Gli alibi di un governo “maledetto”
Silenzio, parla Draghi!
Quando la realtà conta più degli “annunci”
Israele schiera la flotta contro Estelle
Riuscire a scrivere senza avvertire un nodo che ti stringe lo stomaco è davvero difficile. Alle 10,30 di ieri, sabato 20 ottobre, la nave-veliero Estelle, con a bordo attivisti per i diritti umani e addirittura membri del parlamento di diverse nazionalità europee, è stata attaccata in acque Internazionali dalle navi da guerra Israeliane. Il cargo pacifista era diretto a Gaza, la striscia ormai conosciuta come terra di sofferenze e di morte.
Vendola sfida Monti. Salta il patto di stabilità in Puglia
Mentre Renzi latita, il "suo" partito cambia le regole dello Statuto
Assemblea Onu: Obama si prepara alle Crociate!
Culture secolari, religioni, e costumi altrettanto antichi, rimangono ogni volta imprigionati nel mirino di un meccanismo che privilegia la tutela del sistema Occidentale.
Ormai c'è la tendenza (voluta?) a generalizzare, non pensando che il "buono" e il "cattivo" esiste in ogni dove.
Hollande, investitura ufficiale all' Eliseo. Un vento nuovo soffia sull’ Europa?
Pompei, nuovo caso di suicidio: conseguenza di una condizione sociale diffusa e non più sostenibile?
Resta il fatto che c'è un disgregamento sociale che getta nello sconforto tantissime persone e non può essere sottovalutato. L'Ente di riscossione dello stato, Equitalia, è nel mirino di molti. Perché, ci chiediamo, non deve essere fatta chiarezza sull'operato di questo? Nessuna accusa ma la situazione non può che richiedere un tempestivo intervento al fine di far luce sulla regolarità del lavoro fatto in questo ambito. La situazione ci consegna un quadro di ampio e diffuso disagio, spesso collegandolo proprio alla stessa Equitalia. A denunciarlo apertamente è lo stesso Gigi Bonfanti, segretario generale della Fnp-Cisl che non si fa scrupoli ad affermare come sia "assolutamente inconcepibile ciò che Equitalia ha fatto ai danni di alcuni cittadini di Catanzaro che si sono ritrovati con pensioni e paghe improvvisamente pignorate". Nella nota diffusa alle agenzie Bonfanti prosegue puntando il dito sul fatto che "Non è possibile che un pensionato o un lavoratore, sulla base di una decisione assolutamente arbitraria, si possa ritrovare improvvisamente privato di quella che, a volte, rappresenta l'unica fonte di sostentamento senza poter in alcun modo difendersi; una norma che presenta carattere di dubbia costituzionalità, in merito alla quale chiediamo si faccia chiarezza".
Può dirsi dunque estraneo a tutto questo, un governo che fin dall'inizio del suo mandato ha puntato prevalentemente sull'etica del rigore? La stessa Fornero ammette la durezza dei provvedimenti presi specificando che era però impossibile fare diversamente. Come dire, "assumete questo farmaco se volete salvarvi la vita, malgrado dia effetti collaterali che rischiano di portarvi conseguenze gravissime". Forse è ora che si capisca che siamo Persone, e in quanto tali viviamo molto del riflesso che ci viene dall'esterno che in questo caso potremo identificare nella società regolata attraverso leggi e provvedimenti sempre più restrittivi. Il rispetto per la vita umana, ultimo ma non per importanza il caso dell'imprenditore di Napoli suicidatosi questo pomeriggio, ci impone di vedere oltre la notizia di cronaca. Lo stato sociale sta andando incontro ad una vera e propria dissoluzione, dando ragione al premio Nobel per l'economia Paul Krugman, che insieme ad altri suoi illustri colleghi hanno lanciato recentemente un appello allo stesso Obama. E' proprio in questo contesto di sgretolamento dello stato sociale che finisce l'aspettativa e la tutela dei diritti del Cittadino. Primo tra tutti quello di vivere una vita "possibile"!
In una nota rilasciata lo scorso Martedì, il premier Monti affermava che "Le sofferenze economiche e sociali che derivano da questa crisi sono grandi, sono visibili, sono evidenti anche se si sono accompagnate finora ad un grande senso di responsabilità dei cittadini nel capire e devo dire di gran parte delle forze politiche nello spiegare. Il governo si adopera per immaginare ogni tipo di temperamento delle conseguenze sociali della crisi. Deve anche chiedersi, e questa è la cosa che dà più pena a chi deve riflettere e prendere la decisione, se un ampio e immediato rilascio della pressione al risanamento non finirebbe per comportare, sull'arco di un tempo un po' più lungo, conseguenze umane ancora più grandi".
Meglio 100 morti oggi che 2000 domani? Forse sarebbe meglio che l'uomo di ghiaccio, l'ex rettore della Bocconi, chiamato a gran voce da chi ha politicamente fallito il proprio compito durante questi ultimi 15 anni, provasse a darsi qualche risposta anche questa sera. Dopo l'ennesima, atroce fine, di una Persona che lascia la propria Famiglia nel dolore e nello sconcerto.
Pubblicato su dazebaonews.it
Palermo: in discussione il conteggio dei voti. Legge male interpretata o siamo su “scherzi a parte”?
La confusione sembra essere scaturita dal presunto errore d'interpretazione della nuova legge elettorale, la n.6 del 2012 che si sovrappone alla 35 del 1997, varata dalla Regione Sicilia. In sostanza, per la Regione il conteggio va fatto sul numero dei voti validi, per i comuni invece, il calcolo si basa sulle sole preferenze attribuite ai sindaci. "Nel regolamento che ci è stato fornito - si apprende da un presidente di sezione elettorale a Palermo - era specificato che da quest'anno non vale più il voto di trascinamento, ma solo da un'attenta lettura del verbale si poteva desumere che era necessario inserire anche i voti solo per il sindaco e poi solo per le liste (senza preferenze). Questo ha rallentato in moltissimi casi lo scrutinio e alcune sezioni hanno dovuto cominciare da capo". Le reazioni non si sono fatte attendere.
Mentre Orlando parla di "vulnus della democrazia. Noi andiamo avanti lo stesso - prosegue il candidato di Idv - Fds e Verdi - Eventualmente ci sarebbe un problema per i consiglieri comunali, alcune liste che al momento hanno superato lo sbarramento del 5 per cento non sarebbero rappresentate in consiglio, questo sarebbe un vulnus". A rincarare la dose, Pippo Russo, segretario Idv di Palermo: "Apprendiamo di una interpretazione della normativa elettorale da parte della Regione tanto bizzarra, quanto aberrante, che vorrebbe tener conto delle schede bianche per il calcolo delle percentuali riportate dai candidati sindaco". L'esponente di punta dell'Idv palermitano continua aggiungendo che "Non possiamo che sottolineare l'assoluta bizzarria di tale interpretazione, evidenziando che comunque, se fosse confermata andrebbe applicata tanto ai candidati sindaco quanto alle liste per il Consiglio comunale le cui percentuali andrebbero ricalcolate tenendo presente l'altissimo numero di schede bianche per il Consiglio (cioè le circa 45.000 schede che riportavano solo il voto per il sindaco e vanno quindi considerate bianche per il Consiglio)". Russo evidenzia ancora quanto sia "Importante sottolineare che in tal modo, mentre non cambierebbe la sostanza del voto sul sindaco, sarebbe stravolta la geografia del consiglio comunale. Da un calcolo da noi fatto, applicando tale bizzarra interpretazione della Regione, a Palermo ci sarebbero ancora meno liste che supererebbero il 5%, facendo saltare per esempio le liste "Amo Palermo", "Cantiere Popolare", "Grande Sud", "Ora Palermo" e mettendo a rischio le liste del Pd e dell'Udc. La speranza che tutti i nodi vengano sciolti è ora nelle mani dell'assessore regionale per le autonomie locali, Caterina Chinnici, che in una nota afferma che gli uffici "stanno provvedendo a fare le verifiche del caso per sciogliere i dubbi sulla differente interpretazione della norma elettorale". Resta l'inquietante interrogativo: ma siamo davvero su "Scherzi a parte"?
Pubblicato su dazebaonews.it
Pubblicato su dazebaonews.it
Monti, dopo Sarkozy nuovo “socio” della Merkell. Quale futuro per l’Italia?
Sarkozy in affanno. Il confronto televisivo con Hollande atteso da milioni di francesi.
Francia al voto: la sinistra sogna, l'Europa spera…
Lacrime padane. Roma, accogliente per anni, ritorna ad essere “ladrona”!
Fa sorridere il pianto di un uomo che ha le stesse colpe di quel Berlusconi che ha tenuto politicamente in vita fino all'ultimo secondo, e per anni! Oggi piangere è diventata una moda. Ma gli italiani, saccheggiati, impoveriti, offesi e privati di molte opportunità, cosa dovrebbero fare? Le agenzie ci raccontano dell'emozione di una "platea" che non ha retto alle lacrime del "capo". Il capo?? Non ci deve interessare oggi quelli che sono fatti da provare. Lo abbiamo scritto più volte che la colpa deve essere accertata e provata. Ma non passiamo sopra ad un atteggiamento che ha dell'incredibile. Non ci interessa se lo stesso "capo" ha probabilmente preso in giro i suoi stessi "soldati", quanto ciò che quest'uomo ha fatto politicamente contraddicendo quei principi che demagogicamente andava sbandierando. Ed oggi abbiamo la riprova che si trattava di pura e semplice demagogia, rozza e pericolosa! Proviamo poca comprensione verso chi è stato complice di un malgoverno durato per anni. Tra le sue fila sono state partorite idee tramutate in leggi barbare, assurde, tanto da venir definite dai suoi stessi collaboratori (Calderoli se ci sei batti un colpo!) addirittura con termini quali "porcate".
Bene, è giunta quindi l'ora in cui anche il "capo" debba pensare a diventare adulto. Le lacrime siano messe da parte e sia fatta chiarezza su qualcosa che forse potrebbe portarci a capire meglio i meccanismi attraverso i quali, il Popolo italiano, (e non uno sedicente spicchio di Territorio neo ribattezzato), ha potuto subire di tutto e di più.
Fornero continua imperterrita l'avanzata. Sale la preoccupazione di chi vuol difendere i diritti acquisiti
Il "panzer" guidato da Lady Fornero continua dunque la sua avanzata senza lasciare intravedere spiragli diversi da quelli finora proposti. Parlare del vissuto delle Persone, sia pure che si tratti di un Ministro, è sempre difficile, ma certamente in molti continuano a chiedersi il perché di tante lacrime sparse, quando poi a queste hanno fatto seguito atteggiamenti intrisi di una decisione ed una determinazione raramente riscontrabili. Sono solo i fatti, come ben si vede, che possono parlare.
Pubblicato su Dazebaonews.it
Alta velocità: il governo motiva, il Territorio risponde!
Monti sponsor di se stesso, lancia un monito ai partiti ma “santifica” Berlusconi!
Su quali basi poggiano queste riflessioni non è dato saperlo. Evidentemente Monti non vede, non sente e se c'era dormiva! Da mesi non passa giorno in cui non ci sia una protesta, uno sciopero, una dimostrazione; le trattative con le parti sociali e le Forze politiche sono sempre altalenanti e trovano ampio sconcerto tra i Cittadini che sono stanchi di essere trattati come le ultime ruote del carro. L'Italia di Monti sta diventando sempre di più un paese a due velocità con un divario tra ricchezza e povertà che ha ampliato la sua forbice. Si parla solo di tasse e tagli, che oltretutto colpiscono prevalentemente i lavoratori dipendenti. Si è voluto, inspiegabilmente, rinunciare all'applicazione di una patrimoniale sui "mega redditi"; si parla solo ed esclusivamente della fase in uscita dal mondo del lavoro come se questa fosse la soluzione che crea nuove prospettive!? Ma di quale consenso sta parlando quest'Uomo?? Addirittura ripesca e rivaluta l'uomo politico che negli ultimi anni ha devastato l'Italia facendola diventare lo zimbello d'Europa. Il riferimento di Monti alla "saggezza" di un leader come Silvio Berlusconi, definito come l'uomo al quale si dovrebbe riconoscenza per essersi dimesso "senza essere stato battuto in Parlamento" ha veramente qualcosa di incredibile.
Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla collocazione politica di questo "Tecnico" intriso di valori candidi e circoscritti solo ai numeri, è servito! Le conclusioni di queste incredibili dichiarazioni fanno riferimento alla speranza che "Questo sia un anno di trasformazione per Italia, non solo per rimediare alle cause della crisi, ma per consolidare la situazione finanziaria e per porre le basi di una crescita più forte".
Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla collocazione politica di questo "Tecnico" intriso di valori candidi e circoscritti solo ai numeri, è servito! Le conclusioni di queste incredibili dichiarazioni fanno riferimento alla speranza che "Questo sia un anno di trasformazione per Italia, non solo per rimediare alle cause della crisi, ma per consolidare la situazione finanziaria e per porre le basi di una crescita più forte".
Ricapitolando: monito ai partiti, accusa alle precedenti gestioni politiche, santificazione del passato governo Berlusconi! La contraddizione è oltretutto evidente: Monti critica i partiti che hanno "lavorato" in questi ultimi anni e poi elogia il Cavaliere. Ci chiediamo se queste note rilasciate dal Premier alla stampa verranno lette anche in casa PD. Ci chiediamo ancora, se il marchio politico indelebile che queste dichiarazioni portano con sé, verrà preso in considerazione dal maggior partito della sinistra presente in Parlamento! Ci chiediamo infine (e tremiamo al solo pensiero!) che cosa avverrà quando gli Eletti dovranno alzare la mano per votare questa scellerata riforma del lavoro proposta dallo stesso governo Monti. Se la politica onesta vuole recuperare credibilità non può votare a favore di una proposta che ripercorre palesemente il solco in cui sguazzava il precedente governo Berlusconi. Non è solo un semplice augurio, quanto una vera e propria speranza! Se non ci sarà una vera presa di coscienza su quella che si presenta come una situazione drammatica, l'Italia dei lavoratori e di chi crede nel lavoro come valore e fonte di vita, svanirà come neve al sole. La perdita dei diritti acquisiti in decenni di lotte infliggerebbe un colpo letale alla società italiana e non produrrebbe alcun tipo di prospettiva futura. In silenzio Berlusconi se la ride. Spavaldamente Monti e la Fornero sguainano la spada pronta a brandirla contro chi si opporrà ai loro voleri.
Riforma del lavoro: avanti tutta! Esiste ancora il Parlamento?
Il dato è certo, le problematiche del Lavoro ed in particolare la questione dell'articolo 18, hanno bisogno di una condivisione e di una convergenza ampia, e non di una prova di forza unilaterale. Il Presidente della Repubblica si è ancora una volta espresso dando più che una semplice impressione di fare sponda a possibili (se non quasi certe) decisioni assunte dal governo. "Quello delle crisi aziendali è il problema più drammatico, le aziende chiudono e i lavoratori rischiano di perdere il posto", ha spiegato Napolitano. E tutto ciò succede non a causa "dell'articolo 18 ma attraverso il crollo delle attività produttive". La confusione che si sta generando sembra più che certa. In risposta alla parole del Presidente non sono mancate quelle rilasciate dal capogruppo alla camera Massimo Donadi che non ha mancato di sottolineare l'insensatezza della decisione del governo: "Ha ragione Napolitano quando dice che il problema principale è la crisi che porta migliaia di aziende a chiudere ogni anno. Come dimostrano i 100.000 licenziamenti collettivi l'anno che ci sono stati dall'inizio della crisi ad oggi. Oltre ai 600.000 che stanno per arrivare per le aziende che hanno ormai concluso tutto il periodo di cassa integrazione e di mobilità. Il parlamentare dell'IDV non fa sconti e rilancia affermando che "Questa pseudo-riforma toglierà soltanto diritti e tutele a chi già oggi ne ha poche di fronte alla gravità della crisi e non rafforzerà in nessun modo le aziende italiane. L'eliminazione dell'Art.18, lo abbiamo detto e lo ribadiamo, produrrà soltanto due cose: tensioni sociali e maggiori licenziamenti e, con riferimento a questi ultimi, una generalizzata 'rottamazione dei cinquantenni".
Il fronte politico sembra frammentato, ma in realtà, quando si pone la domanda sull'appoggio al governo Monti, rispuntano gli istinti velleitari che hanno mosso a suo tempo gli stessi sponsor della “soluzione tecnica” da affidare a Monti (con il PD ovviamente in testa!). Crediamo sia necessario che le parole dello stesso Presidente della Repubblica siano analizzate bene e meglio, specialmente quando, rivolgendosi alla stampa, afferma di "Non credere al fatto che noi stiamo per aprire le porte ad una valanga di licenziamenti facili sulla base dell'articolo 18". Ci chiediamo su quali basi lo stesso Napolitano, di fronte alla preoccupazione dilagante nel Paese, risponde ai giornalisti affermando che "Bisogna sapere a cosa si riferisce l'articolo 18". C'è una netta discordanza tra Napolitano (che parla di "non conoscenza del significato dell'art.18) e la posizione sia dei sindacati che di storici conoscitori dell'argomento quali Sergio Cofferati che non mostra dubbi in proposito: "Lotta dura e cambiamenti profondi da parte del governo sulla riforma del lavoro. Se non avverranno il PD deve votare contro il testo annunciato. Così com'è non può essere votato dai democratici". L'europarlamentare del PD rincara la dose affermando che "Aggiustamenti piccoli potrebbero non bastare". Lo storico ex leader della Cgil spiega che "la discussione sul mercato del lavoro è fuorviante, e che il tema principale è la crescita", a dimostrazione del fatto che "Monti impegna le sue energie a discutere la riorganizzazione di una cosa che non c'è. Questa cosa che manca è il lavoro". La "creatura" del nostro sistema politico parlamentare sta forse diventando più forte dei suoi antichi sostenitori? O forse lo è sempre stato? Le divisioni nel PD ne sono la testimonianza. Vannino Chiti, personaggio storico di questo Partito, afferma di non voler votare un provvedimento sul lavoro di quella fatta. Bersani si dichiara dalla parte dei lavoratori ma non ufficializza alcun tipo di richiesta che corrisponda ad una posizione unitaria del suo stesso partito e da tempo ha lasciato a Monti l'onore e l'onere di fare e disfare. A fargli notare la netta contrarietà della sinistra è lo stesso Nichi Vendola leader di Sinistra Ecologia e Libertà: "Il PD dovrebbe togliere la fiducia a Monti per non vedersi tolta la fiducia da parte dell'elettorato. Non è in gioco un qualunque ingrediente del teatrino della politica è in gioco un pezzo della civiltà del Paese. Se il Governo Monti dovesse mantenere la sua ossessione ideologica, se continuasse ad andare contro i diritti dei lavoratori - aggiunge il Presidente della Puglia - il PD dovrebbe votare contro la fiducia. Noi non possiamo immaginare che i partiti siano delle mummie. Bisogna seppellire quelle culture che per 30 anni hanno ferito e impedito il futuro del nostro Paese. Il mondo del lavoro sta affogando nell'acqua sporca da troppo tempo. Negli ultimi 30 anni i redditi da lavoro subordinato hanno visto diminuire il proprio peso. La ricchezza si è trasferita dal lavoro alla rendita. Nell'economia, la finanza ha preso il posto del lavoro. L'Europa intera deve fare i conti con le nuove povertà. Il lavoro è come una porta girevole, si entra e si esce. La precarietà è presentata come una catastrofe. Ma chi l'ha portata questa precarietà? La cicogna? La politica non ha la colpa di essere una casta ma di essere il maggiordomo della casta". Mentre Bersani alza gli scudi a protezione del governo che ha fortemente voluto, rispedendo al mittente le dichiarazioni di Vendola, sempre da sinistra echeggia tuonante la voce del segretario del Partito della Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero: "Il popolo italiano ha ormai la consapevolezza che gli avevano raccontato che c'era un film e invece ne hanno trovato un altro". Secondo Ferrero "le prossime settimane peseranno molto o in bene perché il popolo riprenderà in mano il suo destino, oppure in male perché passa l'annichilimento. Saranno settimane decisive e noi saremo là ad organizzare la rivolta contro questa politica". Una girandola di comunicati, di dichiarazioni, di "si", "ma", però", che finisce con la solita farsa dipinta dallo stesso segretario del PD: "La riforma del mercato del lavoro messa a punto dal governo può e deve essere corretta in Parlamento". Bersani specifica ancora una volta (e questo non può che essere visto come preoccupante!) che la riforma contiene molti elementi positivi".
A quale Bersani (o "anima" del PD) bisogna credere? Al paladino dei lavoratori, o a colui il quale esalta il lavoro fatto dallo stesso Parlamento? La selva di dichiarazioni da Lui stesso rilasciate non sono incoraggianti, specialmente quando afferma che: "In tutti i decreti arrivati, ovviamente il Parlamento è intervenuto, su tutti ha sempre modificato qualcosa. Io sono sicuro sul fatto che si vorrà ragionare, se no chiudiamo il Parlamento, ma non so se così i mercati si tranquillizzano. Il Parlamento c'è quindi discuteremo".
Possiamo quindi affermare con sicurezza che il Parlamento esiste ancora? Quali sono e come si presentano le forze politiche che ne fanno parte? La Signora Fornero è stata chiara: "Nessuna marcia indietro» e nessun cedimento a pressioni!". Se Bersani individua nelle forze politiche presenti in Parlamento la diretta espressione del voto e della volontà Popolare, bè, allora faccia il suo mestiere e tenga conto che non possono essere accettati diktat basati su convinzioni che in realtà non sono suffragate da una vera maggioranza. Sempre che non si voglia preferire a questo la politica dell'inciucio e delle mezze verità.
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
Consigliere comunale ferito gravemente a Torino. L'episodio richiama l'attenzione del Governo.
Sciopero Fiom: cadono le ultime resistenze nel PD. L'unità del centrosinistra sembra allontanarsi ancora di più!
Pubblicato su Dazebao.NEWS.it
Iscriviti a:
Post (Atom)

