ma di una rabbia diffusa che esce dai confini del transatlantico di Montecitorio e della quale si fa interprete lo stesso Paolo Ferrero, segretario del Partito della Rifondazione Comunista che chiama a raccolta "un'opposizione più ampia e incisiva" che dovrà ora dimostrarsi molto più presente rispetto al passato. "Dalle indiscrezioni è evidente che il governo vuole usare l'emergenza per scaricare la crisi sui soliti noti: lavoratori, pensionati e giovani in primo luogo. È infatti evidente che ogni aumento dell'età pensionistica corrisponde a migliaia di giovani che restano disoccupati e precari". Il segretario del Partito della Rifondazione Comunista non si ferma e avanza proposte concrete come "dimezzare le spese militari, tassa patrimoniale per chi possiede più di un milione di euro, aumento della tassazione delle rendite finanziarie, dimezzare i costi della casta, restituzione dei finanziamenti pubblici da parte delle aziende che delocalizzano, stop alle grandi opere". Come sottolinea lo stesso Ferrero, si può correre ai ripari senza "mettere le mani nelle tasche degli Italiani"! Il fantasma di un rimedio "costi quel che costi" viene denunciato anche da Pierpaolo Leonardi dell'esecutivo nazionale Usb che non manca di denunciare come vi sia in atto il tentativo e "la volontà di scaricare di nuovo i costi della crisi sul mondo del lavoro e sulle pensioni invece che colpire le rendite, la speculazione e chi effettivamente ha creato questa condizione, per questo saremo sotto Palazzo Chigi a dire no alle misure annunciate e per diffidare le parti sociali dal dare qualsiasi via libera al governo".
Seppur altalenante e ondivaga, anche la Cisl si mostra critica e prova a mettere i puntini sulle "I”, sottolineando che accetterà la patrimoniale "a condizioni che non gravi su chi ha solo una casa perché di solito le tasse in Italia le pagano i lavoratori dipendenti e i pensionati che non possono pagare di nuovo quando c'è una patrimoniale". Ad esplicitarlo è lo stesso segretario Raffaele Bonanni, leader della confederazione, dai microfoni di Uno mattina. Nello stesso tempo esibisce il disco verde nei confronti delle liberalizzazioni, soprattutto delle municipalizzate che non manca di definire come "l'ultimo scorcio di Unione Sovietica in Italia". Per rendere ancora meno chiaro il suo discorso, Bonanni ammonisce a "non toccare Finmeccanica, Eni, Enel e Poste perché sono quotate in Borsa e non vorremmo che facessero la fine dei gioielli di famiglia, spezzettati e venduti negli anni '90".
Diverso invece il tenore delle dichiarazioni rilasciate da Cantone della Spi-Cgil, che definisce come vergognose le decisioni del Governo che si avvia con chiarezza verso una politica tendente a "colpire le pensioni medio basse ed il sistema delle pensioni di anzianità; a tagliare risorse a comuni e regioni. Inoltre si vuole ridurre drasticamente i servizi socio-sanitari-assistenziali, intervenire pesantemente su reversibilità, accompagnamento ed invalidità, servizi per non autosufficienti e per completare l'opera - conclude Cantone - si vuole modificare la Costituzione e lo Statuto dei lavoratori con la scusa di modernizzare il mercato del lavoro". La raffica di prese di posizione provenienti dalle parti sociali continua. E' ancora la Cgil che attraverso una nota a due mani redatta dal segretario Confederale Vera Lamonica, e dal responsabile del dipartimento Welfare, Sandro Del Fattore, riprende con forza l'argomento pensioni, sottolineando come "nel mirino del governo ci siano nuovamente le pensioni di anzianità: evidentemente il governo ha scambiato il sistema previdenziale come una sorta di bancomat". I due dirigenti sindacali con hanno dubbi nell'affermare il fatto che "si vuole accelerare in questo modo il meccanismo delle cosiddette quote (somma tra età anagrafica e contributiva). Quelle quote però sono state già abbondantemente superate. Ci si dimentica, infatti, che già con la manovra dello scorso anno è entrata in vigore la cosiddetta “finestra mobile” che prolunga di un anno la permanenza al lavoro. Ciò vale anche per i lavoratori e le lavoratrici che maturano i 40 anni di contribuzione".
Come possiamo vedere la prognosi resta riservata per quanto riguarda le sorti economico-sociali del Nostro paese; una situazione che evolve di ora in ora e che non mancherà sicuramente di colpi di scena. Resta il rammarico di notare come ancora una volta l'opposizione mostri di non saper approfittare dei varchi e nelle contraddizioni che spesso si aprono nella maggioranza governativa. La prospettiva politica di una forte opposizione, propositiva e coinvolgente anche di quell'ampio settore che non è rappresentato in Parlamento, stenta a decollare. Il tempo stringe e il "contro-diktat" in risposta allo stesso Trichet ed alla Bce che intenderebbe disegnare scenari apocalittici nel Nostro paese pur di far quadrare i propri bilanci, tarda ancora a venire.
Intanto in tarda serata il “Senatur” incontrerà a Roma il Silvio Berlusconi. Manterrà la linea annunciata o sarà l'ennesimo fuoco di paglia di un altrettanto inciucio di Palazzo? Affidarsi a queste speranze è la dimostrazione di quanto occorra far presto per creare una vera alternativa politica che si faccia veramente interprete dei diritti e delle aspettative di un Popolo ormai sfinito e sfiduciato.
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