Val di Susa, sfiorato il dramma. Dialogo e confronto: due parole sconosciute!

NO TAVSi, abbiamo sfiorato il dramma. Il morto poteva essere Luca Abbà, tuttora ricoverato in condizioni critiche a Torino. E' uno degli attivisti più conosciuti dei NO TAV; ma sarebbe ingeneroso definirlo tale invece di chiamarlo semplicemente "Cittadino che si batte per la sua Terra". Luca Abbà sta reagendo per il momento, alle cure alle quali è sottoposto, ma la prognosi resterà riservata ancora almeno per un paio di giorni.

La sinistra replica a Veltroni. PD di fronte al bivio?

berlusconi eveltroniPiù che citare “Totem e tabù” di Freud, Walter "Uolter" Veltroni avrebbe dovuto ricorrere all'altrettanto ben conosciuto "Psicopatologia della vita quotidiana", oltretutto scritto dallo stesso Autore e più attinente all'ossessiva idea di inseguire un percorso politico ormai proposto e iniziato tanti anni fa e altrettante volte sconfessato dall'insuccesso che ha regalato alle destre Nostrane lunghi periodi di agibilità politica.

La Grecia che brucia ricorda a Berlino i debiti di guerra.

merkel - grecia_650x435La situazione si fa davvero ingarbugliata. Corsi e ricorsi storici mettono sul piano della bilancia aspetti che sembravano appartenere ad un'altra epoca. Stiamo parlando della Germania di Frau Merkel e dell'atteggiamento che questa sta assumendo nei confronti di un paese come la Grecia, ormai sull'orlo del baratro. Il paese è in presenza di un vero tracollo del sistema sociale ed economico; un welfare praticamente in balia di se stesso, una disperazione dilagante che ha portato a ripetuti scontri, violenze, nonché ad un clima quanto mai esasperato e disperato. Tra i paesi europei è proprio la Germania a mostrarsi "più dura" e inflessibile verso la stessa Grecia, anche se ben coadiuvata da altri. Ripetiamo fino alla noia che il quadro che si va definendo, è in realtà gestito a livello sovranazionale dalla stessa "macchina" della finanza mondiale, che detta percorsi e input. La premessa fatta in apertura serviva a porci di fronte alla domanda non di poco conto che si leva sui rapporti in corso tra Grecia e stati europei e soprattutto con la Germania. Sessant'anni fa la Grecia fu invasa da Hitler e ciò che accadde è oggi affidato alla storia. Non si è mai parlato molto invece, del debito contratto dalla Germania nei confronti di paesi come la stessa Grecia.

L'argomento sta invece rispuntando, e non a sorpresa. Il debito della Germania fu drasticamente ridotto rispetto alla cifra che era stata stabilita, ed il "danno" liquidato dalla Germania di Adenauer con il pagamento di 120 milioni di marchi tedeschi, e fu accettato dall'allora ministro greco Karamalis. Stime approssimative indicano che in realtà sia stato pagato circa il tre per cento (3%) della cifra originariamente concordata. Non ci interessa parlare di cifre e numeri se non per sottolineare una disparità di trattamento che oggi viene riservata ad un paese come la Grecia che sta vivendo uno dei momenti storici più brutti della sua lunga esistenza. In sostanza crediamo sia lecito chiedersi se l'atteggiamento duro e inflessibile di Frau Merkel (..e Soci!) sia da rivedere o meno. Non possiamo far pesare sui figli le colpe dei padri, e questo lo affermiamo convintamente, ma che almeno siano fatte le dovute valutazioni. Se il debito della Germania è stato in un certo senso alleggerito ci sembrerebbe opportuno riflettere in merito alla situazione debitoria della Grecia di oggi. Angela Merkel ha le sue belle "gatte da pelare", ed è per questo che è saltato l'incontro di oggi a Roma con il Premier italiano Monti. Supereroi o paesi senza problemi non esistono, almeno a quanto sembra, ed è logico che sia così visto che si pensa a tutto fuorché a proporre una valida alternativa a modelli socioeconomici che hanno mostrato tutti i loro limiti. Forse questa giornata potrebbe essere importante per far riflettere anche il governo italiano. Soprattutto se questo ripercorre la storia, riflettendo sulle responsabilità che all'epoca il governo fascista condivise con quello della Germania di Hitler. Ciò che è stato è stato? Crediamo che la responsabilità morale non vada mai in prescrizione, e di fronte a drammi come quello che sta vivendo il paese ellenico, dovrebbe essere fatto di tutto per mostrare dignità e senso di responsabilità, anche in considerazione di un passato che comunque nessuno potrà mai cancellare.





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Tagli alla Difesa? Il gioco delle tre carte continua! (Con De Paola che scomoda persino Gramsci!!)

tagli a difesaIl governo offre al paese un "contentino" per quanto riguarda le spese militari. Notizia ormai diffusa è quella di un ridimensionamento delle spese preventivate per l'acquisto di 131 aerei F35 che viene fissato invece a 90. Tutto ciò che porti risparmio è sicuramente ben visto da tutti, e Monti, da buon "tecnico politicizzato", ha capito quanto conta l'immagine e la comunicazione, offrendo lo zuccherino agli italiani. Quello che rimane nel dubbio è "l'irrinunciabilità" del ricorso a tecnologie belliche quanto sofisticate. Con i capitali impegnati nell'acquisto di materiale bellico potremo sviluppare settori VITALI, necessari per un cambio di passo qualitativo della Nostra società. Il mondo della ricerca, non solo scientifica, potrebbe essere messo in condizioni di offrire maggiori e più utili risposte al posto di un F35!! La cultura della Pace non è ancora entrata nel Nostro sentire comune. Non ci aspettavamo certamente miracoli da un Generale, un Militare chiamato a ricoprire un ruolo politico nell'Esecutivo di Monti; come avrebbe potuto dimostrarsi soggetto neutro?!   Il conflitto d'interessi, anche se di natura diversa da quello generalmente inteso, era e resta evidente.  La Gente vuole pace e serenità, e questo non è il percorso che porta a quel traguardo. Le domande potrebbero levarsi numerose. Restiamo senza difesa?  Rinunciamo alle armi? Bene, vediamo di dare una risposta sensata. Perché i vari stati e paesi non decidono di puntare alla ricostruzione (dalle fondamenta) di un Organo imparziale e supremo che vigili sulla pace nel Mondo?  L'Onu è stato e continua ad essere troppe volte ostaggio di logiche politiche legate alle varie potenze, o superpotenze come vogliamo chiamarle, e questo lo rende solo parzialmente "efficiente". Spendere molte altre parole non servirebbe a dare maggior senso rispetto a questo breve inciso. La difesa italiana non ha ragione di esistere se non fosse inquadrata (e così oggi è..!) in un piano più generale di alleanze militari.

Ecco il motivo e la ragione di dover affrontare l'argomento in un contesto più ampio di quello prettamente nazionale. Comprendiamo benissimo quanto il cammino in questa direzione sia difficile e impervio, ma sacrificare miliardi in materiale bellico quando c'è chi non riesce a vivere (dobbiamo ricordare l'ormai cronica mancanza di lavoro, di prospettive, di un welfare che non include ma esclude, ed altro ancora??) ci resta impossibile da accettare!  Il ministro della Difesa parla di una riduzione del corpo militare, che oggi conta su 183mila unità, che prevede una defalcazione di 33mila unità fino a scendere a 150mila. A partire da questo momento?? No, sia mai. Tutto ciò che non riguarda “tagli”, drastici interventi sul mondo del lavoro, dei diritti e dello stato sociale, viene diluito nel tempo. Riduzione del 20%! Perché solo del 20% e non invece un cambiamento vero e proprio che dia il senso di una vera inversione di tendenza culturale del paese? Perché non pensare di cambiare la funzione del "militare" costruendo quella di soggetto attivo, professionista in ambito di protezione e tutela civile, sia per la salvaguardia del Territorio (vediamo quello che sta accadendo con le variazioni climatiche in questi giorni) che dei bisogni della Gente? Ci sfuggono i particolari che giustificano il mantenimento di un assetto militare che da solo sarebbe insufficiente e inutile da mantenere, oltre ovviamente, ai costi esorbitanti che questo comporta. Ancora una volta Monti parla di novità, quando in realtà rimane ancorato ad una visione obsoleta che riconduce tutto ad un sistema di alleanze che in realtà vincolano l'Italia a percorsi assolutamente non autonomi.  Le parole del Premier sono chiare: "Il punto più importante di questo Consiglio dei ministri è stata la riforma del modello di difesa. Voglio sottolineare la grandissima importanza del settore per la vita nazionale e internazionale dell'Italia". Monti cita il ministro della Difesa sottolineando come Di Paola "Ha presentato una riforma del modello di Difesa basata su una profonda analisi sia di tipo strategico, in relazione alle tematiche dello scenario internazionale e alle politiche della sicurezza della Nato e dell'Unione europea, sia basato su considerazioni economiche. Il ministro della Difesa si è reso interprete della necessità di grande attenzione alla spesa e agli equilibri economico-finanziari che caratterizzano l'Italia e non solo l'Italia in questa fase storica". E' forse questo l'esito dell'incontro avuto con Obama?? La brutalità con cui si offre la spiegazione di questa "manovrina" è allucinante. Si parla di sviluppo di attività lavorative attraverso la produzione di armi, e non ci vuole molto a capire che l'industria bellica avrà uno sviluppo non sottovalutatile. 
La ricostruzione del percorso governativo è stata ripresa con estrema precisione dalla Rete Italiana per il Disarmo che, attraverso le parole del suo coordinatore Francesco Vignarca, spiega con dovizia di particolari quello che è il vero significato delle decisioni prese dal CDM: "I soldi ricavati (ma non da subito) con il taglio di una parte del personale andranno invece solamente a coprire le maggiori spese previste per l'esercizio (formazione e manutenzione) ed investimento (sistemi d'arma). Il riequilibrio tra i costi del personale (attualmente si arriva quasi al 70%) e le altre voci di spesa militare non si configurerà come un dimagrimento dei fondi che lo Stato spende in questo comparto, sempre e stabilmente oltre i 21 miliardi di euro comprendendo anche soldi non inseriti nel bilancio del Ministero della Difesa. Con un vantaggio automatico e forte per l'industria a produzione militare e un assegno in bianco pronto ogni anno per pagare scelte di acquisizione di sistemi d'arma che una volta fatte vincoleranno il nostro Paese per decenni". Impossibile non dargli credito quando lo stesso Di Paola, rivolgendosi alle agenzie di stampa, (mart. 14 febbraio, ndr.) era stato chiaro: "Ci sono investimenti importanti di realtà industriali che si stanno realizzando a Cameri, in provincia di Novara. Più di 20 aziende hanno vinto contratti, ci sono circa 10.000 posti di lavoro potenziali. Questa riforma che è incisiva tocca anche le capacità operative, certe capacità verranno ridotte e punteremo su altre. Un programma complessivo, lo dirò domani in dettaglio al Parlamento".   Il ministro della Difesa dovrebbe inoltre cercare di interpretare meglio le parole di Gramsci che cita in maniera davvero impropria attribuendogli un significato di ben altro tenore da quello originario, senza ricorrere a dichiarazioni davvero sorprendenti: "Come disse una volta Gramsci, per essere cosmopoliti, bisogna prima avere una patria. E allora io dico: per essere più europei nella Difesa domani, bisogna essere più italiani oggi", conclude lo stesso ministro. Oltretutto Di Paola cade in contraddizione richiamandosi ad un'amor di Patria che in realtà viene dirottato su logiche esterne all'Italia e da inquadrare in una logica di alleanze nelle quali siamo in realtà solo subalterni valletti! 

Flavio Lotti,coordinatore della Tavola della Pace, si era già espresso in modo altrettanto chiaro affermando che "Ora tocca al Parlamento ed alle forze politiche di trovare le risposte a queste domande: a che ci serve comperare queste spaventose macchine da guerra? Dove e quando pensiamo di impiegarle? Quanto ci costa comprarle? Quanto ci costa mantenerle? Cosa potremmo fare con gli stessi soldi? E non ci sono solo gli F-35...".
Come sostiene anche il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, "Qui non si tratta di essere italiani o europei ma di affrontare una crisi economica drammatica che sta mettendo in ginocchio gli italiani e gli europei: per cui è il momento che l'Italia rinunci a tutti i caccia bombardieri F-35 che rappresentano uno spreco enorme per il nostro paese e un'offesa a tutti i cittadini che il Governo ha chiamato a fare sacrifici enormi".  Lasciamo quindi che il pensiero Gramsciano resti inalterato in chi lo ha sempre sostenuto e soprattutto nel suo significato. Siamo ancora una volta in presenza di un tentativo da parte del governo Monti di "far colpo" sull'opinione pubblica con provvedimenti parziali, insufficienti e inadeguati alla realtà.  L'argomento è vasto e potrebbe incidere in molti settori della vita sociale del Nostro paese. Sicuramente non è un lavoro a cui possono dare una risposta convincente dei "Tecnici". La speranza che la Politica si riprenda dal suo lungo letargo e si riappropri dei suoi strumenti è sempre viva. Il Popolo italiano aspetta, impaziente!




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Goracci arrestato stamane! Ferrero chiarisce la posizione del PRC in merito.

goracci.3Desta sorpresa l'arresto di Orfeo Goracci, ex sindaco di Gubbio e attuale vicepresidente del Consiglio regionale dell'Umbria. Indubbiamente ha colto di sorpresa chi non sapeva delle indagini già in corso verso la fine del 2011, ma non per questo il Partito della Rifondazione Comunista è stato a guardare. E' difficile capire quello che è successo a Gubbio, dove Goracci e altri 8 politici dello stesso partito si trovano oggi a rispondere di accuse piuttosto gravi.

Genova incorona Doria nelle primarie del centrosinistra. Un vento nuovo chiede il rinnovamento.

Doria2La vittoria di Marco Doria nelle primarie del centrosinistra a Genova attira ovviamente gli sguardi del mondo politico e non. Siamo di fronte ad un dato sicuramente significativo e forse sarebbe meglio capire il motivo di quella che viene sbandierata come una vera novità. Il Docente universitario vicino a Don Gallo, non è un politico di professione (pur avendo un passato nel PCI e tre anni di esperienza come consigliere comunale) ma nessuno può negare che interpreterà il ruolo del politico e, come Pisapia a Milano, ha una targa ben precisa che gli è stata assegnata dal partito di Vendola. Non è un politico ma è l'uomo indicato e presentato dai Vendoliani, non prendiamoci in giro... Stiamo forse giocando con le parole? In realtà c'è molta politica dietro questo risultato (ed anche se la cosa non ci dispiace assolutamente, crediamo sia opportuno che almeno le cose vengano chiamate con il loro nome!). La riprova ci viene dalla presenza su tutti gli organi di stampa dello stesso Vendola. Sappiamo bene quanto sia bravo a comunicare il buon Nichi, ma cerchiamo di vedere quello che vuole trasmettere all'esterno e con quali finalità. Consegniamo alla cronaca e diamo per acquisita la vittoria con il netto margine del 46% di Marco Doria, proiettando il suo risultato oltre queste primarie. Il primo dato ineludibile è ovviamente quello di una secca sconfitta del PD, e su questo non ci possono essere dubbi. Forse sarebbe meglio dire che, nell'ambito del centrosinistra, è stato scelto il candidato che rappresenta maggiormente la sinistra portatrice dei propri valori. Quindi il dato sostanziale è rappresentato da una voglia di maggiore incisività e presenza di una sinistra non si dimostri subalterna al centro. Le cose sembrano assumere contorni maggiormente individuabili quando leggiamo le dichiarazioni del Presidente della Puglia e della stessa SEL. Il buon Vendola continua nella sua ostinata intenzione di restare in equilibrio tra la critica propositiva (ma pur sempre in contrapposizione ad un certo modo di fare politica!) e la volontà di mantenere un rapporto privilegiato con il fido alleato Democratico al fine di tenere unito il centrosinistra. Nelle dichiarazioni affidate alle agenzie di stampa, lo stesso Vendola parla della necessità di "Partire dall'idea di buongoverno propugnata da Doria, dal suo pensiero lungo sul modello sociale e urbano, dalla fine dell'espansione del cemento e dalla cura delle ferite che si sono aperte negli anni. Mi piacerebbe definirla una profezia civica. La gente guarda a chi vuol cimentarsi con i suoi problemi e le sue angosce, con chi è pronto a tutelare i diritti e non si ferma davanti agli "altrimenti": altrimenti Bruxelles, altrimenti le Borse, altrimenti gli industriali. E Basta!". Potrà sembrare strano ma c'è comunque qualcosa che non torna tra queste affermazioni ed il suo atteggiamento verso il PD. Non viviamo sulla Luna, e sappiamo, così come lo sa Vendola, che Monti non è piovuto dal cielo ma bensì spinto dallo stesso PD attraverso la sottile politica attuata dal Presidente della Repubblica! Conosciamo la posizione dello Stesso partito sulle questioni sociali e del lavoro. Come può pensare di tenere unito un centrosinistra che di fatto è diviso su questioni esiziali come quelle sopra citate?? Se Genova ha scelto la sinistra non è un caso! Siamo di fronte alla sesta Città d'Italia e non si può pensare di continuare a coltivare sogni tenendo i piedi su più posizioni. Se, come afferma Vendola stesso, non ambisce alla conquista dei consensi targati PD, è anche vero che non può non spingere verso una direzione che sia di rottura con una politica dal passato ambiguo che porta il partito di Bersani sempre di più verso il centro conservatore! Non siamo visionari, tanto che ci confortano le parole del sindaco di Napoli Gianni De Magistris che, commentando la vittoria di Marco Doria, sottolinea come il PD "Ora deve decidere cosa fare. Noi abbiamo già deciso come andare alle amministrative e alle politiche. Il Partito democratico vive un momento difficile perché sostiene il governo Monti con Berlusconi e Alfano, e al suo interno c'è un dibattito forte perché arrivare in questo modo alla soglia delle politiche del 2013 e allearsi con il vero centrosinistra rimanendo dentro con il Pdl è complicato". E' chiaro che la vittoria del Docente genovese in queste primarie è un segnale importante che apre scenari incoraggianti per tutta la sinistra. Ovviamente scontato l'apprezzamento venuto anche dal segretario del PRC Paolo Ferrero, il quale, dopo essersi complimentato con lo stesso Doria, non esita a sottolineare come "Adesso si tratti di superare ogni polemica e di cominciare a lavorare per vincere le elezioni e dar corso a quella richiesta di cambiamento che ieri la città di Genova ha espresso in modo così forte".  La strada del buonsenso è sicuramente lunga e continuare a trincerarsi dietro barriere e steccati non giova a nessuno, tanto meno alla sinistra che guarda al futuro. Siamo in questo d'accordo con Vendola quando afferma che occorre "Dare vita ad una gara delle idee e non dei pregiudizi. Ponendo al centro dell'attenzione il lavoro e portando la sinistra a cercare un compromesso con i moderati , non suicidandosi ma facendo valere le proprie ragioni". Sempre che i pregiudizi vengano veramente spazzati via senza distinzioni di sorta. 




Obama canta le lodi all'Amico italiano. Gloria effimera quella di “super Mario”?

Monti e ObamaLa musica non è cambiata. La propaganda è ancora lo strumento attraverso il quale si cerca di fare il lavaggio del cervello alle Persone. La dimostrazione ci viene dalle "stupefacenti" esternazioni di Barack Obama sul Nostro Premier. C'è da dire che si tratta di parole pronunciate da un Presidente debole, qual è appunto Obama.

Berlusconi cerca l'intesa con gli odiati comunisti. “Inciucio” parte seconda, prossimamente su questi schermi?

berlusconi e pd-458x280Inciucio parte seconda? Il futuro dei due principali partiti italiani degli ultimi anni, è andato da tempo facendosi alquanto incerto. Abbiamo già avuto modo di parlare della frammentazione in atto nel panorama politico nostrano, così pure dei possibili scenari che si potrebbero prefigurare in prossimità delle prossime elezioni. Sembra la situazione ottimale per il centro di Pierferdinando Casini. Non è un caso che sia come la Cuccarini, una sorta di "più amato" e cercato dai politici italiani!

“Bamboccioni” parte seconda? In realtà nel mirino di Monti c'è l'Articolo18

precariato-lavoroIl Professore questa volta ha mostrato il suo vero volto. Restio a suo tempo quando dichiarò la sua poca voglia di "socializzare" attraverso i mezzi televisivi, non ha retto al fascino furbesco della logica comunicativa.
Che l'art. 18 sia ormai la linea del Piave è cosa risaputa, e che tutto passi da una vera discussione sulle tematiche del lavoro ci sembra scontato. Ma in questo caso, il Premier, che in realtà è un politico che si spaccia per "tecnico", ha ben compreso quanto sia importante preparare sempre e comunque il terreno che si vuol dissodare. La cornice lo sta facilitando, tanto che persino l'uomo della strada, disgustato da ciò che accade ancora oggi nei partiti politici, è arrivato a vederlo come "la Persona seria che si spende per far pulizia degli errori fatti dagli stessi partiti". In questo varco si insinua abilmente la scure del "teutonico" ex Rettore della Bocconi. Sembra che con il passare del tempo aumenti la sua sicurezza. Il volto del potere, perché di questo si tratta, si abbatte sulle speranze di molti, giovani ma anche meno giovani. Difficile non trasformare un articolo di stampa in una lettera aperta, anche se la voglia sarebbe tanta. Queste le precise parole pronunciate dallo stesso Premier: "I giovani devono abituarsi al fatto che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Tra l'altro, che monotonia il posto fisso. È meglio cambiare ma bisogna accettare le sfide".
Vediamo con calma di aprire una sorta di dialogo immaginario con lo stesso Professore. Intanto registriamo l'assenza dal suo vocabolario del termine "analisi sociale", visto che si parla molto di giovani (per il motivo ben preciso che a Loro si può "promettere il mondo" contando sul tempo che poi puntualmente modifica ogni cosa) escludendoli da un contesto sociale che è ben più ampio, che soprattutto prevede un cospicuo aumento di anziani e di soggetti meno giovani a cui dovrà essere data una valida "risposta". Probabilmente si tratta di una svista quella di non "vedere" più la presenza di tutti quei soggetti che sono ancora attivi a livello lavorativo malgrado non siano più catalogabili come giovani, con famiglia o meno, disoccupati, inoccupati e ovviamente socialmente non garantiti. Che tipo di risposta darebbe ad uno di questi "soggetti" il Nostro serafico Presidente? Quella di trovarsi un lavoro diverso, visto che per mille ed un motivo il vecchio non ce l'hanno più? Qualcuno ha forse rubato dal vocabolario il termine PERSONA. La prassi è la solita. Dividere, scomporre per far fuori intere generazioni o addirittura per metterle l'una contro l'altra. Il precariato è la forma più vigliacca di gestire un lavoratore, a qualsiasi età! Lo si tiene sulla corda, gli viene impedito l'accesso al credito, alla vita di società, alle aspirazioni e magari anche a qualche piccolo ma sacrosanto sogno. Ma ragioniamo per assurdo (sottolineo ASSURDO!). Proviamo per un attimo a dar ragione a Monti. Il Professore ha forse parlato o proposto di investire risorse in percorsi di FORMAZIONE CONTINUA che possano ovviare alla MONOTONIA del posto fisso? E' stato disegnato un quadro di accompagnamento per il lavoratore che ha perso il lavoro o per lo stesso precario che viene sbattuto da un posto all'altro e per il tempo che serve? Si lascia che sia compito della sola fantasia individuale quella di riciclarsi cambiando posto di lavoro?? La risposta al momento ci sembra sia NEGATIVA. Ed allora, ma di che cosa parla il Professor Mario Monti?! Crede forse che tutti possano vantare i suoi innumerevoli privilegi? Questo per rispondere sul piano tecnico. Mentre sul piano sociale ci chiediamo come sia possibile ignorare il vissuto delle Persone. Crede forse che Queste vivano per lavorare o magari lavorino per vivere?? Sta decollando nuovamente un bieco individualismo che isola la Persona intesa come figura sociale, da un ambito ben più complesso, che prevede la Famiglia, la casa, (il problema abitativo..Professore..il problema abitativo esiste!!) il raggiungimento di uno status di serenità necessario per vivere in maniera decorosa e molto altro ancora. Già, come fare a porre queste problematiche ad uno dei massimi appartenenti all'establishment finanziario europeo, se non mondiale?! Si scenda nel concreto e non si faccia demagogia partendo da punti di forza arroganti e inaccettabili. Esiste la possibilità di passare da un lavoro ad un altro? NO. Quali sarebbero le eventuali condizioni per mettersi in gioco?? Ne conosciamo poche, ma da queste sicuramente non si possono escludere la Scuola e l'ambito formativo a livello continuato. Finché mancano queste condizioni si consiglia al Professor Monti di pesare bene le parole che impattano contro una realtà drammatica, e non incoraggia la ripresa di una coesione sociale che ormai è solo un ricordo! Libertà di scelta, aspirazioni, attitudini, sogni, sono per il Presidente del Consiglio ormai solo un lusso. Mancando una valida e vera alternativa politica, viene a mancare anche il contraddittorio che vorrebbe, a giusta ragione, che questi termini fossero irrinunciabili, e se qualora dovesse esserci un motivo più che valido e condiviso per accantonarli, che almeno vengano forniti gli strumenti adatti per ovviare!
Ormai è chiaro che l'italiano è per Monti solo un contribuente, come si usa dire da sempre in America. Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di distruggere la dignità umana, la Persona e il suo vero significato. E' un sistema che sta crollando sotto l'opera demolitrice di politiche sociali ed economiche che risalgono addirittura al dopoguerra. Raschiando il barile siamo arrivati a vederne il fondo. Adesso vorremo rimediare chiedendo ai Cittadini di "ricapitalizzare" lo stesso "barile", in modo che i soliti noti possano attingerci a piene mani.
La frase di Monti non ha suscitato reazioni solo per il "tono" con il quale è stata offerta agli italiani, ma bensì per quello che nasconde. Il vero obiettivo è la distruzione dell'articolo 18. Nelle intenzioni della Signora Fornero infatti c'è quella di porre fine al diritto dei lavoratori di non essere licenziati senza una giusta motivazione. Questo si pensa favorisca la rinascita dell'occupazione e la fine del precariato? Aspettiamo risposte e magari consigliamo, se ci è concesso, di pensare a regolamentare l'accesso al mondo del lavoro, prima di metter nuovamente le mani su faticose conquiste che ad oggi hanno fatto in modo che la tragedia non fosse totale.