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Parà ucciso in Afghanistan. Nonostante le perplessità espresse il rifinanziamento della missione diventa sempre più probabile

Guerra in Afghanistan Ancora una vittima tra i soldati italiani in Afghanistan. La 41^dal 2004, la terza nel solo mese di luglio di quest'anno. Si tratta del primo caporal maggiore David Tobini, Romano, anno di nascita 1983. La cronaca, scarna e impietosa si ferma qui. Sarebbe inutile raccontare le circostanze, la dinamica, i particolari o altro, quando la realtà incontrovertibile ci consegna il dato più importante di tutti: una giovane vita spezzata in guerra. I cittadini sono liberi di leggere ciò che vogliono e saranno loro a giudicare il modo falso e nauseante che certa stampa dispensa in questi casi. Si parla di dramma solo quando ritornano a casa le salme dei nostri soldati, ma nessuno, ripeto, nessuno che si chieda se è giusto quello che è accaduto.

Afghanistan: cresce il numero di civili uccisi. Un bollettino di guerra lasciato nell’indifferenza.

AFGHANISTAN NATO CIVILIAN CASUALITIES Un vero bollettino di guerra. Il bilancio delle vittime tra la popolazione civile ha ormai raggiunto il livello più alto di sempre. E' una di quelle notizie che non fanno scalpore, in linea con la percezione del cittadino Italiano che avverte davvero poco il fatto che il proprio Paese sia in guerra. I numeri sono impietosi, ed è il Rapporto annuale della Missione delle Nazioni Unite di assistenza a snocciolare i dati. E' stato presentato oggi a Kabul sottolineando il raggiungimento del picco più altro dall'inizio di “Enduring Freedom”
Sono 1.400 i civili che sono stati uccisi nel primo semestre del 2011, con un incremento del 15% rispetto al primo semestre dell'anno precedente. Rapporti scarni, poco esemplificativi.

Obama fa i conti e prepara il ritiro dall’Afghanistan.

Ormai è certo, l'America si sta preparando al ritiro sia pur graduale dall'impegno bellico in Afghanistan. Si attendono solo i numeri attraverso i quali Obama indicherà, questa sera in una conferenza prevista per le ore 20 (ore 2 di notte circa in Italia, ndr ) le modalità del ritiro delle truppe Statunitensi.
Possiamo ipotizzare mille congetture e scomodare chiunque ma ciò che riporta il New York Times è indiscutibile, le guerre costano, specialmente se non portano guadagno.
Obama si sta preparando per il secondo mandato e le cifre non giocano a suo favore. Il tasso di disoccupazione degli States rimane elevato, oltre il 9 per cento, e gli altri dati sulla sua gestione "dell'economia domestica" non sono confortanti.

La politica italiana al vaglio della questione libica

La guerra in Libia monopolizza l'informazione, non c'è dubbio che sia così; ma è solo questa la ricaduta che si avverte nel Nostro paese?  Non sia scambiato per cinismo o altro del genere ma semmai è cosa diversa. Sembra quasi che l’Italia abbia perso la memoria, che i problemi economici, sociali e quant’altro, siano ormai una storia del passato. Stefano Folli, editorialista del Sole24Ore sostiene che la politica (bello questo giro di parole, quasi volesse mettere nel mucchio tutti e tutto!) ha tutto l’interesse che la guerra in Libia si concluda al più presto…
Beh, ad esser sincero credo che il buon Folli veda la cosa dal punto di vista dell’imprenditoria che bene o male lo sostenta. Ciò significa che ha ragione? Ma anche no!

Odissea sulla Libia, come da un vecchio film..!

missili in Libia L’hanno chiamata “Odissea all’alba”. Miglior definizione non poteva essere data. Odissea… altri morti, altra tragedia, soliti scenari. La domanda è d’obbligo, “poteva esser fatto qualcosa senza il ricorso al conflitto?”  Nessuno riesce a convincermi; no, non credo che il fuoco spenga il fuoco. E’ stato cosi in Iraq, in Afghanistan ed in tutte le altre parti del Mondo dove si sono visti eventi del genere. Perché illudersi? Sappiamo bene quanto sia poco importante, se non come scudo politico, una decisione in sede Onu; Russia, Cina, Germania, India e Brasile si erano astenuti.

Il nutrimento di una guerra assurda…

mezzi lince Un Italiano, un soldato, un Alpino impegnato sul fronte Afghano ha perso quest’oggi la vita. E’ accaduto poche ore fa. Le Agenzie di stampa passano la notizia come fosse un episodio di cronaca nera… E’ sorprendente quanto avvilente il cinismo e la poca sensibilità che viene usata in questi frangenti. Disarmanti le dichiarazioni di Berlusconi che parla della “speranza che questi sforzi possano valere la pena…?!” Sforzi… sforzi… non faccio altro che ripetere questa parola; mi sembra assurdo, terribile, disumano, poter parlare di sforzi in presenza di vite stroncate!